Via Orizzonti Dolomitici – Piccolo Dain – Parete della Centrale

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SARCHE (TN) (249 m slm) –  Via Orizzonti Dolomitici – disliv. arrampicata 250 m – VIA SPORTIVA – 5b obbl.

Questo weekend abbiamo deciso per una due giorni nella splendida zona di Arco di Trento, piccolo paradiso dell’arrampicata e vera e propria perla dell’alto Garda.
Avevamo appena comprato la guida “Arco Pareti” di Versante Sud dove sono recensite tutte le vie multipitch della valle del Sarca e abbiamo voluto metterla subito alla prova con una vietta non molto impegnativa ma abbastanza lunga, che ci permettesse di goderci appieno la giornata.

A parte la via Trento alle Placche Zebrate non avevamo mai fatto vie lunghe da ste parti, quindi ci siamo affidati un po’ alla guida e ai giudizi dell’autore per orientarci.
Abbiamo scelto questa via, Orizzonti Dolomitici, dal nome molto altisonante e con giudizi positivi riguardo la bellezza dell’ascensione.

Si tratta di una via con chiodatura sportiva, devo dire anche molto ravvicinata e decisamente plaisir, non fosse per il fatto che le infinite ripetizioni hanno liso molto la roccia nei primi due tiri e nell’ultimo tiro che è parecchio gommato. Per il resto l’arrampicata è divertente e i punti su placca sono su roccia buona e solida.
Attenzione invece ai tiri più semplici e al diedro del penultimo tiro dove è molto facile staccare sassi anche di dimensioni considerevoli. Tenendo conto che la via è una classica della valle, consigliamo di partire presto per evitare di trovare traffico, cosa che spesso accade in stagione.
Noi siamo stati fortunati e nonostante fosse sabato, non abbiamo trovato nessuna cordata davanti a noi (abbiamo attaccato attorno alle 8:45).

Se volete un ingaggio un po’ maggiore, potete invece fare la via Amazzonia che si trova subito accanto (attacco in comune, si prende dopo il secondo tiro procedendo a sinistra in traverso) che dicono essere molto bella e un po’ più continua di questa.

Avvicinamento

L’altro grande pregio di questa via è che l’avvicinamento è praticamente nullo: si e no 5 minuti.
Arrivati al paese di Sarche, dalla rotonda in mezzo al paese prendere la strada che sale in direzione di Madonna di Campiglio e dopo un benzinaio, scendere su una stradina che conduce in un ampio parcheggio. Attraversare quindi la strada a piedi e prendere una stradina dalla parte opposta che porta verso la centrale Enel a pochi centinaia di metri di distanza fino al cancello di ferro che ne delimita l’ingresso.

Descrizione dei tiri

Si attacca proprio accanto al cancello dell’impianto dell’Enel. Tutte le soste sono dotate di catena di ferro. Se non trovate la catena, avete sbagliato via (se ne incrociano altre in alcuni punti).

  1. 4b (30mt) – Rimontare verticalmente sfruttando il muro del cancello e superare un passo più delicato, poi proseguire in diagonale sinistra fino alla sosta. Roccia unta
  2. 3a (35mt) – Continuare a traversare a sinistra con un paio di rimontine (untissime) fino alla catena di sosta
  3. 5a (30mt) – Spostarsi ancora a sinistra qualche metro, risalire una rampa diagonale che conduce ad una placca verticale che va risalita su buoni appigli
  4. 4a (25mt) – Dalla sosta risalire per facili rampe in diagonale destra fino ad un terrazzino alla base delle placche del tiro chiave
  5. 5b (30mt) – Salire verticalmente, poi in diagonale sinistra fino ad un terrazzino alla base di una placca. Affrontare la placca. Per l’ultimo passo, io mi sono spostato leggermente a destra dove la parete strapiomba un po’ trovando mani migliori per uscire fino in sosta
  6. 4c (30mt) – Bel tiro. Salire verticalmente sfruttando una bella lama. Spostarsi poi verso sinistra, uscire su un piccolo ballatoio esposto e risalire verticalmente fino alla sosta
  7. 5a (25mt) – Seguire una facile rampa sulla sinistra fino ad una placca che va risalita verticalmente
  8. 4a (25mt) – Facili rampe in diagonale destra fino alla base di un evidente diedro dove si trova la sosta
  9. 4c (25mt) – Salire il facile diedro facendo molta attenzione agli appigli e agli appoggi sulla destra che spesso sono ballerini o si staccano. Al termine del diedro uscire sulla sinistra fino ad un terrazzino dove si trova la sosta
  10. 5b (25mt) – Dalla sosta spostarsi a destra qualche metro e rimontare lo strapiombo con ottime mani e pochi piedi. Portarsi sotto una placca verticale che, personalmente, ho trovato difficile in quanto tutti gli appigli sono molto consumati. Per arrivare alla tasca ho sfruttato il diedro di destra e mi sono poi spostato in placca. Uno più alto magari ci arriva. Noi siamo nani. Proseguire poi fino alla sosta
  11. I (25mt) – Questo si può fare anche slegati. Si sale sulla destra per roccette e per traccia di sentiero fino ai paravalanghe dove c’è un comodo spiazzo per mettere via l’attrezzatura

Discesa

Dai paravalanghe, evitare la traccia di sentiero che procede in discesa; prendere invece quella che procede in salita per qualche centinaio di metri fino quasi sotto al muro verticale del Piccolo Dain. Lì si incontra il sentiero ufficiale che va seguito questa volta in discesa (a destra). Superato un punto attrezzato con catene, si incontra un bivio segnalato in rosso su una roccia. Prendere il sentiero che scende ripido nel bosco fino a Sarche.

 

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