Spigolo Gasperi al Castelletto Inferiore: scalata con vista sulle Dolomiti di Brenta

Spigolo Gasperi al Castelletto Inferiore: scalata con vista sulle Dolomiti di Brenta

Madonna di Campiglio (TN) parch. Vallesinella (1.513 mt slm) – Rifugio Tuckett (2.272 mt slm) – Cima Castelletto Inf. (2.600 mt slm)
Via Spigolo Gasperi + Via Normale – sviluppo compl. 12,5 Km circa – disliv. compl. 1.200 mt – via lunga alpinistica (Spigolo Gasperi) max IV+, sviluppo 120 mt; sviluppo totale (Spigolo Gasperi + Via Normale) 400 mt circa

Altra via classica sulle “nostre” Dolomiti, in una giornata eccezionalmente bella (e chi ci avrebbe sperato, visto che lassù in questa stagione piove ogni giorno?!)

Appunto… piove. Abbiamo a disposizione solo un weekend, in cui trascorreremo il sabato pomeriggio con il muso incollato alle finestre aspettando che smetta, ragionando su quanto tempo ci possa mettere la roccia ad asciugare: la nostra via è di spigolo, esposta a sud… speriamo e puntiamo la sveglia, anzi, puntiamo tutto su domani!

Avvicinamento

Prima dell’alba e prima che entrino in funzione le navette raggiungiamo il parcheggio di Vallesinella a Madonna di Campiglio: avremo tempo di pagare l’obolo (6 €) al nostro ritorno… ora abbiamo fretta di raggiungere il Tuckett prima delle altre cordate, che ci aspettiamo essere numerose. In h 1.40 siamo su (sentiero 317, segnatissimo) e, sorpresa, nessuna cordata, anzi, zero alpinisti. Le pareti della bastionata dei Castelletti, a sinistra del Tuckett, sono in genere affollatissime poichè si trovano a pochi minuti dal rifugio e sono costellate da vie per tutti i gradi e per tutti i gusti: alle 7.30 del mattino incrociamo solo comitive di tedeschi e qualche italiano, che si apprestano ad affrontare le ferrate o camminare lungo i sentieri… meglio così, siamo gli unici!

Il camino che sale marcatamente diagonale fino alla prima evidente cengia del Castelletto Inferiore è ben visibile dal rifugio, e – risalito il ghiaione sinistra degli edifici – alle 8.00 precise siamo pronti ad attacare la via; la roccia è ancora un po’ fredda ma presto sorgerà il sole, che speriamo ci accompagni durante tutta la giornata (così sarà, incredibilmente nessun temporale e nessun acquazzone).

Lo Spigolo Gasperi è una parentesi di 5 tiri di corda tra la prima cengia a cui si arriva tramite il taglio diagonale che dal ghiaione risale verso sinistra, quello di cui parlavamo sopra, e la seconda cengia, che va poi percorsa verso destra fino a riallacciarsi alla Via Normale, che porta in vetta. Da qui è possibile calarsi comodamente sino alla base del versante opposto al Tuckett.

Descrizione della salita

Le soste sono tutte attrezzate, la Via è complessivamente plaisir anche se, essendo alpinistica, di chiodi ce ne sono pochi (tipo 4-5) e va integrata; la roccia è buona, nonostante le molte ripetizioni. Il paesaggio… superbo!

A seguire descrizione dei tiri.

I TIRO (normale) – II-III – raggiunto il camino che sale diagonale (non è presente nessuna sosta all’attacco) salire per facili roccette per circa 3 metri fino alla sua base, risalendo poi fino alla sosta in una comoda nicchia del camino.

II TIRO (normale) – III – si risale verticalmente per poi spostarsi verso sinistra su placca lavorata, fino ad arrivare in vista della sosta;

III TIRO (normale) – II – per facili risalti successivi e parti appoggiate si arriva alla sosta, posta un paio di metri sotto la cengia detritica, che va poi percorsa verso destra per arrivare al primo evidente spigolo (anche qui non c’è sosta attrezzata);

