Gab sullo splendido quarto tiro

Via “I love you Sylvie” al Monte Coudrey

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12 ANNI DOPO: CHE POI… NON E’ SYLVIE MA SILVYE
cogliamo l’occasione per correggerci 😀

Albard di Bard (AO) 650 m s.l.m. – Multipitch – Difficoltà: 6a/A0 (5c obbl.) – Sviluppo 400 m circa (10 tiri si Silvye + 2 / 4 tiri di Dr. Jimmy)

A fine articolo trovate il ricordo di taaaanti anni fa, ma la percezione della via non è cambiata: bella e impegnativa, motivo per il quale è valsa la pena ripeterla. Anche con la vicina Dr Jimmy è successa più o meno la stessa cosa… dopo anni ci siamo ritrovati a percorrerla di nuovo.

Questa volta siamo in compagnia di altri amici, con i quali a dirla tutta saremmo dovuti andare verso Arco: ma uno sguardo al meteo la mattina presto ci ha fatto propendere per un cambio di programma e di regione dell’ultimissimo minuto.

Per non stare ad impazzire abbiamo scelto una linea che Gabri ricordava meritevole, la giornata è stata decisamente bella, intensa e con il solito vento a dare noia 😉

Avvicinamento

Si parcheggia ad Albard di Bard, dove la strada finisce: ci sono due piccoli parcheggi, il primo in prossimità dell’ultimo tornante accanto alla piccola frazione montana e il secondo appena sopra.

Se qui non dovesse esserci posto bisogna parcheggiare lungo la strada più a valle, cercando ovviamente di dare il meno fastidio possibile.

Dal parcheggio alto si segue il sentiero a sinistra, bolli gialli 1A, che taglia i campi e si sposta verso ovest e il fianco della montagna, dapprima in piano poi in discesa addestrandosi nel bosco di castagni (NON toccare le castagne! Ci tengono, ci sono anche parecchi cartelli 😉 ).

Sempre scendendo il sentiero aggira la montagna, supera un ruscelletto e poi risale minimamente avvicinandosi alle rocce, in corrispondenza della targa metallica di Olympic Spirit che si supera; ignorare il primo bivio a destra che porta all’attacco di altre vie poco sopra, proseguire invece a mezza costa ancora per poco fino ad intercettare la partenza di Dr. Jimmy: Silvye si trova subito a sinistra (20” dal parcheggio).

Descrizione dei tiri

  1. L1 – 4b (25m) – Rampa in diagonale sinistra (3) superando un alberello, poi muretto verticale e placca fino alla comoda sosta.
  2. L2 – 4a (30m) – Seguire la placca a buchi fino in cima, poi a sinistra per erba e risalire l’avancorpo fino alla sosta
  3. L3 – 6a/A0 (20m) – Placca appoggiata ma delicata (protezioni lunghe) fino al muretto verticale che si risale con passi atletici in leggero strapiombo sfruttando il diedro. Il muro è molto ben protetto (azzerabile).
  4. L4 – 5c/6a (25m) – Tiro più bello e caratteristico della via. Si sale in placca e sfruttando la fessura di destra in dulfer con bei passi (5c) fino quasi al suo termine. Poi si devia a sinistra su placca delicatissima, soprattutto gli ultimi due passi per uscire in sosta che forse sono addirittura 6a+. Azzerabile ma non facilmente. Sosta appesa.
  5. L5 – 5b (35m) – Seguire la placca appoggiata verso sinistra fino ad un blocco di roccia; risalirlo e proseguire verticalmente su placca (protezioni lunghe), poi deviare a sinistra fino alla sosta. Allungare bene le protezioni sui cambi di direzione.
  6. L6 – 4c (25m) – Bella placca lavorata, poi si passa un po’ nella vegetazione e si supera un gradino che in breve porta alla sosta su comodo terrazzo.
  7. L7 – 4c (25m) – Bella placca con lama a destra (simile al quarto tiro ma più facile), poi uscire a sinistra all’ultimo spit in direzione dello spigolo che si doppia con passo più delicato. Ancora a sinistra qualche metro su erba (attenzione!), si supera poi un breve risalto fino alla sosta.
  8. L8 – 5b (25m) – Placca a buchi più delicata (forse meglio a sinistra degli spit piuttosto che a destra). Si esce quindi a sinistra e si prosegue ancora in verticale per placca più lavorata fino in sosta (appesa).
  9. L9 – 6a/A0 (20m) – Placca appoggiata verso sinistra fino al muro che si risale verticalmente con passi atletici fino ad una cengetta dove si piega a sinistra, si super un masso e si esce dalle difficoltà con ultimo passo in diedro. Il muro è molto protetto, la placca meno😅
  10. L10 – 3 (50m) – Per placca abbattuta seguendo i radi spit fino alla sosta raumer accanto ai due spit di sosta di Dr. Jimmy. Qui finisce Silvye. Per uscire, bisogna proseguire per altri due tiri su Dr. Jimmy.
  11. L11 – (Dr. Jimmy) – 4c (25m) – Salire in placca, deviare a sinistra, di nuovo in verticale poi a destra fino alla sosta. Allungare le protezioni sui cambi di direzione.
  12. L12 – (Dr. Jimmy) – 5c (35m) – Bellissimo tiro. Prima per placca appoggiata fino al cambio di pendenza, poi salire lo splendido muro di placca a tacche, più delicato ma ben protetto fino ad uscire sul terrazzo dove si sosta.

