Piz Lagrev

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Era un po’ che dovevamo andare a fare il Piz Lagrev, ma ogni volta che venivamo a JulierPass, trovavamo sempre un freddo polare e quindi sceglievamo sempre il versante opposto che è bello soleggiato per tutto il giorno.
Oggi invece per fortuna niente vento, e con le giornate un po’ più lunghe abbiamo pensato che ci fosse speranza di trovare anche un po’ di sole su questa montagna sempre in ombra.
E difatti è stato così.

Bel sole per buona parte della salita, neve ovviamente ventata e primaverile dopo la settimana appena passata, ma assolutamente godibile e divertente da sciare.

La discesa è stata gradita da tutti, anche dagli splitboarders, quindi diamo un bell’8 alla splendida giornata, portato a 9 abbondante visto che l’abbiamo fatta in giorno infrasettimanale evitando l’ufficio!! 😉
Il weekend sarà brutto, ma almeno porterà ancora un po’ di bella neve fresca che a noi fa solo un gran piacere!

 

Skialp @ Piz Lagrev

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    il Gallo osserva la probabile cima reale del Lagrev

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    Eccoci al parcheggio, dopo una ventina di minuti di discesa. Bella gita, con sciata divertente e pendenze interessanti. Ci siamo divertiti tutti quanti, e il bel sole è stato sempre con noi. Per il reportage della discesa, vi rimando al video del Niggah che arriverà presto a seguito del montaggio. Alla prox!!

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    I Niggah finiscono di preparasi alla discesa

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    Il Gallo chiude l'ultimo scarpone e poi si parte!

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    Ultima salitina del Gallo prima di arrivare sulla cresta

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    Il Gallo e Filippo si godono il paesaggio

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    Filippo è già pronto per la discesa! Attende che il gruppo finisca di prepararsi

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    I fratelli Negroni sulla selletta, magnano, riposano, ridono e scherzano. Il Gallo parte verso la cresta per gustarsi anche lui il panorama verso St. Moritz

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    Soddisfatto, torno sui miei passi. Vedo che nel frattempo il gruppo è arrivato alla selletta e si sta godendo il bel sole

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    Uno sguardo all'orizzonte dalla cresta

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    Ecco il consueto selfie di vetta

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    Vista della valle di St. Mortiz dalla cima

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    Io di ritorno lungo la crestina

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    Intanto che aspetto gli altri, decido di andare fino alla cimetta che vedevo da sotto. Non credo sia la cima ufficiale del Lagrev, ma se non è lei è un'altra delle gobbette paritetiche che ci sono lì accanto. Poco importa. Era giusto per dare un significato al fatto che mi sono portato in spalla la picca per tutto il tempo.... 😛

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    Dalla cresta, c'è una splendida vista verso il lago di St. Moritz, finalmente del tutto ghiacciato

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    Ecco che spunta la cima che vedevamo da sotto! Ormai siamo arrivati sulla cresta!

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    ultimo pendio prima della cresta, anch'esso per buona parte in ombra

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    Passato il lago, si ricomincia a salire, purtroppo in ombra, e purtroppo su un lungo traverso. Io decido di farmelo in speed per restare all'ombra il meno possibile e attendo il gruppo al sole appena arrivato al primo pianoro

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    Ecco il gruppo che si ricompatta e si disgela dopo l'ombra maledetta

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    eccoli che si riarmano di split dopo la discesa a piedi. il Gallo vuole fare il temerario e si tiene 3 metri di discesa per far vedere che lui non ha paura di scendere con la split in modalità salita.... 😀

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    E qui uno sfottò lasciatemelo fare.....i due splitboarders si levano la split per non affrontare 15 metri di discesa fino al lago! A quando il passaggio agli sci? 😛

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    Eccoci in mezzo al lago! Adocchiamo una possibile alternativa come via di discesa, che però escludiamo perché poco pendente

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    Andre e il Gallo cazzeggiano un attimo sul pianoro prima di ricominciare la salita

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    Ecco il gruppo ricompattato alla fine del pezzo brutto. Tutti sorridenti! Ci riposiamo un attimo che ce lo siamo meritati.

