Via Pipistrelli – Muzzerone – Parete delle Meraviglie: meravigliosa di nome e di fatto

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Le Grazie, Falesia del Muzzerone (SP) – Via sportiva d’arrampicata – 5c max – sviluppo via 250 m – esposizione SO – Avvicinamento 15 min.

Era da qualche anno che volevamo provare una via lunga al Muzzerone, ma la giusta congiuntura astrale non si era mai verificata, fino a questo weekend: meteo perfetto, amici disponibili, niente altro di programmato. Abbiamo scelto la via più facile, il Muzzerone l’avevamo solo assaggiato in precedenza: i gradi sono severi ma giusti, in compenso su questa via la roccia è moooolto più bella rispetto ai monotiri.

Il plus di questa falesia è decisamente la location: a poca distanza da Portovenere, le pareti di calcare grigio emergono verticali da un ripidissimo e verde bosco a pochi metri dal mare, di un blu abbagliante dovuto al fatto che siamo nel Parco delle Cinque Terre e nessun insediamento turba questa parte di costa.
Dalla cima lo sguardo spazia sul Golfo dei Poeti fino alle Apuane, nelle giornate migliori si distingue la Corsica all’orizzonte! Quindi vale sicuramente il viaggio, che può essere concluso con un bagno al mare o una visita a Portovenere, a seconda dei gusti.

Un grazie speciale va a @caresanaboy, conosciuto in loco, per le bellissime foto e per il video che ci ha fatto col suo drone!

Avvicinamento

Una volta giunti nei pressi de Le Grazie, poco prima del promontorio di Portovenere, sulla destra venendo da La Spezia si trovano 2 strade in salita che conducono entrambe, dopo una serie di tornanti, al Parcheggio del Muzzerone (si trova anche su google); si prosegue su strada dissestata sino al penultimo tornante, dal quale si accede direttamente alla falesia e dove è possibile trovare qualche posteggio arrivando presto la mattina.

Da qui si procede a piedi scendendo subito sulla sinistra e raggiungendo in pochi minuti di discesa il Settore Centrale (la nostra parete si trova guardando il mare sulla sinistra, ma da questo punto di osservazione mostra il suo lato più vegetato); proseguire lungo il sentiero che scende ripidamente con l’ausilio di alcune corde fisse, superando la conca della Cava degli Anelli. Si scende ancora nel sottobosco fino ad arrivare ad un altro settore, che è la Parete delle Meraviglie: proprio all’inizio, quasi sullo spigolo, si rinviene la scritta “Meraviglie” sulla roccia (molto sbiadita) e a fianco, sempre sbiadita, “Facocero Focomelico”, da cui parte la via (15 min.).

Descrizione dei tiri

  • 1) 5a – 20 m: salire al di sopra delle scritte sopra menzionate, breve rimontina ben ammanigliata poi placca lavorata fino alla sosta, con un passo in uscita un filo più difficile del resto; è presente una sosta subito alla fine del tiro e una sosta poco oltre, sulla parete di fronte, che risulta più comoda per il tiro successivo;
  • 2) 5a – 20 m: si traversa qualche metro a destra, seguendo i fittoni, salendo e superando poi un alberello un po’ invadente; da qui si risale sempre in leggera diagonale destra in direzione di una evidente fessura che si può usare in alternativa alla limitrofa placca, sino a raggiungere un piccolo terrazzino dove è presente la sosta (in questo punto si intersecano parecchie vie, cosa che può complicare la lettura: noi come regola abbiamo seguito i fittoni, lasciando perdere gli spit)
  • 3) 5c – 15 m: tiro chiave: dalla sosta bisogna alzarsi con qualche passo non semplice spostandosi a sinistra, fino all’inizio del traverso che passa sotto il tetto da qui già visibile. Si traversa a sinistra (chiodatura ottima) con passi delicati d’equilibrio, una volta superato il tetto si sale con un passo non banale sino alla sosta (scomoda, max 3 persone ma meglio 2);
  • 4) 5b – 15 m: dalla sosta partenza breve ma intensa, molto atletica, per poter alzare i piedi, poi con ottimi appigli fino all’uscita sul terrazzino in corrispondenza dello spigolo, dove si trova la sosta successiva;
  • 5) 4c/III – 20 m: salire la placca verso destra riportandosi quindi sul filo dello spigolo, dove facilmente si raggiunge non la prima ma la seconda sosta;
  • 6) II – tiro di collegamento – 30 m: seguire la traccia a sinistra della sosta che aggira passando nel sottobosco un breve tratto di cresta, per poi portarsi, salendo facili roccette instabili e sporche, alla base dell’ultima parete dove si trova la sosta (volendo questo tiro può essere concatenato al successivo, ma la corda tenderà a creare spiacevoli attriti!)
  • 7) III/IV – 20 m: tiro da proteggere, su divertente placca lavorata, che si risale verticalmente sino alla catena sommitale.

Discesa

Si segue la traccia che riporta verso il visibile Settore Centrale, se si vuole tornare al parcheggio, dopo la discesa a bordo cresta e l’ingresso nel bosco si resta sulla destra ed in 15 min. si raggiunge comodamente la macchina.

Giudizio

Della bellezza del posto già vi abbiamo raccontato, la roccia è un ottimo calcare (solo un po’ di attenzione a cose grandi e piccine che tendono a staccarsi o suonano vuote!), si scala su placche lavorate ma l’arrampicata è comunque varia. La via risulta ben protetta e se non vi dovessero bastare i fittoni, integrabile a piacere con friend e nut – soprattutto l’ultimo tiro; anche le soste sono tutte presenti, ma da collegare.

Resta dunque solo il piacere di godersi la giornata, che in assenza di traffico in via rischia di diventare una mezza giornata, lasciando appunto lo spazio per piacevoli proseguimenti alla scoperta del territorio, che è un gioiello!
Attenzione solo al caldo, siamo al mare e le temperature rischiano di essere proibitive, soprattutto d’estate nelle ore centrali della giornata.

Se siete meno brocchi di noi potete optare per lo Spigolo delle Meraviglie, con un tiro di 6b+ che a vederlo da sotto sembrava bellissimo e violento: Pipistrelli disegna l’alternativa più facile, aggirando questo tiro che effettivamente resta un po’ fuori parametro rispetto al resto della via nella sua interezza.

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