Sentiero dei Contrabbandieri: percorso alpinistico a picco sul Garda

pubblicato in: Alpinismo | 2
Pregasina (TN) – 520 m s.l.m. – Hotel Pier (lungo la Gardesana) – Forcella di Salca$$o – Pregasina – Percorso Alpinistico – Difficoltà indicativa PD- (II) con tratti ferrati difficili o molto esposti; dislivello max 600 m, sviluppo 6 Km

Detto anche Percorso Alpinistico Massimiliano Torti o comunemente Tracciolino.

Qui bisogna fare un sacco di premesse. Intanto questa è un’escursione bellissima, estremamente panoramica e adatta a tutte le stagioni: si tratta di un percorso scavato nella roccia, a picco sul Lago di Garda. Perfetto per le mezze stagioni ma anche per l’inverno (il nostro caso); secondo noi d’estate rischia di fare davvero troppo caldo, a meno di non tentare una notturna 😛 (scherziamo… non fatelo, a meno che non siate bravi bravissimi e conosciate il percorso a menadito).

Fondamentale sottolineare che NON è una ferrata: occorre dotazione alpinistica standard per poter sfruttare le numerose protezioni presenti, ovvero imbrago, corda (bastano 30 mt se si percorre in conserva media), rinvii e moschettoni, qualche fettuccia o daisy chain.
Per questo la gradiamo PD- , come una via alpinistica. Perchè questo è, in effetti: anzi, è una via alpinistica facile e molto esposta, tuttavia i passaggi “ferrati” invece sono un pochino fisici e loro soli, se stessimo facendo appunto una ferrata, potrebbero essere valutati come molto difficili. Questo per dissuadere chi non abbia una adeguata preparazione: se è il vostro caso optate per l’accompagnamento di una guida alpina, che potrà farvi godere al meglio l’esperienza, senza rischiare la pelle.

Altra premessa, noi abbiamo trovato la strada di Pregasina chiusa, dunque abbiamo fatto circa 2.5 Km in più del necessario: in totale ci abbiamo messo qualcosa meno di 4 h (di cui circa 2h e 30 per la via), procedendo in conserva e prendendocela assai comoda. Ma di solito facciamo cose più impegnative, quindi non sottovalutate i tempi, a seconda della vostra preparazione: i passaggi difficili vanno protetti, se siete agili con le manovre nessun problema, se pensate di avere difficoltà… pensateci!

Fine delle premesse, rimandiamo il resto al giudizio complessivo presente -come consuetudine- al termine dell’articolo.

Avvicinamento

Non sapendo della strada chiusa (ci sono lavori di manutenzione in corso che, presumibilmente, termineranno entro la stagione) noi siamo arrivati quasi sino al parcheggio del punto panoramico della Regina Mundi, a Pregasina, percorrendo in auto la galleria lunga circa 1 Km. Ci siamo trovati la strada sbarrata 🙂 e i pochi parcheggi disponibili già occupati.
Quindi abbiamo invertito la marcia e, ripercorso il tunnel, abbiamo parcheggiato in uno spiazzo vicino al suo imbocco.

Da qui si stacca una mulattiera che riporta come indicazioni Ex Porto del Ponale (o sentiero alpinistico per esperti) e che evita di riattraversare la galleria a piedi. La si percorre in discesa sino ad incrociare una strada asfaltata attualmente non percorribile con i mezzi: giunti qui si segue la strada asfaltata in salita (direzione destra) per qualche minuto fino ad un tornante secco, in corrispondenza del quale si stacca una traccia in discesa senza alcuna indicazione.

La traccia punta ad una crestina ben visibile di fronte, a picco sul Lago di Garda. Giunti alla crestina si prosegue il sentiero in discesa seguendone il filo (occhio, molto esposto, con un punto oggettivamente pericoloso), fino a che la traccia non doppia la cresta stessa portandoci sul versante vista lago: siamo proprio sotto le reti paramassi ed è visibile la targa che riporta “Percorso Alpinistico Massimiliano Torti”.

Percorso Alpinistico – Sentiero dei Contrabbandieri

La maggior parte del percorso è in piano o in leggera discesa, su una traccia nemmeno strettissima, tuttavia molto esposta e senza “possibilità di salvezza” se si cade: dunque va protetto, e lungo il sentiero ci sono spit e ferraglia varia alla bisogna, oltre che svariati punti con corda fissa/cavi metallici. Fondamentalmente si cammina, a seguire breve excursus dei punti più critici (secondo noi), ove occorre una maggiore attenzione.