Qui si può mettere via l’attrezzatura (a meno che non vogliate fare anche gli ultimi 2-3 tiri di Jimmy) e salire su facili facili balze fino alla grande cengia con ometti che si segue verso destra fino ad incontrare il sentiero principale che in discesa riporta ad Albard.

Giudizio

Più impegnativa di Dr. Jimmy, se non altro per la chiodatura bella lunghetta – eccezion fatta per i passi chiave – che questa volta abbiamo un po’ patito: sarà stata la disabitudine a questo tipo di roccia, sarà che invecchiando diventiamo più conservativi 😀

La via è davvero bella, assolutamente da percorrere una volta nella vita: non ci sono solo i tipici tiri in placca più o meno lavorata, ma anche brevi rimontine, fessure da seguire in dulfer, diedrini, una varietà che la rende divertente. Cosa che non guasta su 10+2 tiri, nemmeno brevissimi.

Nonostante i passi più duri siano azzerabili, con chiodatura ravvicinata, e l’obbligatorio richiesto entro il quinto grado, non ci sentiamo però di consigliarla a neofiti, proprio perché in media la distanza delle protezioni è piuttosto lunga, richiede una certa sicurezza e – volendo – anche la capacità di integrare dove possibile.
Anche i tiri di quarto grado non sono da sottovalutare, la via è piuttosto continua.

Le soste sono all’inizio su spit da collegare, mentre nella parte superiore sono presenti soste Raumer con anello di calata. Un paio di spit li abbiamo trovati smollati e non siamo riusciti a riavvitarli, quindi… prestare attenzione.

La roccia (gneiss) è stupenda, offre un bel grip e una varietà di appoggi/appigli più o meno abbondanti a seconda delle difficoltà; in alcuni punti tende a restare bagnata dopo piogge abbondanti.

Che dire? Questa via continua a piacerci assai…la riproveremo tra un’altra decina d’anni per vedere l’effetto che fa!

Correva l’anno 2015…

Visto che settimana scorsa Dottor Jimmy mi era piaciuta assai, ho pensato di portare anche Samuele qui ad Albard, ma stavolta sulla via subito accanto.

Via un po’ più difficile e più continua di Jimmy, ma con lo stesso dislivello e con un numero di tiri appena superiore (15 lunghezze totali, comprese le 5 lunghezze in comune con Jimmy sul finale).
Che dire…..i quinti gradi sono stati davvero molto carini, soprattutto la parte finale di placca del tiro chiave che mi ha divertito parecchio e mi ha suscitato la giusta strizza per la delicatezza dei movimenti.
Samu invece si è sparato la rimontina di 5c che c’è verso la fine e poi gli ho lasciato i tiri interessanti in comune con Jimmy visto che l’altra volta non è potuto venire con noi.
Grande prestazione sua sul 6a, che ha chiuso in modo del tutto pulito e senza toccare ferro!
E bravo Samu!
Al prossimo giro alziamo il grado! (oppure lo abbassiamo e aumentiamo lo sviluppo. Bisogna esercitarsi su vie da almeno 800 metri!).

Unico neo della giornata, un vento noioso e fastidioso che ci ha accompagnato per buona parte della salita.
Peccato perché la giornata era davvero splendida e senza quel vento sarebbe stata perfetta.
Alla prossima!!

Disclaimer

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