PESCEGALLO (SO) 1.459 m s.l.m. – DENTI DELLA VECCHIA 1.985 m s.l.m. – Arrampicata Sportiva – Via delle Guide – Difficoltà 5c (obbl.) – Sviluppo 150 m – Esposizione NE
Erano ormai dieci anni che non venivamo a scalare qui ai Denti della Vecchia.
L’ultima volta passammo qui due giorni consecutivi durante i quali il primo giorno salimmo la via Anita 2000 per poi proseguire facendo tutta la cresta alpinistica che collega i denti.
Il giorno successivo invece, salimmo la via Impossible Florence della quale avevamo un ottimo ricordo.
Questa “via delle Guide” (forse non si tratta nemmeno del nome originale) è la prima via aperta su queste pareti e risale al lontano 1973, ed è opera del noto alpinista e Guida Alpina Ivo Mozzanica, prolifico apritore di vie nuove e ardite sulle nostre alpi e anche all’estero.
Originariamente aperta a chiodi, la via è finita nel dimenticatoio per molti anni fino a quando attorno agli anni 2000, qualcuno l’ha richiodata a fittoni resinati e inserendo le soste con catena, dandole quindi nuova vita e meritata frequentazione.
Si tratta infatti di una linea davvero bella, su un verrucano lombardo stupendo, ricco di concrezioni, che danno vita a placche ripide ma spesso lavorate e scalabili seguendo le maggiori debolezze della parete.
Troverete diedro, placca, qualche rimonta e un ultimo tiro in leggero strapiombo. Insomma: ce n’è per tutti i gusti!!
Attenzione però che le protezioni, soprattutto sui tiri chiave, sono spesso piuttosto lontane tra loro (sui 4-5 metri), quindi si rischiano dei bei voli se non si è totalmente a proprio agio sul grado, che è sempre onesto ma non regalato.
Uomo avvisato…. 😉
Oltre alle vie presenti sui Denti della Vecchia (troverete un elenco abbastanza completo alla sua base), segnaliamo l’esistenza di una bella e facile via poco più a monte, per la precisione sopra al Lago di Salmurano, sul lato opposto della valle rispetto ai Denti.
Si chiama “Via fior di montagna“, ben più facile ma anch’essa in un ambiente e in un contesto molto interessanti, che consigliamo a tutti gli amanti di questa zona che apprezzano le vie semplici, in quota e con paesaggio super.
AVVICINAMENTO
Dal parcheggio di Pescegallo, si imbocca la strada che sale lungo la pista da sci, poco prima della seggiovia (con impianti aperti, è anche possibile prendere la seggiovia e risparmiare circa 40 minuti di cammino).
Risalire la strada con vari tornanti fino a vedere alla propria sinistra il Rifugio Salmurano.
Prima di raggiungerlo, in corrispondenza di una casetta di pietra, sulla destra troverete una deviazione con un sentiero che conduce verso la val Tronella.

Imboccarlo per alcuni metri superando un masso con delle indicazioni, quindi prendere la traccia di sentiero che risale più a monte, in direzione di alcuni evidenti para-valanghe e delle pareti stesse che si vedono chiaramente sopra.
In circa 20 minuti dal bivio si arriva all’attacco, caratterizzato da scritta nero su bianco alla base di un diedro, subito a sinistra del numero 3 che indica invece la via Impossible Florence.
DESCRIZIONE DEI TIRI
- L1 – 5b (20 m) – Dalla base, salire un evidente diedro ben ammanigliato ma con un paio di piedi più piccini lungo la progressione. Usciti dal diedro, seguire una sorta di rampa erbosa verso sinistra per 4-5 metri fino alla sosta.
- L2 – 4a (10 m) – In verticale su placca super lavorata con grandi concrezioni. Micro passetto per uscire sul terrazzo dove si sosta.
- L3 – 5b (25 m) – Ci si sposta a sinistra fino a raggiungere la bella placca e si continua in diagonale fino allo spigolo, che si segue per un paio di metri, per poi rientrare al centro, sempre su buoni appoggi ma con chiodatura lunghetta fino alla sosta che sta leggermente a destra.
