Canale Pesciola Settentrionale al Resegone: un’alternativa ai percorsi più battuti

Parcheggio funivia Piani di Erna (LC) 610 m s.l.m. – Rifugio Stoppani 890 m s.l.m. – Piani di Erna 1.375 m s.l.m. – Uscita Canale Pesciola Settentrionale 1.720 m s.l.m. circa – Pizzo Monterone 1.757 m s.l.m. – Passo del Giuff 1.530 m s.l.m. – canale di neve/misto – Grado alpinistico AD+, IV max 50° (tratti) per uno sviluppo di 300 metri circa – disliv. complessivo 1.400 m, sviluppo 11Km

In quest’ultimo periodo andare in montagna nei weekend sta diventando un vero incubo:
i percorsi più noti sono presi di mira da orde di alpinisti costretti nella propria regione dal covid, coadiuvati da centinaia di merenderos che vanno in massa a caccia di un buon pranzo in rifugio, come mai è successo nella storia precedente.

Ormai scegliersi le gite sta diventando sempre più difficile e quindi se si vuole fare del sano alpinismo senza fare la fila, bisogna andare alla riscoperta di percorsi in disuso, in parte abbandonati o poco battuti.

E’ stato il caso di questo canale, che pur trovandosi su una delle montagne più gettonate della Lombardia, è quasi dimenticato.
I motivi possono essere tanti: uno tra tutti, arrivando in cima si atterra molto lontani dal rifugio Azzoni e serve un’ora e mezza di percorso di creste per arrivarci.
Per di più il canale è piuttosto breve e ha difficoltà su neve basse (50°…forse 55° qualche metro) rispetto all’impegno richiesto dall’unica parte di misto presente a metà (IV).
Di conseguenza si configura come un canale troppo ostico per i neofiti e troppo poco interessante per quelli più bravi.

A noi invece questo weekend è sembrato la soluzione perfetta, in quanto cercavamo qualcosa che fosse fuori dai soliti percorsi e con un ingaggio per noi sopportabile, soprattutto a inizio stagione e con il poco allenamento di gamba che abbiamo per queste cose.

Ci siamo divertiti molto anche perché ci siamo ritrovati da soli (unica compagnia i camosci che ci guardavano strano), su un canale non tracciato e tutto da esplorare e abbiamo avuto anche le nostre belle gatte da pelare per superare il tratto centrale di roccia dato IV- dalle poche relazioni esistenti, ma che noi daremmo almeno di IV pieno per un passaggio di camino dove salire con i ramponi ai piedi è tutt’altro che semplice.
Vi racconteremo nella descrizione più sotto.

Avvicinamento

Giunti al parcheggio della funivia che porta ai Piani d’Erna, si prende il sentiero n° 1 (guardando i fabbricati tutto a destra) che in circa 30-40 minuti conduce al rifugio Stoppani, superato il quale si segue poco dopo la deviazione sulla sinistra verso i Piani d’Erna che si raggiungono per ripido bosco in circa 1h e 30 dal parcheggio (normalmente si può anche salire con la funivia, ma trattandosi di canali a basse quote, consigliamo decisamente di alzarsi presto e di arrivarci a piedi prima dell’apertura degli impianti).
Giunti ai Piani, seguire il sentiero n° 10 direzione Canale Bobbio per circa 20 minuti fino a quando lo stesso non devia in direzione est.
Proseguire per circa 100 metri fino a quando il sentiero riprende la direzione sud.
Da lì parte il canale Pesciola settentrionale.
Nel nostro caso è stato facile individuarlo in quanto si è trattato della prima lingua nevosa lungo il sentiero 10, ma a volte la neve non arriva a lambire il sentiero.
Guardate le foto per dettagli su come riconoscere l’attacco.