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    la prima parte del secondo muro risale in traverso quasi dritta

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    mezzobusto mio col pendio di cui si discuteva pocanzi

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    I ragazzi risalgono il pendio che ci porterà al lago innevato

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    Ripartiamo su un nuovo pendio. Si accende una discussione sulle pendenze...... Filippo da quasi-guida-alpina-navigata sostiene che il pendio alle spalle del Gallo non superi i 30°.....noi sosteniamo che nella parte alta del canalino si arriverà tranquillamente ai 40°. Discussione alla fine sterile....non lo sapremo mai, ma comunque anche secondo me era oltre i 30°.......ste mezze guide sottovalutano tutto.... 😉

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    Filippo in dinamica su uno dei tratti di salita meno pendenti, poco prima del lago

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    Ecco il Gallo e il Niggah prima di affrontare il traverso della muerte. Per fortuna loro avevano indossato i rampant

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    Superato il pezzo duro, si arriva finalmente al sole su un bel piattone. Il Gallo intanto guarda sul versante opposto pensando che forse era meglio andare di là.....ma alla fine sarà contento

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    Dopo aver visto tutti i problemi che ci possono essere in queste situazioni di pendenza e con neve dura, dò un bacetto ai miei sci per l'ottimo comportamento che hanno tenuto nel traverso anche senza i rampant.

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    Andre con le ciaspole, in questo punto è il più svantaggiato. Per evitare il pezzo di neve dura, risale a bordo montagna dove la neve è un po' più soffice, ma la pendenza è notevole e ogni passo gli costa un bello sforzo. Arrivato lì, per uscire dalla brutta situazione, caccia fuori la tavola e fa il traverso in mezza discesa, cosa che gli permette di cavarsene fuori

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    Filippo dà un'occhiata davanti e se la ridacchia tra sé e sé pensando che con le split sto pezzo non sarà affatto semplice. Io ipotizzo di mettere i rampant, poi penso che non sia necessario, e quando però mi ritrovo sul pezzo duro e pendente.....me ne pento. Ma è troppo tardi. Ormai bisogna attraversare così, con i dovuti brividi

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    intravediamo la sella che dobbiamo raggiungere e iniziamo a capire che in alto non sarà semplice

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    Attacchiamo il secondo muro, che da qui non sembra....ma pende un bel po' e tra l'altro nella parte alta ha la neve molto dura e difficile da scalfire. Il traverso finale creerà casini a tutti quanti

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    Arrivano anche il Niggah e il Gallo, dopo breve pit stop per indossare i rampant

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    Risaliamo il primo muretto che purtroppo è in ombra e pieno di roccette a vista. Per fortuna in discesa non creeranno problemi

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    Ecco Phil appena arrivato nella valletta sopra al primo muro

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    Già nella prima parte della gita, troviamo neve piuttosto dura che in alcuni punti si rivela insidiosa per le pelli. Ma senza troppe rogne. Qui il Gallo e il Niggah verso la fine del primo muro.

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    Il Gallo in preparazione

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    Andre ciaspolato e pronto!

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    altra bella costruzione del vento

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    Ecco finalmente il lago alpino, totalmente coperto di neve e tranquillamente attraversabile. Sullo sfondo, la nostra cima e l'ultimo pendio pendente che dobbiamo risalire.

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    Filippo avvista il colletto che dà sul lago e parte in quarta

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    uno dei tanti scorci di graziosa neve ventata di oggi

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    Ecco l'attacco della nostra salita. Filippo è già pronto e ci attende sul ciclio, ma deve adeguarsi ai tempi dell'Armata Brancaleone che se la piglia giustamente comoda, si cambia, si prepara.....e aspetta anche che il sole salga ancora un pochino visto che a nessuno piace l'idea di stare all'ombra con -8°.... 😉

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