Via “il Gufo” e via “la Torre” al Monte Cucco – Finale

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Orco – Finale Ligure (SV) – Parcheggio del Monte Cucco – Via Il Gufo (5b, settore centrale) – disliv. arrampicata 120 m – Via La Torre (5c/6a, settore La Torre) – VIE LUNGHE di ARRAMPICATA

Giornata di pioggia su tutto il nord Italia, ma noi non ci arrendiamo e proviamo la discesa in Liguria che più di una volta ci ha salvato da noiosi weekend chiusi in casa.
E anche questa volta è andata di lusso! Non che ci fosse proprio il sole….ma comunque si riusciva assolutamente a scalare, la roccia era perfettamente asciutta e c’erano 10 gradi contro gli 0 gradi di Milano, quindi tanta roba!!

Il Monte Cucco è una conformazione rocciosa che offre svariate vie di più tiri, alcune anche con gradi facili e adatti a tutti. L’esposizione è prevalentemente Ovest, quindi il sole arriva solo a partire dal primo pomeriggio, cosa che in inverno non è proprio il massimo…..ma abbiamo scalato con temperature molto peggiori, quindi siamo riusciti a godercela assai.

Siamo partiti stando sul semplice: la via “il gufo” è davvero una via plaisir adatta anche a chi si approccia per le prime volte all’arrampicata multipitch. Tiri ben protetti o proteggibili, soste su fix e buona roccia.
Visto che sono vie corte, abbiamo avuto il tempo di farne una seconda, questa volta sul settore la torre. Stavolta abbiamo alzato un po’ il grado e ne è venuta fuori una viona davvero interessante, peccato solo che le molte ripetizioni abbiano decisamente compromesso la qualità della roccia, almeno nel primo tiro.

Avvicinamento

Uscire dall’autostrada in corrispondenza del casello di Feglino. Qui svoltare a destra. Proseguire lungo la strada che conduce a Final Borgo sino a quando sulla sinistra s’incontra la deviazione per la frazione di Orco. Superare il ristorante “Il rifugio” e al bivio successivo svoltare a destra lungo una strada cementata che termina in prossimità di un campeggio. Continuare ancora lungo il tracciato che ora diviene sterrato sino ad arrivare ad uno slargo dov’è possibile parcheggiare.
Appena di fianco al cartello che indica le linee di salita presenti nel Settore Centrale parte un piccolo sentiero che in breve conduce alla base della placconata. Sulla destra si trova un diedro verticale, caratterizzato a metà dalla presenza di un albero. A sinistra della nostra via si trova l’attacco della via “Opti Matti” (scritta nera sulla parete).

Via “il Gufo” (settore centrale) – Relazione

La via volendo può essere fatta con soli due tiri da 50 metri l’uno. Noi abbiamo preferito spezzarla in 5 tiri per godercela un po’ di più e per non far troppa fatica con le corde

  1. 4c (20mt) – Salire il bel diedro con arrampicata molto divertente. Uscire poi leggermente a destra su placca fino ad una sosta da allestire (come tutte)
  2. 5b, poi 3 (20mt) – Alzarsi in placca in diagonale destra fino alla base di uno strapiombino che va superato direttamente con ottime mani e piedi. Proseguire poi verticalmente su roccette appoggiate e passando in mezzo a vari arbusti fino a raggiungere la sosta.
  3. 4b, poi 3 (20mt) – Tiro facile ma da proteggere in autonomia su clessidre. Rimontare il muretto alla destra della sosta, poi per terreno più facile fino alla base di una parete verticale. Lì obliquare a destra per qualche metro fino alla sosta alla base di un diedro.
  4. 5a (20mt) – Altro bel diedro, protetto da fix e qualche chiodo vecchio. Molto carino anche questo. Fermarsi alla sosta presente o terminare direttamente la via proseguendo sul tiro successivo
  5. 4b (10mt) – Proseguire ancora in diedro fino alla sosta con anello cementato sulla cima della montagna.

Via “la Torre” (settore la torre) – Relazione

Via di soli due tiri, ma lunghi e piuttosto impegnativi. In particolar modo il primo farà penare a causa della roccia unta. Secondo tiro fantastico!

  1. 5c / 6a (30mt) – Tiro bello ma unto nei punti chiave, cosa che lo rende infido e impegnativo. Alzarsi per buchetti fino al primo chiodo, andare poi verso una fessura verticale sulla sinistra e usarla per rimontare uno strapiombo con piedi e mani urfide, poi ancora per fessura (un po’ meno unta) fino alla sosta.
  2. 5c / 6a (40mt) – Tiro fantastico su bella roccia. Rimontare un buco nella roccia sopra alla sosta, poi spostarsi un po’ a destra verso una fessura che va seguita per tutta la sua lunghezza con passi molto belli. Dopo 30mt quando cambia il colore della roccia, puntare ad un diedro e risalirlo fino alla sosta qualche metro sotto la statua di vetta.

Discesa

La discesa avviene in corda doppia da entrambe le vie. Dall’arrivo de “il gufo”, seguire verso sinistra un percorso tra i cespugli che costeggia la cresta, passando a volte anche sulle rocce a bordo strapiombo fino a vedere di fronte la statua di vetta. Poco prima, si trova un diedro con una sosta che consente di arrivare a terra con una singola calata da 60 mt.
Per la via “la torre”, la calata può essere allestita anche sull’ultima sosta. Fare però molta attenzione ad una strettura della roccia che rischia di bloccare le corde. A noi si sono incastrate e ci abbiamo perso più di mezz’ora per riuscire a liberarle. In alternativa scalare ancora un paio di metri fino a raggiungere la cresta sommitale e calarsi nel diedro alla destra, come per la via il Gufo.

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