Via Kiene integrale – Castelletto Inferiore – Dolomiti di Brenta

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PARCHEGGIO di VALLESINELLA (Madonna di Campiglio – TN) 1.513m s.l.m. – CASTELLETTO INFERIORE 2.601m s.l.m. – Via Lunga di Arrampicata – Difficoltà IV+ / V – Sviluppo arrampicata 260 m – Esposizione SUD – Disliv. avvicinamento 800 m

Buona la seconda per noi, in tutti i sensi!

La ‘seconda’ perchè la Kiene l’avevamo già tentata l’anno scorso, ma avevamo dovuto rinunciare al primo tiro di camino (troppo bagnato, optammo per il vecchio attacco della via) e anche ai tiri finali (troppo stanchi, uscimmo sulla Normale).

E la ‘seconda’ perchè il giorno prima avevamo provato una via classica in Corna Rossa (la Andreolli-Bazzi-Bozzi) …rimanendo scornati 😀 😀 😀 causa difficoltà di interpretazione e conseguenti annaspamenti in parete alla ricerca di “un segno”, che non abbiamo trovato.
Questo è ciò che succede quando si sceglie la via la sera prima, da sbronzi: proprio la via che non fa nessuno, quella senza nemmeno una relazione.

E invece a questo giro di giostra la Via Kiene l’abbiamo portata a casa, facendo il primo tiro di camino, perdendo meno tempo nella parte centrale che già conoscevamo, concatenando i tiri finali compreso l’ultimo, che probabilmente non fa NESSUNO! Infatti siamo riusciti a perderci proprio lì, sull’ultimo tiro, rimediando con una mezza calata e una rocambolesca sosta su chiodo+friend+clessidra che non abbiamo voluto mettere più di tanto alla prova.

Fare il tiro spittato per arrivare in cima era troppo lineare per noi, ma se anche voi volete danzare su un traverso di 8 metri alla ricerca della “via originale”, nella descrizione dei tiri qualche indicazione la troverete 😉

Special guest l’amico Max, che ha avuto in regalo i tiri più difficili portati a casa senza batter ciglio.

Avvicinamento

Da Vallesinella seguire il sentiero nel bosco che porta al rifugio Casinei (1.850 m), poi seguire per il rifugio Tuckett (2.270 m) che si raggiunge in circa 1h e 30 di cammino.
Le vie si trovano sulla parete accanto al rifugio, raggiungibili in soli 5 minuti con una traccia che conduce alla base della bastionata sud del Castelletto.

Il camino della via Kiene è un verticale camino nero che si trova circa 40 metri a destra dell’evidente attacco della via normale, subito a destra dello spigolo su cui attacca la via Alimonta / Vidi.

Descrizione della Via

  1. V (40 m) : si risale lungo l’impressionante camino nero che stavolta, incredibilmente, era anche asciutto. (nel caso non sia possibile percorrerlo andate a vedere la variante qui descritta.)
    Il tiro è piuttosto continuo, con due passaggi ostici e faticosi: il primo a circa 8/10 m, ben protetto – vi si trova anche un vecchio cordino, e il secondo nella parte finale, dove il camino diventa strapiombante e ci si trova incastrati a dover uscire sulla parete di destra. Il tiro è molto bello, l’unico abbondantemente – si fa per dire! – chiodato (a memoria almeno 7 ch, probabilmente di più).
  2. III+ (40 m) : dalla sosta ci si sposta brevemente sulle roccette di sinistra (faccia a monte), risalendo poi alcune balze e facendo estrema attenzione ai detriti che vi si trovano, sia durante la salita sia durante il recupero dei secondi e delle corde; la sosta con cordone in clessidra si trova qualche metro sotto la cengia che anticipa l’incombente parete verticale, un’altra comoda clessidra da attrezzare è presente subito dopo i primi passi in verticale a inizio tiro.
  3. II (20 m) (di collegamento): si risalgono gli ultimi metri di roccette, traversando a destra e portandosi proprio sotto la parete verticale, superando una sporgenza della parete stessa e rintracciando un ometto con incastrato un paletto in ferro (visibile solo una volta superata la sporgenza).
  4. III+ (35 m) – Dalla sosta obliquare prima verso destra per alcuni metri e poi verso sinistra sfruttando delle rampe più facili fino alla sosta su una cengetta.
  5. IV (35 m) – Spostarsi a sinistra camminando sulla cengia per circa 4-5 metri fino alla base di un evidente diedro. Salire verticalmente il diedro fino a quando la sua verticalità non si accentua, spostarsi quindi a destra in un secondo diedro più piccolo e rimontarlo direttamente (2ch) fino alla sosta alla base di un altro diedro.
  6. IV+ (40 m) – Salire verticalmente il diedro totalmente sprotetto (è possibile usare un paio di dadi, che consiglio caldamente) uscendo al suo termine sulla sinistra (1ch sotto il tetto). Spostarsi qualche metro a sinistra e risalire verticalmente (si trovano un paio di chiodi qualche metro a monte) per poi piegare a destra fino a una cengetta (1ch). Rimontare quindi in verticale, appena a sinistra del chiodo, salendo da sinistra su una roccia esposta (altro chiodo), poi verticalmente fino alla sosta su una cengia più ampia. Tiro complesso da leggere e interpretare.
  7. III (55 m) – Dalla sosta spostarsi alcuni metri a sinistra fino a trovare una rampa che obliqua da sinistra verso destra e che conduce sulla cengia della via normale (sembra una specie di sentiero). A questo punto si continua a salire in leggera diagonale destra sfruttando una sorta di rampa obliqua fino alla base di un evidente e lungo diedro/camino (attenzione, il camino da prendere è quello di sinistra. Quello di destra appartiene alla via normale. Alla base del camino si trova un singolo anello di calata).
  8. IV (45 m) – Risalire il diedro, dapprima più facilmente poi con un passo più delicato nella parte finale, uscendo solo alla fine verso sinistra dove si trova la sosta (2 ch).
  9. III (25 m) – Risalire il muretto a sinistra della sosta dove è presente una specie di fessura. Nella parte iniziale cercare di stare all’esterno, poi entrare nella spaccatura tra la parete della montagna e una enorme scaglia di roccia al termine della quale si trova la sosta alla base di una parete rossiccia (terrazzo al sole del Castelletto, peccato che nel nostro caso non ci fosse il sole!!)
  10. IV (30 m) – Se si vuole ultimare la Via Kiene qui bisogna salire leggermente (chiodo) e poi traversare con passi delicati per 8 metri circa verso sinistra; a questo punto dopo aver fatto un paio di passi sfruttando il camino alla nostra sinistra, si deve salire obliquando a destra, in direzione di una insenatura nella roccia giallastra, dove si trova un chiodo. Un passo in verticale un po’ più faticoso, poi seguendo le debolezze della parete fino in vetta.

