Pizzo Meriggio – Scialpinismo – Uno splendido terrazzo panoramico su Orobie e Valtellina

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LOC. CAMPELLI (1316mt) oppure fino a dove l’innevamento lo consente (nel nostro caso 1000mt) – PIZZO MERIGGIO (2348mt) – Scialpinismo – Difficoltà MS – Dislivello 1050mt (da Campelli) – Sviluppo circa 12km

N.d.R.: a quanto abbiamo potuto constatare la strada che conduce a Campelli (SO) d’inverno non viene battuta dagli spazzaneve, dunque difficilmente vi sarà possibile arrivare in auto alla Chiesa del Campei. A seconda del mezzo, in caso di nevicate recenti, potrete lasciarla dove l’abbiamo mollata noi o anche più in basso… tenetene conto!

Questo per noi era un posto nuovo, ma per i local è sicuramente stra conosciuto e per una buona ragione: la dorsale e la cima offrono alla vista un paesaggio mozzafiato, di rara bellezza, che spazia verso Nord sino alla inconfondibile cima del Disgrazia e verso Sud traguardando il Pizzo Coca, il Redorta, il Diavolo di Tenda. Nel mezzo le valli laterali che raggiungono le cime, gli alpeggi, i laghi e le dighe, tutti perfettamente visibili in una giornata di bel tempo.

Come al solito siamo saliti ognuno con i propri “mezzi”: Gabri sci ai piedi, Erica con le ciaspole; può andare bene per entrambi gli approcci, le pendenze non sono mai eccessive e il percorso molto battuto, l’unica differenza la fanno le tempistiche, visto che lo sviluppo non è poco 😉 soprattutto per chi in discesa ci mette lo stesso tempo che in salita 😀

Avvicinamento

Da Sondrio si attraversa l’Adda in direzione Albosaggia, si prende poi la strada asfaltata che salendo attraverso una serie di tornanti riporta le indicazioni “Campelli“, passando accanto alle indicazioni per l’Agriturismo Ca’ di Mostach.

Lungo la strada, in prossimità dei tornanti, troverete diversi spiazzi per lasciare l’auto, a seconda dell’innevamento: l’ideale sarebbe ovviamente arrivare fino alla Chiesa dei Campei, ma nel nostro caso non sarà possibile e dovremo accontentarci di un tornante più o meno a 4,5 Km prima della suddetta chiesina (ora è dicembre, in primavera probabilmente ci arrivate)… bene ma non benissimo!

Se vi andasse come è andata a noi, giunti ad un tornante con indicazione Buglio, potete deviare verso destra e poi salire accanto alla prima baita che incontrerete deviando successivamente verso sinistra (sud est).
Seguendo i punti deboli del bosco si riprende poi la strada che si segue fino ad incontrare la chiesetta con parcheggio in località Campelli (sono circa 300 mt di dislivello rispetto a dove abbiamo parcheggiato noi).

Descrizione della salita

Giunti a Campelli, risalire i ripidi prati che passano tra le case o continuare sulla strada fino alle case superiori fino ad incontrare un’evidente spianata nel bosco che è probabilmente una vecchia pista da sci ormai in disuso.

Seguire la “pista” fino al suo termine e poi entrare nel bosco verso sinistra puntando alla dorsale che serve a guadagnare il filo di cresta.

Si incontrerà spesso la strada che può essere seguita oppure si possono fare molti tagli un po’ più verticali che ne accorciano lo sviluppo aggirando un paio di gobbe boscose sul lato orientale fino a sbucare finalmente sulla cresta dove il paesaggio si apre a 360°, sia verso le Orobie sia verso la Valtellina.

Noi ci siamo fermati qua, nel punto indicato da una sorta di ometto di vetta misto legno e misto roccia.
Per la cima bisogna continuare in cresta, scendere un pezzettino in un avvallamento e poi salire un morbido pendio che in circa 200 metri porta fino al terrazzo panoramico del Pizzo Meriggio.

Discesa

La discesa più appagante si ha buttandosi giù dal versante nord del Meriggio raggiungendo in breve le baite del Meriggio e poi continuando in direzione nord/nord est fino a Campelli.

Questa soluzione però va praticata solo in condizioni di neve MOLTO SICURA, quindi attenzione.

In alternativa, scendere lungo l’itinerario di salita fino al bosco, cercando poi di sfruttare al meglio i tagli che scendono verticali tra i tornanti del sentiero e della strada fino a tornare al punto in cui avete lasciato l’auto.

Giudizio

Gita di grandissima soddisfazione dal punto di vista panoramico!
Devo dire che un balcone così vale sicuramente almeno una visita, anche solo per questo motivo.
Per di più l’esposizione nord le regala neve di ottima fattura per lungo periodo, il dislivello è abbordabile per tutti e si può fare sia con gli sci che con le ciaspole visto che non ci sono pendenze estreme.

Magari tornerò in futuro per poter scendere la parete nord che stavolta non ho potuto fare essendoci fermati all’anticima.
Ad ogni modo la discesa nel bosco è di soddisfazione anch’essa, a patto che la qualità e la quantità della neve sia buona!

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