Descrizione della via

Dall’attacco si sale con pendenze moderate sui 40° fino ad incontrare una grossa roccia nel centro.
Qui le pendenze calano leggermente e in breve si raggiunge l’evidente salto roccioso centrale che rappresenta un po’ il fulcro della via.
Arrivati a ridosso del blocco del canale, seguite il ramo di sinistra fino al suo termine, alla base di un caminetto roccioso di 15-20 metri, a seconda dell’innevamento.

Il camino non presenta difficoltà insormontabili (anche perché è protetto da 4 chiodi), fatto salvo per il risalto caratterizzato da un grosso sasso incastrato, sul quale con i ramponi ai piedi abbiamo avuto non poche difficoltà a raggiungere il terrazzino superiore.
La parete di sinistra è molto liscia e le punte del rampone non ci hanno garantito sicurezza, così siamo riusciti a superarlo solo grazie ad un incastro del corpo nel camino fino a riuscire ad alzare i piedi a sufficienza per arrivarci.

Nelle relazioni lette è dato IV-. Noi come riferimento consigliamo di considerare almeno un IV, almeno se il passaggio non ha ghiaccio sulla sinistra perché il rampone non tiene.
Poi magari non siamo capaci noi, cosa molto probabile 😛
Ma tant’è….vi abbiamo avvisati. 😉

Altro punto di attenzione molto importante è dettato dalla sosta al termine del passaggio roccioso.
Quando siamo arrivati noi era appesa su un solo chiodo che ballava pure.
L’altro chiodo era a penzoloni sulla fettuccia e sono riuscito a ribatterlo alla bell’e meglio in un punto diverso da quello originale usando il martello della picca, ma onestamente consigliamo di portarsi un paio di chiodi propri da piantare per creare una sosta più solida, perché quella esistente è quasi andata a furia di rigeli e disgeli e anche a causa del fatto che questo canale è pochissimo ripetuto.

Se uscite da questo passaggio, il resto del canale è abbastanza lineare e senza grosso impegno: basta proseguire in verticale aggirando in breve uno sperone roccioso passando alla sua destra, poi sempre dritto fino a una biforcazione. Ignorare la lingua di neve che risale a destra più ripidamente (non sappiamo come sia l’uscita).

Prendere il ramo di sinistra che nel breve presenterà i tratti più ripidi del canale fiancheggiando una parete rocciosa (attorno ai 50° / 55° se proprio proprio) e poi quando la pendenza molla si può uscire leggermente sulla destra (possibile cornice).

Come al solito ho cannato il nome della cima ma perdonatemi 😛

Discesa

Ci sono più opzioni: la più diretta è quella di uscire sul sentiero delle creste verso sinistra e di raggiungere la sella del passo del Giuff da cui parte un sentiero in costa nel bosco che riporta fino ai Piani d’Erna.
Le alternative sono quelle di prendere la destra usciti dal canale e seguire le creste fino ad incrociare il canalone Bobbio (40°, max 45°) e scendere da lì, oppure proseguire ulteriormente fino alla cima del Resegone (circa 1h e 30 dall’uscita del canale) e poi scendere dalla normale.
A voi la scelta in base alla gamba, alla voglia, alla giornata e soprattutto in base a quanto tiene la neve perché giunti in cresta sarete in pieno sole e se non fa molto freddo… meglio scendere direttamente 😉

Giudizio

Canale breve ma divertente, in ambiente selvaggio e assai poco frequentato (2021).
Non presenta grandi difficoltà su neve ma richiede una discreta esperienza in misto perché il muretto roccioso ha almeno un passo affatto banale.
Inoltre le protezioni in loco iniziano ad essere vetuste e richiederebbero manutenzione (soprattutto la sosta a monte!) per garantirne la sicurezza, motivo per il quale consigliamo questo canale solo a chi sa cosa sta facendo.
Può essere una scelta intelligente in giornate di piena in cui ci si vuole semplicemente divertire spicozzando tranquilli tra i camosci, senza la ressa attorno.

Noi abbiamo trovato della neve tutto sommato discreta, sfondosa solo in alcuni tratti.

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