FROSSASCO (376mt) – RIFUGIO MELANO (1060mt) – ROCCA SBARUA – Sperone Rivero -Arrampicata – Via Funghi Sacri – Difficoltà 5c obbl – Esposizione: sud – Sviluppo arrampicata 180mt circa
Sono passati un po’ di anni dalla nostra ultima visita alla Rocca Sbarua: l’ultima volta, siamo stati qui nel 2020 e in quell’occasione, io e Erica salimmo la via normale, mentre gli amici salirono la Gervasutti.
Il posto ci era piaciuto ed eravamo consapevoli che ci fossero ancora mille possibilità di scalata anche per i nostri gradi modesti.
Questa volta abbiamo puntato lo Sperone Rivero, dove ci sono diverse vie più o meno classiche.
Noi abbiamo scelto Funghi Sacri perché ne avevamo letto bene, il Gallo e Beach invece hanno provato a salire la via accanto, la Bon Ton, un po’ più sostenuta.
Qui trovate però la sola relazione di Funghi Sacri, perché i due mona si sono persi lungo la via Bon Ton facendo alla fine un miscuglio di linee e pure un tratto salito trad a casaccio 😂.
Fortunatamente, sono sopravvissuti anche a sto giro e ci siamo ritrovati tutti insieme al rifugio Melano per la consueta birretta con super merenda (merita!).
Unica sbavatura della giornata, il fatto che uno dei nostri soci si è preso una zecca, cosa che ormai non fa più notizia a queste quote e in queste stagioni (ma lo segnaliamo comunque per ricordarvi di portare il repellente!).
Per i dettagli sulla via Funghi Sacri vedete il giudizio in fondo e le foto.
AVVICINAMENTO
Dal parcheggio più alto, si segue la strada in costa che passa attraverso la borgata Dairin e si prosegue in costa fino ad un grande spiazzo con dei bivi (colle Ciardonet) dove si segue il sentiero in leggera discesa in direzione del rifugio “Casa Canada” (Melano).
Giunti al rifugio (circa 30 minuti), si segue il sentiero pianeggiante e in leggera discesa che prosegue oltre lo stesso e dopo circa 5-6 minuti di cammino, si trova l’indicazione per lo sperone Rivero.
Si risale quindi una pietraia e poi un breve bosco fino a trovarsi esattamente di fronte alla parete e alle vie che sono tutte indicate da comodo cartellino metallico alla base.
Impossibile sbagliare (almeno l’avvicinamento! 😀 )
DESCRIZIONE DEI TIRI
- L1 – 5a / 4b (15 m) – Si attacca appena a sinistra della targhetta, affrontando poi il muretto verticale e uscendo a destra dello spit, quindi per placca più appoggiata rientrando a sinistra fino alla comoda sosta.
- L2 – 5b (20 m) – Su placca lavorata fino ad un muro più verticale che si può rimontare più facilmente appena a destra, quindi a sinistra tra placche e spigolini divertenti fino alla sosta.
- L3 – 5c / 5b (20 m) – Alzarsi sopra alla sosta o appena a destra fino a raggiungere l’evidente fessura che solca la placca di fronte. Risalire la fessura con un paio di passi più delicati e verticali: sono presenti due spit ravvicinati; poi per placca più appoggiata si arriva in sosta.
- L4 – 5b / 5c (30 m) – Spostarsi a destra della sosta verso una spalla e salirci sopra. Usciti in placca si vede la linea di spit. Tenersi un po’ a destra per sfruttare una grande lama distaccata per alzarsi, quindi con passo delicato iniziare a piegare in costante diagonale sinistra con bei movimenti fino alla sosta sotto una placca muschiata.
- L5 – 5c (35 m) – Ignorare la placca e salire invece nel diedro di sinistra (spit + due vecchi chiodi) che presenta un paio di passi iniziali su piccoli appoggi, ostico. Salire su terrazzino al termine del diedro, poi uscire a sinistra in spigolo, su placca delicata, con piedi piccoli e un solo appiglio utile da accoppiare. Proseguire quindi in diagonale sinistra, affrontando poi un passo di riequilibrio, quindi in verticale su roccia sporca verso un evidente diedro ammanigliato (qui protezioni lunghe). All’uscita, MASSIMA ATTENZIONE a grosse rocce pericolanti ancora presenti, che vanno schivate e non tirate. La sosta è dritta di fronte sulla parete (la seconda da sinistra).
- L6 – 3 (15 m) – Traversare facilmente a destra superando una prima sosta, quindi spit e ulteriore sosta. Volendo si può fare un tiro unico con il successivo allungando la protezione in questo punto.
- L7 – 4c (20 m) – Salire su placche lavorate ma spesso muschiate e con protezioni molto lunghe (5-6 metri, scegliere sempre il facile, spostandosi a volte lateralmente). Una volta usciti, sostare su grande masso.
Secondo noi è sconsigliabile far salire questo tiro ad un principiante per il rischio oggettivo, nonostante il grado basso.
DISCESA
Scendere nel bosco a destra della sosta seguendo ometti e bolli rossi. Ci si avvicina alla parete di fronte (il bellissimo Torrione Grigio) sotto il quale bisogna proseguire su una cengia erbosa passando davanti all’attacco di un paio di vie.
Quindi nuovamente per bosco in un altro largo canale, ci si abbassa fino a raggiungere un punto con una roccia che crea una sorta di finestra verso valle.
Poco dopo abbandonare il sentiero con segni rossi e seguire delle corde fisse che scendono più ripidamente.
Ultimo tratto di bosco con bolli blu e si raggiunge il sentiero orizzontale che passa sotto le pareti e che va seguito verso destra (faccia a valle) fino a tornare in pochi minuti al rifugio CAI Melano.
Poi da lì, come per l’andata, a ritroso.
GIUDIZIO
Questa via non è affatto male e – anzi – offre molti bei passaggi di arrampicata divertenti.
La roccia però nel nostro caso era a tratti sporca di terra e in qualche passo anche un pochino unta, cosa che ci ha creato qualche fastidio nella progressione qua e là, unitamente al caldo umido che non ci aspettavamo.
I tiri più divertenti a nostro avviso sono il secondo, un pezzo del terzo, il quarto e buona parte del quinto (forse esclusa l’uscita di quest’ultimo che è davvero sporca e con massi pericolosi nell’ultimo tratto).
La chiodatura ci è apparsa un po’ strana e non sempre coerente: si alternano tratti con protezioni vicine (la maggior parte!) ad altri con protezioni talvolta davvero distanti, di cui fatichiamo a comprendere la ratio (talvolta i chiodi sono vicini anche sulle basse difficoltà, mentre altre volte sono lunghi proprio su alcuni passi dove avresti piacere di avere qualcosa di più prossimo e non puoi proteggere).
Gli spit presenti sono probabilmente sufficienti ai più: se non siete a vostro agio su questo tipo di arrampicata è comunque possibile integrare in alcuni punti con friend piccoli o medi, di sicuro non perderete la dignità 😉
Le soste sono tutte Raumer con anello di calata, quindi è sempre possibile scendere anche lungo la via. La riattrezzatura completa della via risale al settembre 2020, quindi il materiale che si trova in questo 2026 è decisamente di buona qualità (la posizione delle protezioni è rimasta quella originale pensata dagli apritori).
Ci saremmo aspettati una gran ressa vista la stagione, ma in realtà oggi sulle pareti eravamo solo 4 cordate sparpagliate su diverse vie e torrioni. Tutti gli altri erano al rifugio a mangiare! 😀
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