    Cosa invece abbiamo fatto noi 😀
    Terminato il traverso il primo di cordata non ha visto il chiodo nell’insenatura, complice qualche imprecisione nella relazione che avevamo, ha pensato di dover continuare a salire nel camino a sinistra, moooolto esposto ma non difficile. Ci siamo così trovati su un terrazzo dove ovviamente non c’era la sosta (eravamo fuori via, è stato possibile attrezzarla su enormi spuntoni), e con una bella parete di 6° su roccia marcia di fronte 😀 Fortunatamente il buon Gabri, salendo da secondo, ha adocchiato il famoso chiodo, lo ha raggiunto ed è stato possibile attrezzare la famosa sosta su tre punti. Ci è costato solo un cordino e una maglia rapida che abbiamo abbandonato per poterci calare fino alla sosta improvvisata, per poi risalire.


    Volendo evitare il cinema invece si può fare ciò che fanno – crediamo – quasi tutte le cordate: dal terrazzo al sole si sale in verticale sull’ultimo tiro della Via Alimonta Vidi, che è un V molto bello e ben protetto, con un passo atletico alla fine.

Discesa

La discesa si effettua, dopo aver salutato la Madonnina di vetta, sul versante opposto rispetto a quello di salita. Appena sotto la cima in esposizione nord si trova un grosso masso con un cordone di calata assicurato a due spit.
Calarsi per 50 metri fino ad un terrazzo (attenzione che si atterra proprio sul bordo e bisogna ballonzolare un po’ per riuscire ad arrivarci). Giunti sul terrazzo, trovare un grosso anello di calata sotto gli strapiombi e calarsi ulteriormente per altri 30 metri circa.

Poi a seconda delle condizioni (neve o sfasciumi), trovare il modo di scendere fino alla valletta sottostante. A quel punto, puntare verso le pareti del torrione di Vallesinella proprio di fronte e scendere seguendo una traccia e degli ometti fino ad incontrare il sentiero che collega il Tuckett con il Grosté. Prendere quindi a sinistra fino al rifugio (fino a qui 1h o poco più) e poi per la strada dell’andata.

Giudizio

Vuoi che eravamo in tre, vuoi che qualche indecisione 😀 c’è stata… siamo stati la bellezza di 10 ore in parete: fortunatamente il meteo ha tenuto regalandoci solo innocui nuvoloni, suggestive quinte scenografiche durante la salita che hanno però coperto del tutto il panorama una volta arrivati in vetta. Ovviamente noi ingraniamo sempre la modalità “bradipo”, quindi non fatevi suggestionare dai nostri tempi!

Siamo scesi con la luce della luna – piena – e di una frontale dal Casinei a valle, esperienza anche questa molto bella, non fosse per la fame che ormai ci stava divorando.

Fondamentale è stato aver già percorso i tiri centrali, soprattutto il 6° sul quale la prima volta avevamo speso moltissimo tempo e concentrazione mentale, energie che abbiamo dovuto rimettere in gioco nell’ultimo tiro, esperendo qualcosa di nuovo: di trovarci così tanto fuori via non ci era mai capitato, fortunatamente avevamo modo ed esperienza sufficiente per rimediare. L’alpinismo e l’arrampicata non sono la stessa cosa: i gesti magari sono gli stessi, ma su questo tipo di vie conta molto anche la capacità di lettura e moltissimo quella di improvvisazione 😉

La Kiene è sicuramente una bella via di soddisfazione su buonissima roccia, anche se un po’ discontinua: se volete qualcosa di più strong consigliamo la vicina Alimonta-Vidi (che da meno problemi di interpretazione), mentre per iniziare a conoscere la conformazione della montagna e capire eventuali vie di fuga stando sul facile può essere utile percorrere lo Spigolo Gasperi + Via Normale.

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