Corno orientale di Nefelgiù – Val Formazza – Scialpinismo

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Località la Frua, Riale (Formazza, VB) (1.681 mt) – Corno Orientale di Nefelgiù (2.864 mt) – dislivello compl. 1180mt – Scialpinismo – difficoltà BS – Esposizione prevalente Nord-Nord Est

Erano forse due anni che non facevamo una bella skialpata da queste parti…era ora di ritornare!
Ci organizziamo insieme ad un gruppetto nuovo (amici di amici) e alla fine decidiamo di stare tutti insieme e di fare tutti questa gita che si presenterà molto bene fin dall’inizio.
I pendii sembrano belli, c’è il giusto freschino e la neve sembra buona anche in basso durante la salita.
Ne verrà fuori una discesa notevole, forse addirittura inaspettata da parte di tutti!

Questa gita ha pendenze sempre piuttosto marcate e va affrontata solo in caso di neve completamente sicura.

Avvicinamento

Fare la statale dell’Ossola fino a Domodossola, poi seguire per Crodo / val Formazza e percorrere tutta la valle fino a superare le cascate del Toce quasi al suo termine.
Poche centinaia di metri dopo, lungo la strada sulla sinistra si trova un albergo e a destra c’è un parcheggio per una decina di macchine. Si chiama località La Frua.
Non ci fosse posto in quel parcheggio, lasciare la macchina a Riale e poi scendere 500 metri fino alla stradina (cartello con scritto Alpe Stafel).

Descrizione della salita

Da dietro l’albergo, si segue verso monte puntando in direzione nord-ovest verso una selletta visibile sulla destra. Giunti alla selletta (300mt di dislivello circa, 1900mt di quota), seguire il lungo pendio che si innalza sulla sinistra e che segue l’ampia cresta della montagna fino a raggiungere ed aggirare la montagna che si vede in fondo sulla destra.
Da qui parte un lungo traverso non molto piacevole, sia per la salita che per la discesa, che conduce in una nuova valletta che risale con un ampio canale alla sinistra dell’evidente corno roccioso di Nefelgiù.
La valletta ha una pendenza moderata ma costante e la nostra cima si raggiunge arrivando fino al passo in fondo alla valle e risalendo l’ultimo pendio con un traverso sulla sinistra (nord-ovest).

 

Discesa

La discesa si effettua per lo stesso tragitto della salita con una serie di possibili varianti. Dalla cima, sfruttare il bel pendio che scende poco dopo le rocce di vetta per un centinaio di metri fino sopra ad una conca che va evitata sulla sinistra. A quel punto (e soltanto in caso di neve MOLTO SICURA), è possibile cercare di tagliare in quota sul lato destro della valletta fino a delle rocce, dalle quali parte un pendio ripido e che regala una decina di curve spettacolari. In alternativa, scendere tutta la valletta nel centro con pendenza più moderata ma comunque divertente. Percorrere poi tutto il traverso in velocità per evitare di fermarsi o racchettare.
Riprendere poi la strada dell’andata e godersi gli spettacolari pendii della parte bassa che hanno la pendenza giusta per divertirsi parecchio.

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