Placche Zebrate – Via Trento – Dro (Arco)

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DRO (TN) – Parcheggio delle Placche Zebrate – Via Trento – disliv. arrampicata 180 m – sviluppo 200 m – VIA LUNGA di ARRAMPICATA – 5b obbl.

Durante queste vacanze abbiamo voluto fare un po’ di mare e un po’ di montagna, ma appena giunti a Campiglio e guardando bene le previsioni meteo ci siamo accorti di un PICCOLISSIMO dettaglio che avevamo trascurato: il vento!
Difatti il 3 di Gennaio era dato un vento in quota con raffiche fino a 100km/h e temperature da brivido!

Abbiamo preferito quindi scendere ad Arco che grazie alla vicinanza del lago avrebbe potuto offrire temperature un filo più miti (si insomma….zero gradi invece di -10!) e un vento più moderato.
Conosciamo ancora poco le pareti di Arco ma da quello che abbiamo visto è veramente un posto da favola per scalare e abbiamo scelto la parete Zebrata perché sarebbe stata al sole tutta la mattina e fino al primo pomeriggio.

L’anfiteatro regala vie lunghe di placca con difficoltà per tutti i gusti, dal 4c al 7a e con lunghezze che variano dai 100 ai 600mt.
Noi abbiamo scelto la via Trento perché era abbastanza breve da risolverla in mattinata (180mt) e con difficoltà piacevoli ma non esagerate (5b il tiro chiave).

Unico neo sono le numerose ripetizioni che nel tempo hanno reso la roccia piuttosto lisa in alcuni dei punti chiave, alzando un po’ il grado di certi passaggi.
Visto che faceva un freddo bestiale e c’era pure vento, abbiamo incontrato soltanto un’altra cordata di temerari a parte noi. Avrebbero voluto fare anche loro la via Trento ma visto che c’eravamo su noi hanno scelto un altro itinerario per non sbarbellare dal freddo nell’attesa 😉

Avvicinamento

Raggiungere in auto il paese di Arco di Trento e seguire le indicazioni per Dro / Sarche fino a superare l’abitato di Dro.
Si incontrerà sulla destra il bar “Placche Zebrate”  (purtroppo chiuso per ferie fino al 7 febbraio) e proseguire altri 100 metri fino ad un grande parcheggio sul lato sinistro della strada, alla base di un bel bosco che conduce in breve all’enorme parete.
Seguire il sentiero nel bosco per una decina di minuti fino ad arrivare alla base della parete. Spostarsi poi, sempre per traccia di sentiero, verso sinistra risalendo dei ghiaioni che conducono alle vie più corte della parete, sul lato sinistro.
Superate le vie Man-ilia e 46° parallelo (con scritte ben visibili sulla roccia) si trova l’attacco della via Trento, con scritta più piccolina in rosso (comunque ben visibile).

Descrizione dei tiri

La via è chiodata in modo sportivo, con distanza tra un chiodo e l’altro di 3-4 metri. A nostro parere non è necessario integrare, ma si possono eventualmente utilizzare alcune fettucce ed eventualmente dadi come ulteriori protezioni in alcuni punti. Ad ogni modo i passi su placca sono sempre obbligatori e non proteggibili.
Soste su fix sempre da collegare con cordini.

  1. 3+ (25 mt) – Attaccare a sinistra della scritta e seguire lo spallone che delimita la placca liscia stando alla sua destra fino a giungere su un primo terrazzino dove si sosta. Volendo, il primo e il secondo tiro si possono unire ma noi abbiamo preferito spezzarli per non avere le corde troppo pesanti.
  2. 4 (25 mt) – Seguire lo spallone stando sempre sullo spigolo per 6-7 metri, poi obliquare in diagonale sinistra per placche fino a raggiungere un terrazzino dove si sosta.
  3. 5b (50mt) – Tiro lungo e a tratti impegnativo. Superare il muretto a monte della sosta fino a raggiungere un terrazzino. Proseguire verticalmente con un passo piuttosto delicato, seguire poi in leggera diagonale destra per placche fino a raggiungere la sosta.
  4. 5a (40mt) – Si affronta subito un passo di quinto appena sopra alla sosta dove bisogna andare di spalmo, poi si arriva ad una specie di terrazzino dal quale bisogna traversare in orizzontale verso sinistra per circa 6-7 metri (3+ ma esposto), infine si prosegue in verticale infilandosi in un paio di diedrini (4) che conducono alla sosta
  5. 4+ (45mt) – Si rimonta verticalmente per facili roccette per circa 25 metri fino ad incontrare un passo di placca piuttosto brutto con mani completamente lise dalle ripetizioni. Spalmare il piedone e uscire di fiducia. Io sono andato su dritto e l’ho trovato abbastanza difficile, Erica è andata leggermente a sinistra e l’ha trovato più facile. Boh, vedete voi.
    Poi ultimi metri su roccette e ghiaietta (attenzione a non far cadere sassi!) fino alla sosta.

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