  1. il primo salto nel vuoto (ciò che non ti aspettavi)
    Più o meno a 1/3 del percorso, quando stai iniziando a distrarti troppo con il panorama e cammini con il naso all’insù, si incappa in un … “e mo’? c’aggia fa?!” No davvero…. mai vista una roba del genere!
    Praticamente devi appenderti su due cavi metallici (o spaccare, se sei alto due metri) per superare un passaggio in cui per i piedi non c’è nulla, approdando sulla prosecuzione della cengia.
    Dopo si trova il libro di vetta, conservato in una scatola metallica che ha visto giorni migliori.
  2. la scaletta maledetta (ciò che pensavi essere meglio, e invece no)
    Si incontra dopo un lungo camminare su cengia questa discesina di un paio di metri, esposta, per superare la quale è stata attrezzata una scaletta a pioli su cavi metallici… che sbanda, sbanda parecchio. L’atterraggio è su una roccia inclinata, poi si riprende la cengia.
  3. traverso di circa 7 metri, esposto, che richiede un minimo di tenuta di braccia (più brutto a vedersi che a farsi)
    Dopo aver percorso una valletta laterale ci si ritrova ad osservare con preoccupazione un traverso vagamente strapiombante, con roccia scivolosa e lisa, ma ovviamente protetto dal magico cavo d’acciaio. Un primo passo in spaccata (questa volta fattibile), poi qualche metro in cui effettivamente devi avere un minimo di pompa: o appenderti, cosa sempre possibile, se hai protetto bene. Siamo quasi alla fine.
Il punto chiave del percorso è questo traverso esposto nel vuoto in cui è necessario superare anche una spanciatura

Seguendo il sentiero (non che sia possibile fare diversamente!) si gira il fianco di un costone roccioso e la vista si apre su tutto il Garda: dopo un tratto nella vegetazione si arriva praticamente sopra all’Hotel Pier, ben visibile sotto di noi, appollaiato sulla Gardesana. In questo punto, in corrispondenza di una roccia, il sentiero si sdoppia: una traccia scende verso le reti paramassi, un’altra sale ripidamente.

Rientro: prima si sale poi si scende

Qui sta a voi: le possibilità per rientrare sono o scendere sulla gardesana e ripercorrerla a ritroso o salire verso la forcella di salca$$o e giungere a Pregasina, per poi – nel nostro caso – farsi a piedi la galleria. Certo se avete parcheggiato a Regina Mundi è tutto più facile.

Noi abbiamo deciso – ovviamente!!! – di salire, seguendo la traccia ripida che dopo poco arriva ad un primo pilone metallico. Da qui si vede bene anche il secondo pilone e pure il terzo che, manco a dirlo, bisogna raggiungere. Il sentiero è molto ripido, in questa stagione a tratti diventa uno scolatoio; in un punto è attrezzato con corda fissa, poco sopra la corda è visibile una lapide (vedi foto). In breve (30′) si arriva alla forcella.
A questo punto si segue la strada asfaltata in discesa attraversando Pregasina, sino ad arrivare alla Regina Mundi e – nel nostro caso – alla benedetta galleria.

Giudizio

Abbiamo già detto che non è un percorso da sottovalutare, che non è una ferrata ma un’alpinistica (facile). Qual è la differenza: beh, che una ferrata è un sentiero attrezzato con protezioni fisse mentre questo non lo è, per la maggior parte: dovete pensarci voi. Il kit da ferrata a nostro avviso non basta.

Consigliatissimo, perchè offre orizzonti incredibilmente belli e le foto lo dimostrano, pur essendo una giornata invernale con cielo velato. L’impegno fisico è relativo. L’attrezzatura invece necessaria (oltre quanto già detto, vanno benone delle buone scarpe da trekking o da avvicinamento, non servono gli scarponi, menchemeno le scarpette).

Sconsigliato a chi soffre di vertigini (c’è da dirlo?!)

Se lo fate d’estate (pazzia!!!) non ci sono fonti d’acqua, quindi portatevene in abbondanza. D’inverno invece la temperatura è sufficientemente mite per lasciare a casa i guanti.

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2 Responses

  1. Claudio Pergolini

    Bellissimo, complimenti, vorrei farla anch’io ma non é alla mia portata.

    • Gabriele Poggi

      Ciao Claudio, sicuramente dal punto di vista paesaggistico merita molto.
      Non sono d’accordo che sia fuori dalla tua portata, semplicemente dovresti farla in compagnia di una guida alpina che possa darti una mano nelle parti ferrate che sono un po’ fisiche e decisamente esposte.
      Se ti interessa fammi sapere che ti giro il numero di una guida che conosciamo bene e che pratica questo sentiero diverse volte l’anno.
      Ciao!

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