Spigolo delle Capre al monte Aviolo

Una simpatica via classica su ottimo granito nel parco dell’Adamello

Loc. Pozzolo, Edolo (BS) (1.502 m s.l.m.) – Cima Monte Aviolo (2.880 m s.l.m.) – disliv. complessivo 1.400 m (600 m la via) – via alpinistica difficoltà AD+ (max IV+)

Il monte Aviolo è una montagna di 2.880m circa che sovrasta Edolo e per raggiungere la sua vetta, oltre alla via normale che comunque consiglierei ad escursionisti con una certa esperienza, si può percorrere la via “Spigolo delle Capre”; una via d’arrampicata in stile classico mai veramente difficile, ma proprio per il suo stile tutta da proteggere ad eccezione delle soste (spesso su chiodi, raramente su spit) e alcuni chiodi lungo i passi più duri. Utili pertanto una serie completa di friends e dei dadi.

Il grado d’arrampicata mediamente è sul III grado , tuttavia si incontrano dei tiri più “delicati” che comunque non superano il IV+, soprattutto da metà via in poi. La difficoltà più grande però è data dal lungo avvicinamento e dalla lunghezza della via stessa, risolvibile in 12 lunghi tiri; richiede pertanto un buon allenamento e anche una certa dimestichezza con questo genere di vie per non essere eccessivamente lenti.
Anche perchè dopo bisogna scendere dalla lungaaa normale che proprio proprio un sentierò non è.

Per la vetta vera e propria, terminato l’ultimo tiro dalla via, occorre ricongiungersi alla normale attraverso una serie di cenge, possibile procedere anche slegati o in conseva corta.

Materiale: corda singola o 2 mezze da 60 metri, friends fino al n° 3 della BD, dadi, cordini, fettucce e qualche rinvio. soste spesso da attrezzare e/o colelgare

Avvicinamento

Il punto di partenza è il comodo -ma non grandissimo- parcheggio di Località Pozzolo (coordinate per navigatore: 46°11’03.8328″ ,10°21’57.6288″ ). Da qui si seguono le indicazioni del sentiero 34 che prima su comoda carrareccia raggiunge malghe Pozzolo entrando poi nel bosco, salendo ripidamente fino alla conca dominata dal monte Aviolo.

Il sentiero è ben segnato fin oltre il limite del bosco, ma man mano che ci si avvicina alla parete ovest dell’Aviolo occorre fare certamente più attenzione ai segni e agli ometti della via normale che sono da seguire fino a quando, poco prima di sbattere il muso su un grosso sbarramento roccioso, devia decisamente a sinistra puntando ad un canalone detritico; in questo punto si abbandona la normale e si gira invece a destra raggiungendo il culmine di un dosso erboso per poi risalirne la “cresta” fino ad arrivare all’attacco della via, contraddistinto da un chiodo con cordino che resta sulla parete sinistra del diedro/camino . Alla base della via non è difficile trovare un nevaio.

Descrizione dei tiri

1 tiro: si sale il diedro/camino, possibile trovarlo umido fino alla sosta su 2 chiodi con cordino e anello di calata ( 30 metri, passi di III all’ inizio poi più facile )

2 tiro: con un passo un pò delicato si supera lo spigolo a sinistra della sosta e poi per facili gradoni si raggiunge un terrazzo su cui fare sosta su spuntone o su 2 chiodi più cordone ( 20 metri , III passo iniziale, poi II )

3 tiro: salire facilmente sopra la sosta per circa 5 metri, poi rimontare la paretina a destra con un passo in leggerissimo strapiombo e raggiungere una cengetta che si segue praticamente camminando fino alla sosta su 2 chiodi ( 35 metri, III+ un passo )

4 tiro: si sale leggermente a destra della sosta seguendo un poco marcato diedrino con fessura che inizialmente va verso destra per poi cambiare direzione fino ad un chiodo ( ignorare un vecchio chiodo appena visibile a sinistra dello spigolo ), con passo delicato ci si sposta invece a destra puntando poi allo spigolo che si risale più facilmente fino a giungere in cresta dove fare sosta su spuntoni. ( verificarli bene perché non tutti offrono una solida sosta ) ( 30 metri, IV grado con un passo di IV+ in corrispondenza dell’unico chiodo )

