Trekking in Hokkaido, Giappone – istruzioni per l’uso

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QUALCHE SUGGERIMENTO TRA IL SERIO E IL FACETO PER CHI, COME NOI, VOLESSE CIMENTARSI IN UN VIAGGIO ITINERANTE NELLA PARTE PIU’ SETTENTRIONALE DELLA TERRA DEL SOL LEVANTE, CON MINICLASSIFICA DEI CAMPEGGI CHE ABBIAMO PROVATO

Il trekking è alla portata di tutti: serve pochissima attrezzatura, che si può comodamente trasportare in aereo, ed è un ottimo modo per scoprire un territorio, la sua morfologia, la cultura dei suoi abitanti, la sua storia e la sua anima.
Camminando si possono raggiungere luoghi inaccessibili altrimenti, si ha il tempo di osservare e di chiacchierare, di respirare e di pensare al ritmo del paesaggio che ci circonda.

L’Hokkaido, l’isola più settentrionale del Giappone, ben si presta ad essere scoperta anche attraverso vari trekking, più o meno lunghi, più o meno impegnativi: è una terra con una bassissima densità abitativa, molto selvaggia. Puoi non incontrare segni di urbanizzazione per chilometri, gli animali selvatici sono i sovrani incontrastati delle foreste e delle coste, tanto che facilmente li si incrocia lungo il cammino. Il che è molto bello, nella stragrande maggioranza dei casi e con qualche eccezione!

A seguire qualche nota di carattere generale: dedicheremo articoli specifici ai vari trekking che abbiamo fatto (meno di quelli che avevamo previsto, dato che ahinoi ci siamo beccati parecchi giorni di maltempo dovuti al passaggio di un tifone!)

A tale proposito…
IL METEO

Se in generale in montagna il meteo è sempre un terno al lotto, dalla nostra seppur breve esperienza estiva possiamo affermare che in Hokkaido lo è ancora di più!

Gli stessi abitanti del posto sono tarati sull’imprevedibilità del meteo.
Nel nostro caso le giornate di tempo stabile, nel bene e nel male, si sono contate sulla punta delle dita, quindi attrezzatevi: quando c’è il sole, in agosto, fa molto caldo anche in montagna, mentre con nuvole basse e vento/pioggia le temperature crollano verticalmente. Nello stesso giorno le due condizioni possono alternarsi anche più volte.

Quello che abbiamo imparato è che le montagne che sono anche vulcani più o meno attivi (ovvero quasi tutte!) attirano le nubi alla loro sommità; inutile avventurarsi in vetta quando questa è già coperta dalle nuvole, oltre a non avere visibilità si rischia di ritrovarsi in balia di forti venti e umidità insopportabile.


La visibilità che avevamo dorante la salita al vulcano Tokachi

LA LINGUA

In Hokkaido il turismo è prevalentemente locale (moltissimi bikers e motorbikers che percorrono l’isola su due ruote, motorizzate e non), pochissimi -anche nei centri informazione- parlano inglese. Ma come in tutto il Giappone le persone sono gentilissime e si faranno in quattro per aiutarvi! Presso gli onnipresenti visitor center (li troverete all’ingresso di ogni parco naturale, o nella cittadina limitrofa principale) potrete reperire mappe dei sentieri ed altre informazioni utili, tipo la possibilità di incontrare l’orso.

** per farvi un esempio esilarante siamo stati istruiti per 10 minuti in giapponese sulle strategie da adottare nel caso di incontro con il famigerato grizzly (foto qua sotto)



… e a proposito dell’orso
LA FAUNA E I SELVATICI

Imbattersi nei cervi è la norma: ci è capitato spesso di trovarceli anche in campeggio, affatto intimoriti, con cuccioli al seguito. Ma ci sono anche volpi (rispetto a quelle italiche meno timide anche loro), scoiattoli, aquile di mare, ecc… e, naturalmente, l’orso.



Con l’orso qui non si scherza e lo capirete subito dalla serietà con cui i giapponesi stessi trattano l’argomento; si tratta della sottospecie di orsi bruni comunemente nota ai più come grizzly, grossi come un’utilitaria e più aggressivi del “nostro” orso abitano l’Hokkaido in colonie più o meno numerose a seconda della location. Questa è la loro terra, l’uomo non può far altro che mettere in atto ogni strategia per evitarli o per essere evitato da loro: vi consiglieranno di munirvi di campanellino (che fa un casino micidiale ed è abbastanza noioso quando si cammina, ma dicono essere utile e chi siamo noi per smentirli?!) e -ovviamente- di non lasciare cibo o spazzatura che possa in qualche modo attirarli sul vostro cammino. Durante tutte le escursioni che abbiamo fatto non lontano è stato avvistato anche un orso.



