Andrea impegnata sull'uscita del secondo tiro della Ga.Mi. 2

Via Ga.Mi. 2 – Zucco di Pesciola: per buoni avambracci! 😅

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PIANI DI BOBBIO (LC) – ZUCCO DI PESCIOLA – Arrampicata – Via Variante dei Bergamaschi + Via Ga.Mi. 2 – Difficoltà VI (obbl.) – Sviluppo complessivo 250 m – Esposizione N

Questo weekend Erica era impegnata per lavoro e quindi Gab si è dovuto organizzare per trovare soci alternativi e qualcosa da fare per conto proprio.

Inizialmente l’idea era di tornare al Pizzo del Becco dopo diversi anni per salire la Via Camilla che ancora ci mancava all’appello, ma con gli amici non si è poi riusciti a trovare gli accordi sugli orari di partenza e le modalità.
Così è venuta fuori l’idea del Pesciola, sempre validissimo e dove ancora ci resta qualche via non percorsa, anche se ormai sono sempre di meno! 😉

La Ga.Mi. 2, aperta nel 1971 da Ganassa e dai fratelli Minonzio (il nome della via è un acronimo dei loro cognomi), era nella wishlist da anni, ma quel tiro di VI dato come “atletico” ci aveva sempre scoraggiati in quanto nessuno di noi due può definirsi un climber atletico, non frequentando né palestre né falesie! 😅

Ciò nonostante, abbiamo voluto buttare il cuore oltre l’ostacolo, e avendo organizzato insieme ad Andrea, amica e climber che invece si allena eccome, eravamo più tranquilli che in un modo o nell’altro ne saremmo usciti vincitori, cosa che effettivamente è avvenuta! (grazie Andrea!!!)

Il risultato è stato infatti che Gab ha tentato e quasi superato indenne il tiro chiave, arrivando a circa 4 metri dalla cima del pilastro, ma poi, ghisato totalmente, ha dovuto chiamare in causa Andrea per chiudere il tiro, la quale ha superato brillantemente anche gli ultimi 4 metri, affatto banali e faticosi come del resto l’intera lunghezza!

Insomma, come da pronostico – pur sudandocela – alla fine ce la siamo portata a casa e anche con soddisfazione, perché la via è bella, su ottima roccia e con passaggi divertenti in quasi tutti i tiri, fatto salvo i pezzi di raccordo che purtroppo aggiungono un filo di discontinuità, senza per questo rovinare l’esperienza.

Per ulteriori dettagli vedete il giudizio finale e la descrizione dei tiri, oltre alle didascalie delle foto! 😉

AVVICINAMENTO

Giunti ai Piani di Bobbio tramite la strada che sale da Valtorta oppure tramite gli impianti di Barzio (chiusi in questa estate 2026 per rifacimento), si segue la strada sterrata che conduce fino al rifugio Lecco e si imbocca poi l’ampio sentiero che si immette nel vallone dei Camosci, fino al punto in cui tra alcuni massi si diramano più sentieri che salgono verso la bastionata nord.

Per questa via, conviene seguire il secondo sentiero da destra, guardando la parete, che conduce praticamente all’attacco della via Comune e della variante diretta delle Guide. Arrivati a quel punto, se voleste salire dalla variante dei Bergamaschi (come abbiamo scelto noi), seguite la parete verso destra per una cinquantina di metri fino ad incontrare un largo camino col nome della via su una roccia a sinistra e un fittone ben visibile sulla parete di destra.

la posizione e il percorso delle vie da noi seguite
la posizione rispetto alla parete e il percorso delle vie da noi seguite

DESCRIZIONE DEI TIRI

Via Variante dei Bergamaschi

L1 – V (45 m) – Salire sulla parete destra del camino fino ad un ripiano, entrare quindi nella caratteristica grotta alla propria sinistra raggiungendone il fondo ed alzarsi quindi sfruttando dei massi per avere accesso al diedro / placca di destra che si segue con bella arrampicata rimontando poi un pilastrino su divertente placca. Sosta evidente su terrazzo al suo termine.

L2 – III (60+ m) – Rimontare il breve muretto sopra alla sosta che porta sulla grande cengia mediana. Qui raggiungere le pareti e seguirle verso destra fino ad incontrare l’attacco della via Casari/Zecca (scritta su roccia). Tornare indietro 2 metri e scendere una rampa detritica per una decina di metri, attraversare ancora in direzione est fino sotto una placca lavorata che si raggiunge salendo un paio di metri per roccette dove si trova la scritta Ga.Mi. 2 molto sbiadita in nero sulla parete (fittone evidente sulla placca verso destra).

