Chi vuol esser lieto sia – Muzzerone – Bellezza, tecnica e storia in una sola via

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Le Grazie, Falesia del Muzzerone (SP) – Via sportiva d’arrampicata – Difficoltà 6a max, 5c obbligatorio – Sviluppo 200 m – Esposizione SO – Avvicinamento 30 min.

Il Muzzerone è sicuramente uno dei luoghi più affascinanti in Italia per gli amanti dell’arrampicata vista mare.
L’ottima esposizione sud, un calcare di buona qualità e la vista incantevole sul mare cristallino della Liguria ne fanno una perla, ma come spesso accade con le perle, non sono proprio per tutti! 😉

Le vie multipitch presenti su queste pareti hanno difficoltà piuttosto selettive, sono verticali e a tratti molto esposte, talvolta anche con qualche traverso da brivido come ad esempio quello della classica via Pipistrelli, una delle più facili e ripetute.

Questa “Chi vuol esser lieto sia” al Pilastro del Bunker è un po’ più intensa e continua rispetto a Pipistrelli, con una difficoltà media che si attesta attorno al 5c – a tratti sostenuto – con muri verticali, diedri e letali fessure che spesso alzano il grado al 6a.

Il rovescio della medaglia è che la via è molto bella e offre un’arrampicata quasi sempre esaltante e tecnica, senza fastidiose discontinuità o brutti passaggi su erba.

In questa occasione eravamo ben in 6, con due nuovi amici conosciuti la mattina stessa, così ci siamo organizzati in 2 cordate da 3:
Gab è andato con con Fede e Ema, i “nuovi acquisti”, mentre Erica è salita con Simo e Max, con cui abbiamo già vissuto molte avventure.

Alla fine è andata bene così e dobbiamo fare un plauso e Fede e Simo che si sono accollati i tiri da primi risolvendoli senza grandi difficoltà e portandoci tutti in vetta!

La via prende il nome dalla “Canzona di Bacco”, scritta intorno al 1490 da Lorenzo De Medici, una vera e propria esortazione a godere di ciò che di bello la vita ha da offrire, qui e ora: se non la conoscete… ve la riportiamo integralmente dopo la gallery!

Avvicinamento

Da La Spezia si segue la strada in direzione di Portovenere. Una volta giunti nei pressi de Le Grazie, poco prima del promontorio di Portovenere, sulla destra venendo da La Spezia si trovano 2 strade in salita che conducono entrambe, dopo una serie di tornanti, al Parcheggio del Muzzerone (si trova anche su google); si prosegue su strada dissestata sino al parcheggio che si trova nei pressi di un’area picnic attrezzata con panche, sotto la fortezza del Muzzerone.

Da qui seguire il sentiero in piano (1a) per 2-3 minuti fino a raggiungere il bunker.
Tornare quindi indietro per una ventina di metri fino a trovare un bivio segnato da un ometto che scende ripidamente in un canalone attrezzato con corde fisse.

ATTENZIONE che il terreno, soprattutto dopo recenti piogge, è davvero orribile e pericoloso, portatevi quindi delle buone scarpe da avvicinamento con un buon carrarmato o rischiereste seriamente di farvi male.

Si scende per il canalone fino al termine delle corde fisse (circa 200 metri, 15-20 minuti) dove poi si prende il sentiero in costa a sinistra (faccia a valle) che passa nella vegetazione con alcuni sali-scendi fino a raggiungere una corda fissa (attualmente gialla) attaccata alla parete che consente di superare uno sperone roccioso e da cui sorge un pino isolato.

Sopra al pino attacca la via.

Descrizione dei tiri

Si attacca subito sopra al pino ma conviene fare sicura da prima dello sperone dove è presente uno spit, in quanto c’è un po’ più di spazio di manovra.
In questo caso il primo tiro è di circa 30 metri invece che 25.

