Anello malga Vaglianella – Val Gelada: ciaspo-pellata di sant’Ambroeus

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Campo Carlo Magno (1.680 m s.l.m.) Pinzolo (TN) – Malga Mondifrà (1.600 m s.l.m.) – Malga Vaglianella (1.820) – Primo risalto della Val Gelada
Ciaspolata/Skialp: dislivello 700 m circa (solo fino al primo risalto della Val Gelada) – sviluppo 8 Km circa; esposizione N – N/O

Anche quest’anno siamo riusciti a raggiungere il Brenta per il ponte di Sant’Ambrogio e la fortuna è stata dalla nostra parte: giornate bellissime di cielo terso, con l’unica eventuale “lamentela” riguardo al freddo pungente, dovuto anche al fatto che per la giornata odierna abbiamo deciso di andare in….val Gelada!
Ma allora ce la cerchiamo….. 😛

p.s. per chi preferisse stare al sole, proponiamo un altro giro più semplice, sul lato Pradalago che abbiamo fatto il giorno seguente, ovvero uno dei possibili anelli delle Malghette.

In realtà questa gita non era voluta nel modo in cui l’abbiamo fatta.
Giunti a Malga Mondifrà, pur sapendo che il sentiero corretto non partiva da dove l’abbiamo attaccato, ci siamo fatti ingolosire da una traccia ben marcata prima della malga che però portava a Malga Vaglianella invece che in val Gelada.
A quel punto abbiamo dovuto reinventarci l’itinerario, tracciando tutto il collegamento tra la Vaglianella e la val Gelada.

Ma è stato bello così perché questo sentiero non l’avevamo mai fatto nemmeno in estiva e quindi ne è venuto fuori un tratto nuovo di Brenta, seppur breve.

La gita si può fare sia con le ciaspole sia con gli sci d’alpinismo, detto questo non è l’ideale né per la prima né per la seconda condizione! 😉
Con le ciaspole il traverso che conduce in val Gelada è da brividi e anche la risalita del primo muro non scherza.
Con gli sci invece, si tratta di una “scammellata inutile” con tanto sviluppo ma poca soddisfazione in discesa, a meno che non si arrivi fino in testa alla val Gelada, e allora da lì si ha il tempo di godere per bene anche della discesa.
Ma in tal caso ha molto più senso partire sulla traccia “giusta” che è quella che si sviluppa dopo aver superato la Malga Mondifrà.

Ad ogni modo, noi come sempre ci siamo divertiti e abbiamo aggiunto alla nostra conoscenza dell’ambiente locale un altro micropezzettino di Brenta, ignoto fino ad oggi, cosa che non guasta mai.

Avvicinamento

Arrivati a Campo Carlo Magno, lasciare l’auto nel parcheggio del centro sci di fondo (non si potrebbe!!!) oppure circa 200 metri a monte nel parcheggio più grande lungo la strada (meglio).

Traversare le piste da fondo (con la dovuta attenzione a non guastare i binari) in direzione della val Gelada, ben visibile di fronte.
Bisogna raggiungere la Malga Mondifrà che si incontra più o meno facilmente dopo circa 20-30 minuti di grazioso boschetto, prima in discesa fino al fondovalle e poi in leggera risalita fino alla strada e alla malga.

Noi abbiamo imboccato un’evidente traccia scialpinistica poche decine di metri prima della malga e che ci ha condotti alla malga Vaglianella attraverso i dossi di Vagliana.
Se il vostro obiettivo è la val Gelada, proseguite invece per circa 50 metri oltre la Mondifrà e troverete sulla destra la traccia “corretta”.

Per chi invece volesse provare il nostro stesso anello, di seguito la descrizione del percorso.

Descrizione del percorso

Dalla Malga Mondifrà, si sale con pendenza modesta in un bellissimo boschetto con la traccia che dopo alcune S tende decisamente in direzione destra / sud (cosa che ci ha fatto presagire di non star seguendo il percorso della val Gelada che ben conosciamo).

