Via Quarzader – Ponte Brolla – la super classica del Ticino

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PONTE BROLLA (Locarno, CH) – Via sportiva di arrampicata – 11 Tiri – Grado 6a (5c obbl.) – Sviluppo arrampicata 380mt – Avvicinamento 15min – Esposizione: ovest.

Era ormai da qualche mese che meditavamo di andare a fare questa via, ma tra una balla e l’altra è sempre slittata o è finita in coda ad altre gite.
Questa volta siamo andati convinti verso l’obiettivo e non c’è che dire: la fama che questa via gode in Ticino è più che meritata!
Roccia sempre molto bella e compatta, ci si mette in gioco su diversi stili di arrampicata, l’ingaggio è sempre piuttosto elevato e costante per tutta la sua lunghezza (che tra l’altro non è irrisoria), la chiodatura è ottima e sicura (ma i passi bisogna farli quasi sempre, non pensate di azzerare più di tanto, soprattutto sulla placca) e anche la vista su Ponte Brolla non è niente male!

L’unico appunto è la gradazione dei tiri…..
A me i tiri di placca di questa via sono sembrati ben più duri di quanto dichiarato nelle relazioni. Le placche sono spesso piuttosto verticali e davvero scarse di appigli. Bisogna essere molto abituati a muoversi su gneiss e a sentirsi sicurissimi sui piedi per procedere in modo disinvolto.

A mio parere la via è da considerarsi sul 5b/5c quasi costante per quanto riguarda la placca (con anche qualche passo di 6a).
Poi invece nella parte superiore i gradi ci stanno, ma i primi sei tiri sono davvero ingaggevoli!! O almeno lo sono stati per me.

Avvicinamento

Giunti a Ponte Brolla, evitare la strada che procede verso Centopassi e superare invece un passaggio a livello. Procedere poi per altri 500 metri circa fino a vedere un ponte di ferro sulla sinistra che conduce alla falesia. Parcheggiare nel parcheggino di fronte al ponte, dalla parte opposta della strada.
Sulla destra del parcheggio sale un sentiero non segnato con gradini di pietra da mulattiera.
Poco più avanti si trova un cartello di Halt. A quel punto girare a sinistra seguendo il sentiero che prosegue in verticale. Giunti ad un pilone dell’energia elettrica, seguire la traccia che sale alla sua sinistra e poi seguendo il sentiero, sempre in verticale e con qualche tornante, arrivare fino ad un torrentello che va attraversato verso destra per raggiungere la base delle placche ben evidenti a monte.
Giunti alle pareti, scendere di pochi metri verso sinistra. La via Quarzader è la prima che si incontra (15/20 minuti circa dal parcheggio. Scritta in rosso molto sbiadita su roccia). Quella sull’angolo sinistro della parete invece, dovrebbe essere la via Zombie.

Descrizione della via

La via in realtà è divisa in due parti ben distinte: si inizia con 6 tiri di placca continuativa per “scaldarsi” e poi si prosegue con 5 tiri di arrampicata più verticale su lame, scaglie di quarzo e quant’altro.
Benché ad entrambi piaccia molto la placca in generale, dopo 6 lunghezze da 40-45 metri di placca lissia lissia, vi giuro che eravamo quasi allo sfinimento. E’ stato solo grazie ad un panino magnato in fretta e furia alla sosta del sesto tiro che ci siamo convinti a proseguire.
E abbiamo fatto bene, perché la seconda parte della via merita davvero tanto!!!