  1. 5c/6a (25m) – Si attacca verticalmente su un diedrino (5b) superato il quale ci si sposta a destra seguendo rocce più facili fino alla base di una parete verticale solcata da una fessura. Si supera la fessura con passi non semplici (6a ci sta, volendo ci si aiuta con i rinvii), poi una volta usciti ci si sposta 3 metri a destra in esposizione (5a) fino alla sosta (la più stretta, max 3 persone).
  2. 5a (35m) – L’unico tiro antistress della via! 😛 Si attacca il muretto iniziale con un primo passo un po’ ostico, poi più semplice e ben appigliato. Ci si sposta a destra seguendo vari risalti abbastanza semplici fino ad un terrazzino dove si sosta.
  3. 5c/6a (32m) – Si sale in leggera diagonale sinistra per aggirare lo strapiombo sovrastante che poi si rimonta seguendo la placca appoggiata poco sotto la vegetazione fino alla base di una placca verticale con fessura. La si attacca con qualche passo duro che segue la fessura (6a) fino ad una lama rovescia, si tiene la sinistra con roccette più facili fino al loro termine dove si traversa in placca verso destra (esposto!) fino ad andare a prendere le buone prese sullo spigolo. Poi si sale più facilmente fino alla sosta.
  4. 5c/5b (45m) – Secondo molti di noi, il tiro più bello! Si sale verticalmente il muretto con qualche passo più difficile su prese piccole che consentono di raggiungere una lama stupenda che si segue in dulfer con manone fino alla base di un diedro. Si sale il diedro spostandosi in esposizione sullo spigolo destro, poi in fondo al diedro (ATTENZIONE!!! grosse rocce traballanti!!) ci si sposta sulla roccia di sinistra e si raggiunge una vecchia sosta che va ignorata. Salire poi su terreno appoggiato e un po’ vegetato per roccette fino alla sosta subito dopo una grossa radice.
    ALLUNGATE BENE LE PROTEZIONI NEI CAMBI DIREZIONE o patirete molto gli incastri della corda!
  5. 6a/5c (35m) – Tiro parecchio fisico, motivo per il quale gli abbiamo “regalato” un 6a.
    Ci si sposta a sinistra fino alla base di un diedro/fessura ostico, con appigli e appoggi un po’ gommati (a me è partito un piede) nella parte iniziale.
    Si prosegue sulla parete verticale di sinistra su piccole gocce di migliore qualità fino ad uscire tra due piante. Poi per rocce più semplici fino alla sosta finale su due fittoni da collegare.
Video dell’arrivo in vetta di tutto il gruppo!

Discesa

La discesa per fortuna è molto veloce e comoda a differenza dell’avvicinamento.
Dalla sosta finale si salgono le facili roccette sulla destra che portano ad un terrazzone panoramico, si scende poi in una gola e si prende un sentierino tra la vegetazione che porta al sovrastante bunker.
Da lì in pochi minuti si torna al parcheggio per comodo sentiero.

Giudizio

Via molto bella e varia, che vale sicuramente un giro di giostra! Avere il 6a a vista è utile e consigliabile per non spantegare troppo in alcuni passaggi, ma lavorandola un po’ si sale anche con il 5c limite grazie alla buona operazione di richiodatura che è stata fatta nel 2017 e che ha reso i passaggi sicuri (ma non necessariamente azzerabili).

La roccia è sempre di buona qualità con solo qualche passo un po’ gommato e qualche rara roccia che si muove. Considerando che è una via del 1983, è un miracolo che sia ancora così bella!!

Il valore aggiunto poi lo dà il meraviglioso paesaggio del quale potrete godere per tutta la scalata che già da solo vale la gita.

A nostro avviso, una classica imperdibile!!!

p.s. ovviamente vista l’altitudine e l’esposizione è consigliabile solo nei mesi invernali o nelle giornate più fresche delle mezze stagioni. Estate proibitissima!! 😉


Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Quest’è Bacco ed Arianna,
belli, e l’un de l’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.

Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c’è certezza.
Queste ninfe hanno anco caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonon salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Mida vien dopo a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.

E che giova aver tesoro,
s’altro poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siàn, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.

Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch’a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

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