Anello Alpe Granda – Alpe Scermendone – Croce del Om

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BUGLIO IN MONTE (SO) 1380mt – CROCE DELL’OM 2342mt – Trekking – Dislivello 1100mt – Sviluppo 12km – Esposizione Sud

Per chi è alla ricerca di un trekking non troppo impegnativo ma decisamente remunerativo dal punto di vista dei paesaggi, questo è sicuramente il posto.

Era da un po’ che avevamo intenzione di venire a scoprire questa zona ma poi si sono sempre scelte gite più impegnative o più blasonate.
Qui però siamo ancora nei primi giorni di “via libera” post Covid-19 e c’è ancora da fare un po’ di allenamento di gamba prima di tornare a macinare vie alpinistiche, di conseguenza eccoci qua.

Sapevamo già che avremmo visitato dei posti molto belli perché ci eravamo avventurati in precedenza sulle vicine montagne della Costiera dei Cech, lungo il sentiero Walter Bonatti ed eravamo stati ripagati con dei paesaggi maestosi e forse a quel tempo inaspettati.

Questa gita si svolge lungo la cresta alpina che sovrasta i paesi di Buglio in Monte e Berbenno di Valtellina e regala l’attraversamento di meravigliosi alpeggi con una vista fenomenale sulla valle di Preda Rossa, il Monte Disgrazia che appare maestoso subito dietro e le cime del Masino che ne incorniciano lo sfondo.

Vale sicuramente la pena di fare questa gita in una giornata di bel tempo e di buona visibilità atmosferica perché si viene davvero ripagati di ogni metro percorso.
Noi siamo stati fortunati in quanto ha piovuto per tutto il viaggio di andata e ha smesso proprio quando abbiamo parcheggiato l’auto: il cielo si è aperto e ci ha concesso degli splendidi scorci che vista l’abbondante pioggia non ci saremmo attesi.

Avvicinamento

Raggiunto il paese di Buglio in Monte bisogna prendere la strada che sale verso i maggenghi e in particolare verso Our di Fondo. Fate attenzione con le auto perché il paese di Buglio è fatto di strade strettissime e ripide e bisogna evitare di ficcarsi nel mezzo del paese se non si vuole rimanere incastrati. Meglio chiedere indicazioni a qualche locale.
Si prosegue lungo la strada (stretta ma ben tenuta) fino ad un bivio dove bisogna tenersi a sinistra. Si affrontano alcuni tornanti e si superano le baite di Our di Fondo fino a raggiungere un tornante a quota 1380mt circa da cui parte la strada / sentiero che conduce all’Alpe Granda. Un signore del posto ci ha consigliato di parcheggiare l’auto poco più sotto in quanto in passato ci sono state delle frane che hanno colpito le auto parcheggiate a quel tornante. Vedete voi. L’importante è non bloccare la strada creando problemi ai mezzi agricoli.

Descrizione della salita

Si sale lungo la strada sterrata per alcuni km, ignorando un bivio verso l’alpe Scermendone (sarà la strada di ritorno) e proseguendo fino ad incontrare un sentiero sulla destra che sale più direttamente verso l’Alpe Granda.
Giunti all’Alpe, il paesaggio si apre e ci si trova subito in un piccolo paradiso: una baita, un larice solitario con vista sul Masino e dei fantastici pratoni che conducono in pochi passi al Rifugio dell’Alpe Granda.

larice solitario all'alpe Granda
il larice solitario dell’Alpe Granda

Dal rifugio si può prendere la strada bassa che passa per le Alpi Merla, Verdel e Oligna oppure la strada alta dietro al rifugio che conduce direttamente all’Alpe Scermendone.
Noi abbiamo preso la seconda, in quanto la prima in quel momento era interdetta per taglio legname.
Il sentiero alto è piuttosto ripido e percorre un fitto bosco dal quale non si gode di una particolare vista ma consente di prendere rapidamente quota. A un certo punto si sbuca su una strada con una croce. Seguire a sinistra ignorando la strada che scende accanto alla croce e in alcuni minuti il paesaggio si apre di nuovo in vista dell’Alpe Scermendone (2103mt).

Questo secondo alpeggio è forse ancora più incredibile del primo e regala una vista mozzafiato sul versante sud-ovest del Monte Disgrazia (3678mt) e sulla valle di Preda Rossa (che volendo si può anche raggiungere con sentiero in discesa).
Accanto alla casera del Scermendone c’è anche un bellissimo laghetto pieno di vita alle cui spalle si stacca il gruppo del Masino in tutto il suo splendore primaverile.

Il Monte Disgrazia visto dall’Alpe Scermendone

Si procede in costa per un su e giù di prati in direzione est fino a giungere alla chiesetta di San Quirico (2131mt), riconoscibile dalla croce e dalla campana accanto alla porta.
Qui è possibile salire lungo la linea di cresta o prendere un sentiero a mezza costa sulla destra che in pochi minuti conduce alla Croce dell’Om (2342mt) che offre una splendida vista sulla sottostante Valtellina e sulle cime delle Orobie.

A questo punto chi volesse procedere può anche salire la cresta del Monte Vignone (2608mt) oppure infilarsi in val Scermendone raggiungendo così il lago di Scermendone (2339mt). La maggior parte di noi si è fermata alla Croce dell’Om a causa delle nuvole basse mentre uno di noi si è avventurato sulla cima del Vignone che però gli ha regalato poco dal punto di vista paesaggistico proprio per le dense nuvole che si aggiravano nella parte alta.

Discesa

Dalla Croce dell’Om, tornare fino all’Alpe Scermendone e riprendere il sentiero fatto all’andata fino ad incontrare alla propria sinistra un bivio con indicazioni per l’Alpe Merla (1734mt). Seguire il ripido sentiero in discesa fino a raggiungere l’Alpe e poi ignorando la strada in costa, scendere nel prato accanto alla casa e imboccare un sentiero nel bosco che in breve riporta sulla strada sterrata dell’andata e in pochi minuti al parcheggio.

Giudizio

Piacevolissima escursione, adatta a grandi e piccini e di sicura soddisfazione se si amano i paesaggi alpini. Consigliabile affrontarla tra giugno e ottobre in quanto prima in quota è molto probabile trovare ancora neve nonostante una prevalente esposizione sud.

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