Le bestiole, orso a parte, in alcuni casi vi stalkerizzeranno per avere del cibo: inutile dire che i selvatici NON vanno nutriti, proprio per salvaguardare la loro stessa natura. Regola che vale qui in Italia come dall’altra parte del mondo.

Contrariamente al resto del Giappone in Hokkaido pare non ci siano scimmie. Invece ci sono parecchie zanzare, se pensate di dedicarvi alla vita outdoor munitevi di quanto necessario.

CAMPEGGIO IN HOKKAIDO: UNA BELLISSIMA SCOPERTA

Uno dei modi più semplici e più economici di viaggiare in Hokkaido e di dedicarsi al trekking e quello di utilizzare la tenda: vi sono innumerevoli campeggi situati nei punti strategici dei vari parchi nazionali e naturalistici, senza contare che potrete poi utilizzare la tenda stessa anche per trekking di più giorni.

Noi ci siamo portati la nostra, ma in molti posti è possibile noleggiare tutta l’attrezzatura (non sappiamo a che prezzo!)

I campeggi sono generalmente bellissimi e pulitissimi, spesso anche molto panoramici, non sempre attrezzati “all’italiana” (ad esempio, non tutti hanno a disposizione anche bungalow, molto utili nei giorni di pioggia). Visto che non sappiamo se abbiamo avuto fortuna o meno, a seguire la nostra personale classifica di quelli di cui abbiamo fruito, anche perchè trovare informazioni online non è proprio facilissimo!

  • Wakkanai Forest Park Camping Ground ☼ ☼ ☼ ☼
    POSIZIONE E LOCATION: top, in cima alla collina che sovrasta Wakkanai, con vista spettacolare sulla baia e pratino all’inglese, alberi potati e ben curati che salendo diventano un vero e proprio bosco.
    STRUTTURA: non ci sono bungalow, i bagni sono divisi per sesso, datati ma puliti, non c’è doccia nè lavanderia. In compenso vi sono tavolini all’aperto e barbecue comuni con legna. Parcheggio comodo, proprio ai piedi dell’area campeggio.
    GRATUITO.


  • Sounkyo Auto Camping Ground ☼ ☼ ☼ ☼
    POSIZIONE E LOCATION: immerso in una valle verdeggiante, a 7 Km dal paesino di Sounkyo, uno degli accessi al Parco nazionale di Daisetsuzan ove è possibile prendere la comoda funivia Kurodake Ropeway da cui parte uno dei trekking più gettonati della zona.
    STRUTTURA: ci sono diversi bungalow, da 2 e da 4 persone, molto accoglienti. I bagni sono nuovissimi, dotati di docce e lavanderia a gettoni, molto meglio che in hotel. Parcheggio comodo, limitrofo all’area campeggio.


  • Akankohan Camping Ground ☼ ☼ ☼ ☼ ☼
    POSIZIONE E LOCATION: limitrofo al centro abitato di Akancho Akankoonsen, che dal campeggio si raggiunge a piedi passando per il caratteristico insediamento Ainu (5 minuti). Bel prato con alberi delimitato dal bosco, frequentato almeno nel nostro caso da parecchi cervi con relativi cerbiatti, soprattutto all’imbrunire.
    STRUTTURA: non ci sono bungalow, nè docce nè lavanderia (i bagni sì, divisi per sesso) ma questo campeggio ha un plus veramente eccezionale, che per noi vale 5 stelle. Al suo interno, sotto una tettoia assai utile nei giorni di pioggia, vi è un onsen per i piedi al cui centro si trova un grande tavolo di legno: chiacchiere serali garantite! Parcheggio comodo, limitrofo all’area campeggio.


  • Shiretoko Campground ☼ ☼ ☼
    POSIZIONE E LOCATION: sulla collina ai piedi della quale sorge la cittadina di Utoro, raggiungibile a piedi, comodo per escursioni nella penisola di Shiretoko (da questo lato della penisola partono alcuni trekking, raggiungibili in auto o navetta e dal porto di Utoro le mini crocere che consentono di esplorare la costa).
    STRUTTURA: vi sono alcuni bungalows piccolini, ma non vi sono docce nè tavolini o barbecue all’aperto ecc… Bagni nell’area reception, divisi per sesso. Vicino (5 minuti a piedi) è presente un onsen a pagamento. Parcheggio comodo, limitrofo all’area campeggio.