  1. 5a (35mt) – Placca appoggiata con due piccoli balzi, poi sempre dritto fino in sosta
  2. 5a (35mt) – In placca con pendenza via via maggiore fino ad uscire dal primo risalto, poi qualche metro più facile fino alla sosta.
  3. 5a (35mt) – Dato in genere 4c, metto almeno 5a per gli ultimi due spit che portano in sosta che hanno un paio di passi un po’ più difficili. Il tiro obliqua piano piano verso destra.
  4. 5b, uscita 5c (30mt) – Su questo tiro l’uscita verso la sosta è davvero impegnativa e su cose minuscole. Si continua ad obliquare verso destra in direzione di una pianta (volendo c’è una sosta accanto alla pianta da usare in caso di traffico). Senò salire dritti sul passo chiave e uscire leggermente a sinistra in un punto un po’ più comodo sopra una spalla dove si sosta.
  5. 5b (30mt) – Ancora in leggera diagonale destra e su difficoltà piuttosto costanti e continue.
  6. 6a, poi 5a/4c (40mt) – Dalla sosta si traversa per circa 3 metri verso destra stando sul nulla. Noi onestamente abbiamo azzerato tirando il rinvio perché era decisamente un passo durissimo. Poi arrivati a delle rocce un pelino più lavorate si procede in verticale fino a raggiungere il cambio di pendenza. Qui alcuni metri sprotetti (ma facili) fino alla sosta accanto all’albero, sotto la parete verticale.
  7. 5b (25mt) – Finalmente si cambia stile! Salire la bella parete verticale a lame sulla sinistra dello spigolo. Superata la prima rimonta, stare leggermente sulla sinistra salendo in verticale fino a raggiungere un tetto sotto al quale c’è una bella lama con cui si traversa verso destra fino al termine del tetto. Passo atletico per uscire alla destra del tetto e poi in sosta. Volendo si può anche proseguire 7-8 metri per roccette ed erba fino alla base del tiro successivo ma dalla verticale del tiro si fa meglio sicura al secondo.
  8. 5b (35mt) – Come descritto, al termine del tiro precedente spostarsi fino alla base della parete successiva (a destra rispetto alla spigolo) e fare sicura da lì. Tiro un po’ più atletico e continuo del precedente con qualche passo su quarzo in un diedrino verticale. Si incontra una sosta intermedia che può essere ignorata. Proseguire lungo lo spigolo con passi un po’ più facili fino alla sosta sotto al tiro chiave.
  9. 6a (30mt) – Tiro chiave come impegno fisico. Primi passi un po’ più semplici dove si rimontano delle rocce lavorate fino a raggiungere una vena centrale di quarzo con piccole prese che va vinta spostandosi in diagonale sinistra in direzione dello spigolo. L’uscita può essere fatta verticalmente oppure spostandosi a sinistra dello spigolo. Noi siamo saliti dritti.
  10. 5a (25mt) – Primo passo fuori grado che si può azzerare tramite un cordone. Poi in verticale su rocce più lavorate, stare quindi a destra dello spigolo e uscire verso la sosta.
  11. 4c (30mt) – Camminare fino ad una paretina, salirla, poi in diagonale destra su placca appoggiata fino al terrazzino e alla sosta finale.

Discesa

La discesa può essere fatta a piedi o in corda doppia sulla via.
Viste le innumerevoli ripetizioni, se doveste arrivare su presto vi consigliamo il sentiero di discesa che, per quanto brutto e sgarruppato, almeno è abbastanza veloce (50 min circa).
Se invece doveste arrivare molto vicini al tramonto (la via è esposta ad ovest quindi non conviene partire prestissimo la mattina, soprattutto d’inverno), magari è meglio calarsi visto che si sa già cosa aspettarsi.

Vi descrivo il sentiero, in quanto le calate le potete vedere da soli salendo.

Giunti alla sosta dell’ultimo tiro, spostarsi a destra faccia a monte e prendere una traccia di sentiero che sale per una cinquantina di metri fino a delle frecce rosse su roccia. Traversare a destra su terreno esposto (occhio!) fino a raggiungere due baite anche tenute piuttosto bene, che non ci si spiega come possano stare su questa montagna.
Proseguire seguendo il sentiero che in breve si abbassa fino a diventare più labile. Si scende poi con alcune corde fisse dalle parti di un torrentello (probabilmente d’estate è asciutto, ma d’inverno c’è da stare attenti al bagnato e al fogliame) portandosi poi alla sua sinistra (faccia a valle).
Dopo qualche decina di metri su terreno schifoso, si ritrova una pseudo traccia con ometti. Proseguire in discesa e con qualche tratto in falso piano fino a raggiungere un pilone dell’energia elettrica. Passarci sotto, scendere una scala di ferro, seguire a sinistra per circa 200 metri con saliscendi, scendere una lunga scaletta di pietra e poi ancora a sinistra fino a trovare una specie di casetta delimitata da una pseudo-staccionata. Seguire poi una traccia che scende più ripida nel bosco fino a trovare dei muretti a secco di vecchie case. Proseguire in discesa fino ad un pianoro, poi deviare a sinistra fino a sbucare su una strada asfaltata che va seguita verso valle fino a ricongiungersi con la strada principale.
Poi a destra per circa 400 metri fino al parcheggio.

Giudizio

La via è bellissima, su roccia sempre ottima e molto continua sui gradi proposti…ma anche di più. Merita sicuramente un giro di giostra.
L’unico problema è che è molto famosa e di conseguenza c’è sempre un sacco di gente in via. Noi oggi eravamo almeno 4 cordate ma è andata piuttosto bene e non siamo stati rallentati o bloccati. Evitare però i periodi di evidente affollamento perché sarebbe praticamente un suicidio dal punto di vista del divertimento.
Inoltre, se doveste avere il 6a scarso, vi sconsiglio decisamente questa via perché nonostante la buona chiodatura, l’ingaggio è sempre molto alto, i gradi belli stretti e di certo non la trovereste una via plaisir come descritto in altre relazioni.
Diciamo che se hai il 6b pulito, questa via è sicuramente ultra plaisir………..altrimenti diventa un bell’andare!! 😉

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