  • I TIRO (Spigolo Gasperi) – III – per facili risalti e roccia molto lavorata, seguendo lo spigolo, si arriva alla sosta, posizionata prima del cambio di pendenza;*
  • II TIRO (Spigolo Gasperi) – IV+ IV – si sale prima stando un po’ a destra, in verticale, puntando ad un diedrino (ch) poi si traversa verso sinistra per circa 1,5 metri; si prosegue salendo in verticale su rocce più lavorate fino alla sosta;*
  • III TIRO (Spigolo Gasperi) – IV – si rimonta a destra della sosta, salendo in verticale per un paio di metri, poi il tiro diventa più appoggiato;*
  • IV TIRO (Spigolo Gasperi) – III – si risale verso l’evidente diedro che termina con un tettino, poco sopra la sosta, per poi superarlo a destra (passo III +) su verticale; da qui per facili roccette e risalti successivi si arriva ad un terrazzino con uno sperone, che può essere comodo utilizzare come sosta. La sosta vera e propria, infatti, si trova camminando verso sinistra e scavalcando un masso inclinato, in una sorta di nicchia (vedi foto);*
  • V TIRO (Spigolo Gasperi) – IV+ – il più bello! si risale sopra la sosta in leggera diagonale sinistra dove bisogna affrontare una piccola rimonta (ma si hanno ottimi appigli), poi verticalmente per risalti successivi fino ad uno strapiombino ammanigliato da superare direttamente; in prossimità di una sorta di nicchia ci si sposta a destra fino ad un’altra nicchia, per poi risalire fino alla sosta. Ci troviamo sulla grande cengia detritica più alta, dove troviamo gli ometti della via normale;*

*ATTENZIONE! Nella Guida “Dolomiti di Brenta” vol. 3, Collana Roccia d’autore, ed. 2016 inspiegabilmente sono segnati solo 4 tiri… infatti arrivati alla fine del IV tiro, non vedendo la sosta (dal terrazzino con lo sperone non si riesce a scorgere perchè si trova dietro lo spigolo) ci è venuto il dubbio di aver sbagliato qualcosa, dubbio che fortunatamente è durato pochissimo!

(normale) A questo punto bisogna spostarsi sulla cengia seguendo gli ometti, verso destra, su una traccia a tratti anche molto esposta (qualche chiodo) con un unico passaggio veramente bruttino. Ad un certo punto la cengia diventa più stretta e visibilmente pericolosa da percorrere: siamo in vista del naso, una formazione rocciosa strapiombante il cui profilo si delinea chiaramente contro il cielo.

Qui si abbandona la cengia e si sale in diagonale destra su rocce gradonate (è presente un chiodo alla base) fino ad una sosta alla base di un diedro. Risalendo questo e i due successivi (max III) si arriva ad un chiodo con cordino, da cui si segue la rampa inclinata con roccette di II grado fino alla cresta. Da qui è possibile seguire un sentierino che in brevissimo conduce alla madonnina di vetta.

Discesa

Ripercorrendo il sentierino di vetta, dopo pochi metri, sul versante opposto a quello di salita, posizionata su un enorme masso è allestita la calata composta da due chiodi collegati da un cordone e maglia rapida.
La prima calata – circa 50 mt – può eventualmente essere spezzata in due visto che c’è un’altra sosta attrezzata a metà parete, ma non conviene: il rischio di incastro delle corde infatti è nullo, essendo la calata praticamente tutta nel vuoto. Si approda su un primo terrazzone detritico, dove in una grossa nicchia è allestita la seconda sosta (con grosso anello, questa volta): questa specie di grotta è anche molto utile per ripararsi dai sassi scaricati dalle corde che – vi garantiamo – non mancheranno!

La seconda calata porta alla base del ghiaione (circa 25-30 mt).

Dopo la discesa in corda doppia si scende il ripido ghiaione per traccia che diventa più evidente (qualche ometto) superata la parte più pendente, fino a riprendere il sentiero che a mezza costa collega il Tuckett alla Funivia del Grostè: quest’ultima può essere una valida alternativa se non si vogliono salire i primo 800 mt di dislivello dal parcheggio di Vallesinella, visto che dagli impianti il sentiero fino al Tuckett rimane in quota.

Giudizio

Una via di montagna facile ma divertente, forse i punti più pericolosi sono sulle cengie (soprattutto la seconda, più alta) di collegamento! Anche l’esposizione, nonostante sia una via di spigolo, non fa soffrire.

La via è proteggibile a piacere: ci sono molte clessidre, alcune piccolissime!, ma si possono usare anche friends nelle fessure. Qualche raro chiodo c’è, ma un po’ vetusto, mentre invece le soste sono tutte nuove e attrezzate a spit.

Certo è che la giornata praticamente perfetta e l’assenza di altre cordate hanno contribuito a rendere l’eperienza così godibile. Come sempre infatti una scarsa visibilità o tempo brutto possono cambiare radicalmente la difficoltà della via, così come il modo in cui si decide di affrontarla può cambiare il tempo di percorrenza: i due tratti di Normale possono essere fatti in conserva veloce o a tiri, dipende as usual da considerazioni del tutto personali.

Se si cerca qualcosa di più impegnativo, consigliamo la via Alimonta Vidi sempre sul Castelletto Inferiore.

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