5 tiro : risalire lo spigolo fino ad un terrazzino nascosto su cui si trova la sosta su 1 chiodo da integrare con spuntone ( 50 metri III,III+ passo di IV )

6 tiro: risalire il facile ma molto aereo spigolo fino ad incontrare una sosta a spit che si ignora, si sale ora stando leggermente a sinistra dello spigolo ( III+ / IV ) e si entra in una sorta di diedro in cui si incontra un chiodo ( alcune relazioni dicono di usarlo integrandolo per sostare) noi abbiamo proseguito, con poche possibilità di proteggere e passi di III+/ IV, fino ad un grosso sbarramento dove è possibile allestire una sosta a friends medio piccoli ( 50 metri circa, 1 o 2 chiodi, possibile integrare a friends o dadi )

7 tiro: dalla sosta si supera il risalto sulla destra per facile cengia. Si risale poi in cresta dove si sosta su spuntoni ( 15 metri, II )

8 tiro: si sale una fessura con passi di III, poi per camino/diedro verticale (IV, chiodo). Si esce leggermente a sinistra per tornare poi in cresta. La si percorre facilmente fino alla sosta su due chiodi. ( non ricordo la lunghezza, ma meno di 40 metri )

9 tiro: Si segue in forte esposizione il filo di cresta ( III ) fino a raggiungere un terrazzino dove si trovano i 2 chiodi della sosta ( 40 metri )

10 tiro: seguire sempre lo spigolo inizialmente più verticale ( passi di IV ) poi più semplice fino a raggiungere una sosta a spit ( 25 mtri )

11 tiro: superare l’affilatissima cresta sfruttando con i piedi una fessura sulla placca di destra, superare un chiodo e poi uscire su un terrazzino su cui fare sosta su 2 spit. Gli spit di sosta sono particolarmente alti per tanto o la si allunga molto oppure si è costretti a restare parzialmente appesi. la cordata dietro di noi ha sfruttato uno sperone e un friend restando decisamente più comodi. ( 35 metri )

12 tiro: lunghissimo tiro ( 60 metri ) prima un pò verticale ( III ) poi seguire delle facili placche fin sotto ad un risalto un pò più duro ( IV ) vinto il quale proseguire fino alla fine della corda o poco meno e attrezzare una sosta su spuntoni o friends.

Qui in teoria ci si potrebbe slegare e traversando a sinistra per cenge raggiungere il canalone lungo il quale corre la via normale, noi abbiamo proseguito a salire in conserva corta fino a raggiungere una cresta che poi abbiamo percorso il leggera discesa ( passi di disarrampicata esposti ) fino a ricongiungerci alla normale. Da qui seguire i numerosi bolli e per roccette facili , ma spesso sporche di detriti ( attenzione a non scivolare o a far cadere sassi ), raggiungere la vetta con grossa croce di legno.

Discesa

Lungo la lunga via normale anche senza dover raggiungere per forza la cima (tratti attrezzati) fare attenzione a non buttar giù sassi. Da metà via in poi non sembra possibile scendere in doppia a meno di non avere materiale da abbandono e molta esperienza nelle ritirate d’emergenza.

Considerazioni

Via molto carina eccezion fatta per i primi 3 tiri che onestamente non sono niente di che, diciamo che possono essere considerati come parte dell’avvicinamento.
Non è mai veramente difficile, ma i numerosi passi esposti e la quasi totale assenza di protezioni danno un gran sapore alla scalata che può essere affrontata comodamente in scarponi. Noi l’abbiamo percorsa fino all’ 8 tiro così, poi abbiamo preferito indossare le scarpette per essere comunque più veloci .

La roccia è molto buona a dispetto degli sfaciumi che ci sono intorno e ha un grip pazzesco.

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relazione e foto a cura
di Stefano detto ilNiggah
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