Via Ga.Mi. 2

L1 – V (20 m) – Per placca lavorata in diagonale destra fino a raggiungere lo spigolo che va doppiato con un passo un po’ ostico, poi seguirlo in verticale fino al suo termine e individuare la sosta su un terrazzino a sinistra.

L2 – V (25 m) – Spostarsi a destra e seguire una fessura / diedro per alcuni metri in verticale, poi affrontare alcuni passi leggermente aggettanti sulla parete di sinistra fino alla sosta. Tiro un po’ atletico ma ben ammanigliato.

L3 – III+ (15 m) – Salire la breve paretina a destra fino ad un evidente fittone, portarsi poi sul terrazzo di sinistra superando un masso e raggiungere la base della prominente parete nera del tiro chiave dove si sosta.

L4 – VI (30 m) – Tiro molto bello, atletico e continuo, con pochi riposi! Attaccare a sinistra della sosta seguendo un diedrino in diagonale destra fino ad una fessura verticale che va affrontata direttamente con diversi passi tecnici e fisici al contempo. Circa a metà parete si trova un terrazzino con l’unico vero riposo, poi da qui non farsi ingannare da una rampa facile verso sinistra e salire invece una parete verticale verso destra che porta alla seconda parte del tiro, anch’essa molto continua fino all’ultimo fittone del pilastro dove bisognerà alzarsi dritti ma poi uscire a sinistra su un terrazzino dove si trova la sosta.

L5 – IV+ (50 m) – Salire il muretto sopra alla sosta, poi spostarsi a sinistra e rimontare uno spigolino al termine del quale bisogna abbassarsi un metro e spaccare dalla parte opposta superando un buco. Proseguire fino ad una paretina di pochi metri, quindi facendo molta attenzione, salire per erba e rocce rotte fino ai piedi della madonnina di vetta dove si può sostare su spuntone / masso.

DISCESA

Dalla vetta, abbassarsi per sentiero sul lato sud del Pesciola fino alla selletta dalla quale si imbocca il canale della Madonnina che in pochi minuti, tra sfasci e saltini, riporta alla base della parete.
Quindi seguendo il percorso dell’andata fino al rifugio Lecco.

GIUDIZIO

Come la gran maggioranza delle vie presenti su questa fantastica parete, anche la Ga.Mi. 2 merita assolutamente di essere ripetuta ed è perfetta per coloro che cercano anche un po’ di ingaggio fisico oltre alla canonica arrampicata di stile classico su diedri, placche e fessure.

Il tiro chiave di questa via è sicuramente un VI intenso e continuo e per quanto la chiodatura a fittoni del 2008 l’abbia reso decisamente sicuro con 9 fittoni presenti in 30 metri, l’arrampicata risulta comunque obbligata e non azzerabile: richiede sempre decisione nei movimenti e buona tenuta di braccia.

Il resto della via risulta invece più morbido e plaisir, con giusto qualche movimento atletico nel secondo tiro di V che è anch’esso molto bello ma sicuramente meno intenso.

A parte che per il tiro chiave, chiodato abbondantemente, per gli altri può essere utile qualche friend fino all’uno/due BD e alcuni cordini, utili sia a proteggere sia ad allungare le protezioni.

Vista l’esposizione costante a nord e considerata la quota, è una via adatta all’estate e alle giornate più calde delle mezze stagioni. Portatevi comunque da coprirvi perché quando si fa sicura, fa spesso freddo anche nella stagione buona.

Per il resto buon divertimento e se volete, fateci sapere com’è andata usando i commenti!
Di seguito, un box con un elenco delle vie ripetute in quest’area, per darvi eventuali rapide alternative da seguire.

– Via Comici / Cassin – Campelli
– Via Bramani – Pesciola
– Via Gasparotto – Pesciola
– Via Casari / Zecca – Pesciola
– Spigolo dei Bergamaschi – Pesciola
– Via Giovani Marmotte – Pesciola
– Cresta Ongania (invernale) – Pesciola
– Via La bella addormentata – Torre della Luna – Pesciola
– Via Don Lodovico (Spigolo del Prete) – Barbesino
– Via Bramani – Barbesino
– Via Gelida Pipata – Barbesino
– Via Normale – Torre Conica

Disclaimer

Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.

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