Cima Piazzotti da Pescegallo – Scialpinismo

Cima Piazzotti da Pescegallo – Scialpinismo

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PESCEGALLO (SO) (1.450 mt) – CIMA PIAZZOTTI (2.349 mt) – disliv. positivo 900 mt – scialpinismo – difficoltà BS – Pendenza massima 40°

E’ da quando siamo tornati dal Nepal che sognavo di andare a fare scialpinismo ma per un motivo o per l’altro la faccenda è slittata per un mese intero.
Oggi, nonostante i soliti problemi organizzativi dell’Armata Brancaleone (ancora al ritrovo di stamattina non sapevamo dove saremmo andati e soprattutto….a fare cosa!) ce l’abbiamo fatta.
Un po’ per pigrizia e un po’ per disorganizzazione abbiamo evitato di esagerare con le mete e siamo andati sul noto.
La Val Gerola è vicina ed è un posto che ci ha sempre regalato grandi soddisfazioni, sia d’estate che d’inverno, così siamo finiti a Pescegallo con l’idea di salire (e poi scendere!) il canalino che dalla val Tronella porta fino al Rifugio Benigni.
Procediamo un po’ dubbiosi per la strada della Val Gerola vedendo poca neve nuova.
In realtà più saliremo e più la situazione si rivelerà entusiasmante e a posteriori devo dire che è venuta fuori proprio una gitarella coi fiocchi, con meteo perfetto e neve spettacolare per tutta la parte divertente del tracciato.
Ma andiamo con ordine…..

Descrizione dell’itinerario

Si parte dal parcheggio degli impianti di Pescegallo e si segue la traccia che va in direzione del pizzo Trona e della val Tronella (a destra rispetto al verso di salita degli impianti).
Per una mezz’ora si resta nel bosco e si compie un traverso che oggi a tratti ci ha fatto penare a causa di una dura crosta di ghiaccio che affiorava sotto i 5 cm di fresca che erano caduti a questa quota. Io con gli sci non è che soffrissi più di tanto, ma gli amici splitboarders avendo solo una lama per “sci”, hanno patito parecchio lo scherzo.
Giunti alla prima baita, si risale più verticalmente superando un pendio un po’ più ripido e su neve più soffice fino al termine degli alberi.

Da lì la val Tronella si apre mostrando in tutta la sua bellezza il torrione di Mezzaluna e la sua lunga cresta proprio di fronte.
Si rimane sulla sinistra della valle puntando ad un canale che si vedrà solo verso la fine.

Il canale parte con pendio dolce ma ben presto si impenna, fino a raggiungere una pendenza attorno ai 40° circa nella parte terminale.
La neve era ottima ma non particolarmente portante, quindi all’aumentare della pendenza abbiamo avuto qualche difficoltà con lo sci esterno che spesso si lasciava scivolare verso valle sotto il nostro peso, non costruendo una traccia ben compatta e definita.
Ad ogni modo ce la siamo cavata per il 99% tenendo i legni ai piedi. Io li ho tolti solo negli ultimi 10 metri perché il canale si stringe e le rocce affioranti non permettono facilità nelle virate.

Una volta giunti al pianone del Benigni ci guardiamo intorno e decidiamo di salire almeno fino alla cima di Piazzotti che vediamo esattamente di fronte e che non porterà via più di una mezz’ora scarsa di pelli.

Purtroppo da qui il vento si farà sentire un po’ e tra l’altro non è che facesse caldissimo (saremo stati attorno ai -8°), così giunti in vetta decidiamo di accontentarci, anche per il fatto che i pendii sono parecchio invitanti e tutti immacolati. Non vediamo l’ora di dedicarci alla discesa prima che qualcun altro ce la “rovini”!! 🙂

Già dalla base del canale l’accumulo di fresca stava attorno ai 10cm e in cima ce ne saranno stati anche 20-25, quindi la sciata sarà estremamente goduriosa, anche perché c’era solo una traccia fatta da un signore molto mattiniero, ma per il resto era tutto da sverginare e noi non ci siamo certo fatti pregare!

La parte migliore sarà la discesa del canale che con la sua pendenza e con la giusta quantità di polvere ci farà arrivare giù belli carichi e sorridenti.
Il boschetto finale invece, non regalerà gioie neanche in discesa, ma d’altra parte questo era più che atteso visti i sorci verdi che abbiamo visto in salita.

Poco male…dura niente.
Tutta la discesa si è bruciata in un lampo.
Avremmo dovuto ripellare il canale perché ne valeva davvero la pena, ma abbiamo considerato che tornare presto una volta nella vita non sarebbe stato poi così male e quindi ci siamo portati a casa serenamente il nostro bottino rimontando in macchina (dopo un panino e una birra) verso le 14.

Giudizio

Gita breve ma di grande soddisfazione se c’è un po’ di bella polvere e se la giornata regala visibilità.
Oggi abbiamo avuto entrambe le condizioni e quindi massima soddisfazione!
L’unico appunto è che il dislivello è poco e lo sviluppo anche, quindi si tratta di una gita breve a meno di allungarla con giri ad anello o con cime limitrofe più alte.
Inoltre, attenzione ai bollettini perché non è da fare in tutte le condizioni in quanto il canale che sale al Benigni è parecchio ripido ed è un punto potenzialmente pericoloso per lo scarico di valanghe.

2 risposte

  1. Con che, tutta quella neve immacolata, scendere deve essere stata una goduria.

    • Gabriele Poggi

      Ciao Pierluigi,
      la discesa meritava sicuramente una seconda ripellata anche perché il dislivello è modesto. Ma come prima gita di stagione sono stato molto contento anche così! 😉
      A presto!

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