E in effetti prima ci si ricollega alla strada forestale e in seguito, entro breve, si raggiunge la malga Vaglianella dove è finalmente chiaro l’errore iniziale (proseguendo lungo la forestale si arriva comodamente alla Malga Vagliana e ancora oltre al Rifugio Boch)

Poco male: esattamente sopra alla Vaglianella esiste un sentiero che ricollega verso la val Gelada ma nel nostro caso non era tracciato, così ci siamo dovuti basare sul GPS per ripercorrere più o meno il sentiero estivo ed evitare di finire “male”…. 😉

Si sale dapprima in un ripido bosco con qualche passaggio non semplice se da tracciare, poi raggiunto un pianotto, si segue più o meno verso est / nord est fino da un albero con una strisciata rossa/bollo abbastanza evidente.

Da qui inizia il traverso che conduce in val Gelada e che passa sopra ad un ripido precipizio roccioso, motivo per il quale SCONSIGLIAMO DECISAMENTE di intraprendere questo percorso se non ben tracciato o se non siete molto confident con gli arnesi che avete ai piedi, qualsiasi essi siano.

Il traverso passa molto vicino alle rocce e ogni tanto gode della protezione di qualche alberello a valle, detto questo ci sono punti dove un cedimento della neve può condurre ad una brutta fine…. quindi ocio.

Entro breve si giunge alla base del primo muro della val Gelada, il più ripido.

Noi decideremo di proseguire visto che il nostro obiettivo era proprio di salire la stessa, peccato che nel frattempo s’era fatta una certa e che risalire il pendio con le ciaspole* non è facilissimo.

Il percorso si sviluppa sul lato destro della valle, salendo un pendio senza alberi e molto ripido che nella parte finale si avvicina molto alle rocce di destra.

Al termine, si traversa verso il centro della valle fino a raggiungere la conca che precede il secondo risalto della val Gelada e a partire dal quale è anche possibile inoltrarsi verso il canale (visibile di fronte durante il traverso) che conduce invece sul percorso della cima Sassara (percorso alpinistico, attenzione).

Erica con le ciaspole a metà del primo muro ha desistito e ha preferito attendermi a valle, quindi raggiunta la base del del secondo muro sono sceso anche io con gli sci godendomi una splendida discesa su polvere stellare (ma con qualche sassetto che spuntava a causa della poca neve caduta).

Ovviamente inutile dire che volendo si può proseguire verso la bocchetta dei Tre Sassi percorrendo i pendii meno ripidi che stanno sul lato sinistro della valle e che da qui, in circa un’oretta portano fino al passo.

Al termine della discesa, giunti nella conca sottostante, si prende il normale sentiero della val Gelada fino a raggiungere la forestale con i cartelli che indicano la Vaglianella.
Noi invece proseguiamo lungo il sentiero che scende verso sud-ovest nel tornante immediatamente sottostante ai cartelli, fino a tornare alla malga Mondifrà.

Poi con percorso inverso si rientra a Campo Carlo Magno e al parcheggio del fondo o a quello soprastante.

Giudizio

Pur essendo un percorso nato da un errore, non è stato affatto spiacevole.
Il bosco che conduce alla Vaglianella da Mondifrà è molto bello e sempre su terreno gradevole.
Il collegamento tra Vaglianella e la val Gelada, invece, è da “invernalisti esperti”, quindi ocio lì.
Giunti poi in val Gelada, il percorso è quello consueto che porta alla bocchetta dei Tre Sassi, una delle gite più classiche del Brenta invernale e che troverete descritta in mille recensioni, decisamente più adatta agli sci che alle ciaspole* in ogni caso.

Mettiamola così…..consigliamo sta gita quasi a nessuno! 😛
Ma se qualcuno si dovesse ritrovare nella nostra stessa situazione e volesse raggiungere la val Gelada da Vaglianella, ecco descritto l’itinerario! 😀


*per chi non ha gli sci ai piedi: visto che la val gelada è appunto gelada, è possibile che la traccia sia sufficientemente solida da poter essere percorsa in gran parte con scarponi/ramponi. Certo, magari si affonda un po’ e diventa più faticoso, ma potrete provare ed evitarvi un prematuro retrofront. Quello che non eviterete saranno i santi che tireranno giù gli sci-alpinisti, se gli rovinate la traccia 🙂

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