Caprile Superiore – Santa Brigida (BG) 970 m s.l.m. – Rifugio Passo San Marco 2.000 1.850 m s.l.m. – Trekking – Dislivello 900 m, Sviluppo 13 km circa
Nel 2020, in piena pandemia Covid, l’amico di ravanate Niggah aveva fatto un bel giro ad anello in solitaria che percorreva la Val Mora, fino alla cima del Monte Mincucco; quest’anno prendendo spunto ci siamo tornati insieme: stagione diversa – allora era autunno oggi primavera – ed escursione più easy e meno ravanosa, con mangiata al Rifugio Passo San Marco 2.000.
Una bella sgambata in preparazione di quelle che speriamo ci aspettino questa estate 😉
In questa stagione a queste quote si può godere della montagna in una doppia veste: da una parte i versanti nord sono ancora innevati, dall’altra basta voltare lo sguardo per trovarsi circondati dai crocus che con le loro testoline bianche e viola punteggiano gli alpeggi.

Anche per la presenza della neve in alcuni punti abbiamo scelto di modificare un po’ il giro rispetto ad allora, e visto che in questo caso abbiamo fatto un’uscita in compagnia, abbiamo pensato che ci stava benissimo la pausa pranzo al Rifugio. E che pranzo ragazzi! Al Rifugio San Marco si mangia da Dio, e questo fa pesare un po’ di meno il fatto che la maggior parte delle persone qui ci arriva comodamente in macchina o in moto 😀
Noi percorreremo invece la Via Mercatorum attraverso la Val Mora, passando ancora una volta dal bel Lago Artificiale a quota 1.540 m. Dovremo attendere la tarda mattinata per avere un bel cielo blu sgombro da nubi, ma anche questo fa parte della stagione.
Avvicinamento automobilistico
Raggiunta Santa Brigida in Alta Val Brembana, si prende la strada abbastanza stretta che porta a Caprile Superiore o Caprile Alto, passando dal paesino di Taleggio.
Poco prima che la strada finisca, in corrispondenza di un tornante e di un’area Pic Nic, c’è un ampio spiazzo dove è possibile posteggiare.
Percorso
Si sale subito al borgo di Caprile Alto, passando tra le case, per poi addentrarsi nel bosco camminando in costa. Si resta “bassi” fino ad intersecare una strada sterrata, che si segue per pochi metri per poi deviare a sinistra su sentiero.
Il sentiero prosegue a lato del Torrente Mora, con qualche strappo più marcato in salita, sempre nel bosco, fino ad attraversare il corso d’acqua e cambiare versante idrografico: poco oltre il ponticello sulla sinistra una bella cascata e una marmitta dei giganti.
Numerosi cartelli ci ricordano che stiamo percorrendo la storica Via Mercatorum.
Si arriva così alla “casa del guardiano” della diga che chiude il Lago di Val Mora, posizionata proprio ai piedi della diga stessa in una bella radura. Da qui si entra letteralmente “dentro” la diga, seguendo la segnaletica CAI, in un cunicolo con finestrelle quadrate, che sbuca dall’altra parte.
Poche decine di metri in salita e siamo sopra la diga, finalmente lo sguardo può spaziare sul Lago di Val Mora e su tutta l’alta valle. Fino a qui – più o meno – il percorso fatto ricalca quello del 2020.
Da qui in avanti noi proseguiremo verso Passo San Marco, mentre nel 2020 il Niggah optò per risalire a sinistra fino al Mincucco e ridiscendere facendo un anello. Nel nostro caso, essendoci ancora neve su quel versante, tale possibilità sarebbe stata quantomeno disagevole 😉
Proseguiamo quindi in piano costeggiando il bacino artificiale, in mezzo a distese di crochi me-ra-vi-glio-se, seguendo la strada forestale che, dopo un tornante, tenendo la destra, prosegue in salita fino alla strada statale di Passo San Marco. Da qui ancora pochi metri in salita e ci si ritrova comodamente seduti con le gambe sotto al tavolo del Rifugio Passo San Marco 2.000!

Viste le condizioni (nostre dopo aver pranzato 😀 e dei versanti ancora parzialmente coperti dalla neve) siamo tornati al parcheggio attraverso lo stesso percorso, rotolando agilmente a valle.
Giudizio
Un bel giro adatto ai più: difficile perdersi se non nella parte vicina a Caprile Superiore, dove ci sono svariate tracce che si intersecano e dove fa comodo avere una cartografia alla mano, per il resto, una volta imboccata la Val Mora, non si può sbagliare.
La parte superiore della valle è davvero bella, in qualsiasi stagione (vedere l’altro articolo per l’autunno).
Dal Rifugio Passo San Marco – che nonostante il nome non si trova a 2.000 metri bensì a 1.850! – si gode di una vista eccezionale su tutte le Orobie, oltre che – come già più volte sottolineato 😀 – di un’ottima accoglienza culinaria. Bisogna sorvolare sul fatto che, in alta stagione, il Passo è meta frequentata anche da visitatori auto e moto muniti, con conseguente “casino”.
Il sentiero non è difficile, ma lungo (in termini medi) e a tratti abbastanza pendente: come di consueto invitiamo chi lo vuole percorrere a tararsi su dislivello, sviluppo e proprie condizioni psicofisiche.
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Disclaimer
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