Via Sabina – Parete San Paolo – Arco

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ARCO (TN) – Via Sabina – disliv. arrampicata 180 m – 6 tiri – difficoltà max V+ (V obbl. , via originale) o VI (variante terzo tiro).

In un weekend dove era previsto vento in quota più o meno ovunque, abbiamo deciso che avevamo più piacere di stare al caldino e di scalare un po’ piuttosto che prender vento, così siamo tornati in quel di Arco dove splende sempre il sole e c’è solo l’imbarazzo della scelta per quanto concerne l’arrampicata.

Dopo aver consultato la guida, abbiamo optato per questa via Sabina in quanto era data bella, non troppo difficile, ma comunque con qualche tratto impegnativo.
Al termine devo dire che i passaggi “difficili” si contano sulle dita di una mano e la via è mediamente di IV grado superiore, sempre ben protetta dove serve ma comunque da integrare con alcuni friend (io ho usato anche un paio di dadi).

Peccato solo che in molti punti la roccia sia già unta e questo la rende un po’ meno bella e appetibile di quanto probabilmente fosse quando è stata chiodata.

Avvicinamento

Da Arco, superare il ponte sul Sarca, andare a destra passando accanto al parcheggio del centro storico e proseguire dritto costeggiando le pareti e superando il campeggio fino ad arrivare all’osteria “La Lanterna”. Parcheggiare la macchina in uno spiazzo circa 300 mt dopo la locanda. Tornare quindi indietro a piedi, superare la locanda in direzione Arco per circa 150 metri fino ad incontrare sulla destra una ripida traccia che sale nel bosco. Seguirla tenendo sempre la sinistra fino ad arrivare alle pareti. Proseguire in direzione sinistra per circa 5 minuti fino a vedere la scritta con il nome della via in rosso e nero, molto grande ed evidente rispetto a quella delle altre vie (vedere foto gallery in basso).

Descrizione dei tiri

  1. III+ (20mt) – Salire per roccette alla sinistra della scritta, superare una placchetta e deviare poi verso sinistra fino alla sosta sotto un evidente diedro.
  2. V (30mt) – Salire il diedro con qualche passo un po’ faticoso, uscire poi sulla placca di sinistra (attenzione che i posti più ovvi per mettere il piede sono unti), raggiungere dei buchi sulla sinistra e risalire un muretto (III). Proseguire ancora qualche metro fino alla sosta sotto un altro diedro.
  3. IV+ (40mt) oppure VI- (30mt) – Superare il diedro (se non ricordo male è possibile proteggersi con un dado o un friend prima di arrivare al chiodo), quindi giunti su un pianerottolo scegliere se affrontare la variante di VI- (salire il diedro strapiombante a sinistra e superare due piccoli tetti. Uscire poi in sosta) o proseguire sulla via normale che prevede una placchetta appoggiata sulla destra, un attraversamento in costa e una passeggiata nel bosco per riportarsi a sinistra dove si trova la sosta. Si può anche sostare su un albero appena entrati nel bosco per far lavorare meglio la corda (solo nel caso si sceglia la variante facile).
  4. IV+ (30mt) – Salire una facile placca a buchi, poi per balzelli fino ad incontrare un piccolo gendarme che va rimontato direttamente. Il passo è un po’ faticoso a causa della roccia che in questo tiro è molto molto gommata.
  5. III+ (20mt) – Rimontare un gradone subito sopra alla sosta, poi per roccette fino sotto un tetto che va risalito (stando a destra è molto facile), poi seguire un camminatoio esposto ma molto ben protetto verso sinistra fino alla sosta sotto uno strapiombo.
  6. V+ (40mt) – Di gran lunga il tiro più bello della via. Superare lo strapiombo con passo atletico, piegare poi in diagonale destra in direzione di un albero (nessuna protezione fino all’albero), procedere poi verticalmente e in modo logico salendo una fantastica placca a buchi fino a giungere su un terrazzo di rocce rosse dove si sosta.

Discesa

Dall’ultima sosta, camminare lungo il terrazzo esposto fino al suo termine (30-40mt), rimontare una roccetta e prendere una traccia di sentiero verso destra fino ad arrivare ad un grosso masso dove si trova il libro di vetta.
Proseguire poi fino ad incrociare un ampio sentiero che scende dolcemente in direzione nord (a tratti anche cementato). Dopo una ventina di minuti, prendere un sentierino segnato da un ometto che scende più ripidamente sulla destra e che in breve riporta alla strada asfaltata che va poi seguita verso destra per circa 1 km fino a tornare nei dintorni dell’osteria “La Lanterna” (30 min circa dalla cima).

Giudizio

Via carina ma non entusiasmante in quanto la roccia è piuttosto unta in molti passaggi. L’ultimo tiro invece è bellissimo, divertente e con una qualità della roccia super!
Consigliabile fare la variante del terzo tiro per rendere il tutto più pepato e interessante.

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