- L4 – 5c (40 m – tiro chiave tecnico) – Dritti sopra alla sosta seguendo una spalla lavorata fino a raggiungere un piccolo tetto, uscire a destra e continuare per placca abbastanza generosa ma sempre con chiodatura lunga e non regalata per uscire poi nuovamente a destra di una piccola rimonta. Allungare il fittone superiore, poi iniziare a muoversi delicatamente in diagonale sinistra su placca esposta con un passo un po’ più ostico nel mezzo; infine proseguire dritti su rocce lavorate ma in leggero strapiombo oppure continuare a sinistra fino in spigolo raggiungendo gli spit della via accanto ed uscire verticalmente sul terrazzo sommitale dove si trovano le soste.
- L5 – 5c/6a (30 m – tiro chiave fisico) – Si sale sopra alla sosta affrontando subito un muretto verticale, quindi in diagonale sinistra seguendo una rampa più facile. Da qui, sempre dritti con diversi passi in leggero strapiombo, ben ammanigliati ma comunque piuttosto fisici e anche qui con fittoni non vicinissimi.
Nella parte superiore il tiro molla un po’ in fisicità e si esce su terrazzino con sosta solida. - L6 – III (20 m) – Si sale un gradino sopra alla sosta, poi si piega in diagonale sinistra, ci si immette in un diedro di rocce incastrate e si esce sulla vetta del primo torrione dove si sosta.
DISCESA
Ci sono certamente più modi per scendere e c’è anche la possibilità di proseguire oltre calandosi sul lato opposto e facendo poi l’ultimo tiro di Anita 2000 che si trova subito di fronte sul secondo torrione.
Su una roccia di vetta troverete diversi fittoni, ma se decideste di calarvi sulla stessa via dell’andata (cosa che noi abbiamo fatto), evitate di collegare con la corda più fittoni perché altrimenti a causa della direzione orizzontale della corda, non riuscirete più a tirarla giù.
Usare invece il fittone singolo più alto per scendere con un’unica corda dall’ultimo facile tiro fino alla sosta con catena di L5 (oppure disarrampicare con molta attenzione!).
Da qui, calarsi fino al terrazzo sottostante con le mezze da 60.
Fare poi una lunga calata da 60 metri ESATTI (nodi in fondo alle corde consigliatissimi!) raggiungendo la sosta di L1 e infine con un’ultima calata sulla verticale toccare terra.
In alternativa, fermarsi alla sosta di L2 che almeno non sarete proprio al limite delle corde.
Basterà comunque una sola calata poi per arrivare a terra.
GIUDIZIO
Questa via a noi è piaciuta moltissimo.
Segue una linea molto logica, su roccia sempre stupenda e con vari stili di arrampicata, chiodatura sicura ma abbastanza distanziata e impossibile da integrare.
Osservando bene, c’è sempre tutto, ma bisogna leggere la parete e capire come muoversi in ogni situazione facendo movimenti calmi e ben impostati. Inoltre, va mantenuto il sangue freddo in certi casi perché comunque i fittoni non sono certo vicini, soprattutto sui tiri più impegnativi.
Ovviamente tutto ciò vale se siete vicini al vostro limite, altrimenti la troverete sicuramente una via plaisir, ma comunque di soddisfazione e sicuramente piacevole su ogni tiro, soprattutto se amate la placca lavorata.
Sempre su questa parete, consigliamo anche Impossible Florence che ripetemmo circa una decina di anni fa e che ci era piaciuta molto, più o meno per le stesse ragioni (le due vie salgono a pochi metri di distanza l’una dall’altra).
Essendo in quota (2.000 metri circa), il periodo ideale per ripeterla va da giugno a ottobre e l’esposizione est garantisce il sole dal mattino, quindi asciuga anche in fretta in caso di pioggia, soprattutto con le temperature estive.
Buon divertimento!!!
Disclaimer
Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.






















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