Monte Pizzocolo – Cresta Est, facile alpinistica vista lago

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Ortello di Sotto, Toscolano Maderno (BS) 695 m s.l.m. circa – via Cresta Sud Est – Monte Pizzoccolo 1.581 m s.l.m. – disliv. compl. 900 m circa, sviluppo 9,5 km circa – Alpinistica F-

Una bella e facile crestina da fare in serenità, su ottimo calcare e con super vista panoramica sul Lago di Garda.

L’ideale per una giornata di relax, soprattutto nelle mezze stagioni, andando via leggeri visto che si tratta di roccette di I e II grado, forse al massimo un passo di III.

Rimandiamo al giudizio per altre osservazioni, a noi è piaciuta ma non aspettatevi chissà che ingaggio 😉

Avvicinamento

In auto, giunti a Toscolano Maderno (BS) percorrendo la panoramicissima Gardesana, si risale la stradina asfaltata (un poco dissestata) che dopo una serie di tornanti supera le frazioni di Maclino, Vigole e Sanico, seguendo per il rifugio Pirlo allo Spino; dopo un tratto nel bosco abbastanza ripido, superando una croce/punto panoramico, si arriva ad Ortello, dove in corrispondenza dei cartelli CAI vi sono alcuni slarghi per parcheggiare.

Si seguono le indicazioni per la Cresta Sud-Est, data EE oppure Alpinistica, dapprima su una comoda mulattiera, poi su sentiero e lungo traverso nel bosco.

Superato un ponticello di legno si transita accanto ad una falesia (sembra assai carina!) con belle placche di calcare lavorato.

Si arriva così in una sorta di area attrezzata con tettoie, tavoli e spazi barbecue, le Baite di Balì. Proseguendo oltre la zona barbecue bisogna prendere la traccia che scende (c’è un sentierino a sinistra che prosegue in leggera salita/mezzacosta che va ignorato, non sappiamo dove conduce): ci sono, poco dopo la tettoia barbecue, ometti e bolli rossi che vi daranno garanzia d’essere nel posto giusto.

Dopo un po’ si giunge alle placchette calcaree dove inizia la via di cresta vera e propria (freccia rossa che punta in su).

Percorso di cresta

Da qui in avanti è difficile perdersi: se entro poco non avrete individuato i bolli rossi, onnipresenti – pure troppi!, significa che siete fuori via.

La via si sviluppa praticamente tutta sul filo di cresta, un filo non molto affilato! Dunque aspettatevi roccette, tratti di sentiero, ma anche qualche bella placca a buchi, con ottimi appigli e appoggi da risalire dritta. Tutto il percorso è costante sul I e II grado, con forse due passi di III (una rimontina e una placca), fattibile con le scarpe da avvicinamento anche perchè, nonostante non sembri, è piuttosto lungo.

C’è un po’ di esposizione, mitigata dalla vegetazione che si sviluppa appena sotto la cresta stessa: in compenso la vista verso il Lago di Garda è sempre eccellente, così come la vista verso il Monte Castello di Gaino (trovate le due relazioni di questa bella e lunga cresta sul blog, la prima fatta easy dal gruppo degli irriducibili, la seconda fatta con una ancora inesperta donzella 😉 ve la consigliamo vivamente)

A circa 3/4, su una roccia, troverete un’indicazione aerografata: da una parte la nostra via – sinistra, bollo rosso – dall’altra una “x” che non sappiamo dove conduca.

Dopo un poco si arriverà all’incrocio tra il nostro percorso e la Via delle Creste (ovvero il sentiero escursionistico), incrocio che si trova poco sotto la vetta vera e propria; da qui si incontreranno dapprima un faro eolico solare e subito dopo la bandiera (ita/EU) e la croce di vetta.

Discesa

Senza dimenticare una puntata verso la rosa delle cime che si trova poco oltre la croce di vetta, si scende verso la sottostante cappelletta; da qui, proseguendo in leggera discesa verso ovest, fino al piccolo e grazioso bivacco Due Aceri, lungo la comoda traccia di sentiero.

Si prosegue sempre in leggera discesa, fino ad incontrare un bivio segnalato dove si piega a sinistra, seguendo le indicazioni verso Malga Valle/Ortello: la malga, a quota 1.331 m, si trova in un bellissimo bosco, nel nostro caso poco sopra c’erano delle caprette al pascolo.

Il sentiero scende a tratti ripidamente, ma sempre ben segnalato, fino ad incrociare una mulattiera anch’essa assai pendente, che, seguita, riporta al parcheggio dalla parte opposta a quella da cui l’abbiamo lasciato all’andata.

Giudizio

Perfetta da percorrersi in primavera e autunno: queste quote danno il meglio nelle mezze stagioni, mentre ci immaginiamo che d’estate faccia veramente troppo caldo!

Facile e gradevole, questa cresta è risultata un’ottima scelta per trascorrere una giornata senza pensieri: una via di mezzo tra un’escursionistica – troppo impegnativa per essere una EE – e un’alpinistica – essendo davvero molto facile. Anche la lunghezza è giusta per godersela senza stancarsi troppo: la citata cresta del Monte Castello di Gaino ad esempio è molto, ma MOLTO, più lunga e anche più impegnativa.

Volendo i passaggi più esposti possono essere protetti: portandosi tutta l’attrezzatura è possibile sfruttare fessure, buchi e spuntoni di cui è ricco questo calcare; tuttavia rispetto allo sviluppo della cresta questa necessità può sorgere al massimo in due o tre passaggi, dunque valutate voi.

Il plus è il panorama di cui si gode: scegliete una giornata dal cielo terso e non ve ne pentirete! Vedere le foto per credere!

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Disclaimer

Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.

3 risposte

  1. Federico B

    Belle foto senza dubbio, ma non trasmettono il concetto di sicurezza nella progressione in arrampicata, seppur davvero banale (l’ho percorso).
    Si nota bene il caschetto da roccia ma appeso allo zaino… Posizione di nessuna utilità, proprio quando invece serve.
    Quindi belle foto, ma messaggio non corretto!

    • Erica Bagarotti

      Ciao Federico
      Rispondiamo volentieri al tuo educato commento.
      Nulla da dire sull’utilità e in taluni casi sulla necessità del caschetto. Basandoci su una valutazione del tutto personale della situazione, sopra di noi non avevamo niente e nessuno (altri escursionisti, animali ecc), la linea si sviluppa tutta o quasi su un filo di cresta molto appoggiato, dunque la possibilità di caduta sassi dall’alto era a nostro avviso risibile. Ci sono sentieri escursionistici che passano sotto pareti dove indossare il casco ha molto più senso, inutile dire che – erroneamente – nessuno lo fa. Sono aspetti che ognuno deve valutare personalmente e di volta in volta, prendendosene la responsabilità: magari per qualcuno questa cresta sarebbe stata da percorrere in conserva, noi non lo abbiamo fatto, crediamo e auspichiamo che ognuno sappia regolarsi per proprio conto. Il casco ce lo siamo portato perché non conoscevamo l’ambiente, per lasciarci la possibilità di decidere anche all’ultimo (come facciamo sempre anche con il resto dell’attrezzatura, che però, essendo dentro lo zaino, non lascia adito a ragionamenti di questo tipo…).
      In ultima analisi, il nostro blog non ha nessuna velleità di insegnare a nessuno come si va in montagna: non siamo guide alpine, non abbiamo alcuna finalità “educativa”.

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