Ferrata allo Zucco Pesciola

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Bella ferratina impegnativa sopra ai piani di Bobbio.
La roccia è solida e l’arrampicata davvero gradevole.
Il monito della gita però è il seguente: prima di andare in montagna leggere fino in fondo la relazione (discesa compresa!!!)

 

Ferrata Zucco Pesciola

  • ecco....quando vedi ste cose non sei felice...... anello spezzato di netto........BRUTTO!!!

  • Visto che siamo stronzi e non leggiamo le relazioni della discesa (che doveva essere fatta da un canalone innevato molto ripido, quindi avremmo dovuto portare i ramponi).....eccoci costretti alla discesa in corda doppia dalla stessa via da cui siamo saliti. Inutile dire che: - abbiamo perso l'ultima funivia - non abbiamo trovato un passaggio verso valle - ci siamo sparati tutta la discesa a piedoni, arrivando al parcheggio alle 10 e passa di sera. E sti cazzi. Prossima volta.......leggere la relazione fino in fondo!!!!!

  • penultimo muro!! Andre ci mette le ultime forze e grazie alla propulsione a bestemmie riesce a superare anche questo ostacolo

  • il canalone passa in questo coreografico arco vagineo che è stato molto apprezzato da tutti i partecipanti

  • Ste e il Gallo si fanno fare la loro foto pagliaccia di rito 😉

  • Ecco la madonnina sulla vetta! Mai come oggi è stata tirata in causa ad intervalli regolari..... 😀

  • foto ricordo del Gabri in cima. Attendo da Ste quella tutti insieme in autoscatto

  • ultimo tratto del muro

  • Il Gallo dà una zampa ad Andre nel mettersi in sicura

  • eccoci ormai vicini alla vetta! di fronte a noi il torrione di arrivo di una delle tante vie di arrampicata della zona

  • E qui.....ce lo siamo giocato! 😉 Lo sguardo preoccupato la dice lunga. Vista così sembra una baggianata ma era un bel muretto di 10 metri di IV grado con uscita in traverso. Per chi non ha mai scalato, non certo un passaggio banale

  • il Gallo prima dell'uscita dal traverso

  • Qui siamo a 3/4. Abbiamo scelto di non affrontare il muro più incazzato della gita perché c'era un po' di stanchezza. Scegliamo l'approccio più semplice che sale da questo canalone un po' bagnato e pieno di sassi, che ci lanciamo in testa a vicenda

  • Ste all'attacco del terzo muro. Qui un po' di aiuto delle catene è stato necessario per tutti

  • zio Gab al termine del traverso sembra reggersi ad un filo d'erba.... 😉

  • dopo il primo muro ci fanno scendere una ventina di metri. e vabbè.....ci può stare.

  • Il Gallo a metà ferrata sta ancora dormendo. Sfrutta il tempo in cui aspetta il suo turno per ripigliarsi dalla sua "frenetica vita mondana"

  • eccoci in uno dei punti più stronzi. 15 metri verticali con roccia umida o bagnata, seguiti da un bel traversino esposto

  • Ste fa da apripista. Eccolo spavaldo sul primo muro

  • alle nostre spalle il primo torrione che abbiamo affrontato e la valle che guarda verso i piani di Artavaggio

  • Una prospettiva del Gallo che potevo risparmiarci! 😉

  • eccoci all'attacco. Una breve descrizione di ciò che ci aspetta

  • Il laghetto artificiale accanto al rifugio Lecco, da cui comincia la nostra gita

  • ...e via che si parte! purtroppo in mezzo alle nuvole che vanno e che vengono. Piccolo reminder per il Gallo: ricordati di portare sempre il pile e la giacca a vento in montagna! 😉

  • fuori gli imbraghi, i caschetti e tutto l'ambaradan

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