Cima degli Orsi – Cresta sud fino al Dosso Bello

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DOSSO DEL LIRO (670mt) – DOSSO BELLO (1979mt) – Trekking – Dislivello complessivo:1450mt – Sviluppo 12 Km

Questo weekend siamo andati a caccia di un posto a noi inedito, non troppo in alto per evitare la neve e con l’idea di fare un bel giro con vista mozzafiato sul lago di Como.
Così abbiamo scelto per la prima volta il versante comasco del lago, visto che la provincia di Lecco è ancora interdetta causa covid, individuando sulla mappa questo bel percorso di cresta, totalmente esposto a sud e che si svolge integralmente su prati (talvolta anche ripidi) e che consente di raggiungere la Cima degli Orsi, ovvero la punta più occidentale del Monte Duria (2264mt).
Noi ci fermeremo un po’ prima, all’altezza del Dosso Bello (1979mt) in quanto per molti del gruppo si è trattato della prima gita dopo due mesi di stop e già macinare 1400 metri di dislivello non è stato scontato per tutti 😉
Per la cima del Monte Duria (a cui mancavano circa 250 mt) torneremo la prossima volta, magari evitando di partire da quota 670mt visto che la strada arriva fino a 1000mt 😛

Avvicinamento

Giunti a Colico si prende la strada che porta sulla sponda comasca del lago di Como attraversando i paesi di Gera Lario e Domaso. Giunti a Gravedona, prendere una strada sulla destra in direzione Dosso del Liro. Al termine dei tornanti del paese si trova un primo parcheggio a quota 680mt da cui parte un primo sentiero.
La strada ad ogni modo prosegue fino a quota 1000mt dove si trova un ampio parcheggio per i più pigri (o per quelli un po’ più furbi di noi :P)

Descrizione della salita

Dal parcheggio basso, prendere una ripida mulattiera nel bosco che taglia un paio di tornanti della strada diventando poi sentiero. Giunti poi al parcheggio alto, aggirare una costruzione e prendere la traccia che dietro di essa sale nel bosco puntando verso la cresta della montagna. In breve si raggiungerà un primo alpeggio dove si trova anche lo splendido agriturismo “La vecchia cascina”. Da qui lo sguardo inizia a spaziare tutto attorno e bisognerà prendere il sentiero che segue la linea di cresta e che risale per prati.

La vista della prima parte di cresta

Stando sul filo di cresta invece di fare il sentiero, si può raggiungere la prima cimetta della giornata chiamata “La Motta”, a 1360mt e ricollegarsi poco dopo con il sentiero.
Superata una selletta si arriva al bellissimo borgo di Piaghedo composto di numerose casette in pietra di cui molte tenute benissimo e altre attualmente in ristrutturazione.
Sarà inoltre possibile abbeverarsi alla fonte del paese (fate caso alla vasca che è piena zeppa di girini!).

Proseguendo in cresta si raggiunge dopo una prima salita il Monte Piaghedo (1454mt) sulla cui sommità vi è solo un rudere abbandonato di cui non resta molto.
Successivamente si hanno due possibilità: proseguendo in cresta per ripida traccia si può raggiungere la Cimetta dell’Acqua (1689mt) oppure aggirarla prendendo un sentiero che la costeggia meno ripidamente sul lato ovest. Noi la saliremo al ritorno, mentre all’andata prenderemo il sentiero che le gira attorno.

Questa scelta ha pagato in quanto proprio in questo tratto abbiamo avvistato 3 o 4 rapaci che pensiamo essere dei nibbi reali e che ci hanno regalato una spettacolare danza (vedere video).

Grazie a Stefano per il video

A prescindere da quale strada sceglierete, si arriva poi ad una forcella a quota 1650 circa da cui inizia la parte più impegnativa della salita: la pendenza dei prati infatti aumenta decisamente e non c’è una vera e propria traccia ma si sale dritti per dritti lungo il pendio di cresta per circa 300 mt di dislivello che si fanno sentire sulle gambe.
Quando la pendenza cala un po’ si raggiungono delle rocce che rappresentano la sommità del Dosso Bello. Il nostro gruppo si fermerà qui. Io e Giorgio andremo avanti ancora un pezzettino fino a quota 2000 ma visti gli annuvolamenti decideremo di tornare indietro e di fermarci a mangiare con il resto del gruppo sulla cima del Dosso Bello.

La via di discesa segue lo stesso percorso di salita. Probabilmente esiste la possibilità di fare un anello abbassandosi fino a Piaghedo e scendendo poi ripidamente verso la sottostante valle dell’Inferno ma noi non abbiamo individuato la traccia e quindi abbiamo fatto lo stesso percorso dell’andata.

Giudizio

Bella ascensione, molto adatta per una passeggiata panoramica in compagnia degli amici. Il giro è senza troppe pretese ma l’esposizione sud e la bella vista sul lago la rendono molto gradevole, soprattutto nelle stagioni intermedie. Assolutamente da evitare durante l’estate per il caldo atroce!

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