    PS: abbiamo avuto modo di vedere anche il campeggio presente a Rausu, dall’altra parte del passo di Shiretoko-toge, e seppure lo Shiretoko Campground non sia niente di che questo di Rausu ci è sembrato peggiore.

  • Odaitofureai Camping Ground ☼ ☼ ☼ ☼
    POSIZIONE E LOCATION: situato sulla baia, quasi in riva al mare, il posto è molto bello paesaggisticamente parlando, ma molto ventoso (almeno quando ci siamo stati noi) e abbastanza isolato. La laguna è frequentata da uccelli acquatici.
    STRUTTURA: pratino all’inglese molto curato, docce nell’area reception, tavolini e barbecue comuni, sono presenti numerosi bungalows. Bagni divisi per sesso. Parcheggio comodo, limitrofo all’area campeggio.


  • Shiraoifurusato 2000 Nennomori Porotonomori ☼ ☼ ☼ ☼ ☼
    POSIZIONE E LOCATION: posto paradisiaco, anche se per raggiungere il Toya-ko, Noboribetsu e Shikotsu (rispetto alle quali il campeggio è baricentrico) bisogna macinare un po’ di chilometri in auto. La scomodità è ricompensata da questo campeggio di eccezionale bellezza, immerso nella foresta (per raggiungerlo è necessario avere l’auto) e -pare- assiduamente frequentato dagli orsi.
    STRUTTURA: i bungalows sono vere e proprie villette su palafitta, con tanto di veranda, dotati di stufa. Le tende possono essere montate ovunque, il prato è curatissimo, i bagni sono divisi per sesso e le docce si trovano nell’area reception, che rimane aperta fino alle 22.00. Sono presenti tavolini all’aperto e zone barbecue. E’ possibile avvicinare l’auto all’area campeggio per scaricare, ma poi bisogna parcheggiarla al di fuori a qualche centinaio di metri a seconda di dove si piazza la tenda.


Se ne avete la possibilità portatevi delle stoviglie da campo: noi per motivi di spazio ne eravamo sprovvisti ed è stato un gran peccato. Come avrete capito nei campeggi c’è spesso la possibilità di usufruire di barbecue comuni, comprando la carne o il pesce nei market avremmo potuto fare delle gran grigliate! Inutile dire che i giapponesi, organizzatissimi, grigliavano da mane a sera…

I SENTIERI: DON’T CROSS THE LINE!

Dicevamo che l’Hokkaido è una terra selvaggia, e i suoi abitanti umani fanno di tutto perchè così si conservi: a noi sembra strano, abituati come siamo a girare liberamente come più ci piace in montagna, ma qui i sentieri sono sacri e non si può / non si deve allontanarsi dalla loro traccia nemmeno di un passo. Spesso affinchè ciò sia lampante i sentieri più frequentati sono delimitati da picchetti o corde fisse / staccionate.

Per noi è stato un po’ seccante: tuttavia con questa precauzione si vuole preservare quanto più possibile la flora montana da calpestamenti vari, e anche l’incolumità dei trekkers che senza volerlo potrebbero avventurarsi in zone pericolose (caldere, geyser, vulcani attivi, esalazioni velenose ecc)

Altra cosa da dire sui sentieri è che in genere i tempi di percorrenza indicati sulle mappe, o suggeriti dai locali, sono un filo dilatati: un trekker minimamente allenato starà sicuramente al di sotto di quanto proposto.

LA SOPRAVVIVENZA: CIBO TAKE AWAY, BAGNO E CAFFE’

Girando in tenda in luoghi mai troppo frequentati (e dove in genere i locali fanno degli orari improbabili, tipo 11.00-18.00!) abbiamo scoperto l’enorme utilità dei minimarket: ovunque, anche nel paesino più sfigato, potrete trovare Lawson Station, Seven Eleven e Seicomart che chiudono molto tardi la sera e aprono prestissimo la mattina.

Qui troverete bagni pulitissimi, un caffè decente (ovviamente caffè americano, per l’espresso dovrete trovare almeno uno Starbucks, o affidarvi alla madonna) e cibo take away, sia freddo sia caldo già pronto oppure da preparare con l’apposito bollitore -tipo ramen: praticamente la salvezza!

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