Cima Presanella (3558mt)

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da CARISOLO (TN) – VAL NAMBRONE a CIMA PRESANELLA (quasi) – disl. positivo 1640 mt – alpinismo

Visto che le condizioni meteo di quest’inverno sono state a dir poco “eccezionali” (nel senso di particolari….), abbiamo deciso di anticipare la partenza per le vacanze di Capodanno di un paio di giorni per goderci una super finestra meteo che dava cielo terso in tutto il Trentino e di tentare l’ascesa alla Presanella in “invernale”, per la normale est-sud-est (con variante poco prima della vetta, per un canale di 40°-45° su neve).
Io me la ricordavo luuuuunga e faticosa…..e difatti lo è stata anche questa volta!

Abbiamo pernottato al bivacco invernale del Segantini il 29 dicembre e abbiamo tentato la cima il 30. Due giornate perfette dal punto di vista climatico, ma forse non eravamo in forma noi due perché comunque siamo saliti con una lentezza che non ci appartiene e io, arrivato al bivacco Orobica (a 3384 metri, appena sotto la cima), sono stato colpito da mal di montagna, con giramenti di testa, nausea e quant’altro. Prima volta in vita mia!!
A quel punto, ho dovuto girare i tacchi e abbassarmi di quota, facendo perdere la vetta ad Erica quando ormai mancava circa mezz’ora alla cima.

Mi è dispiaciuto molto, ma ad ogni modo la gita è stata davvero splendida e indimenticabile lo stesso, grazie alle bellissime giornate e all’ambiente da favola dell’alta val Nambrone.
Inoltre, il tramonto e l’alba con vista sul Brenta….valgono da soli il prezzo del biglietto! 😉
Enjoy!

Cima Presanella (3558mt)

  • Infine, il nostro percorso GPS fino al punto a cui siamo arrivati. Mancava uno sputo.....ma quando stai male non vale la pena rischiare. Ad ogni modo tutti contenti e gita indimenticabile!

  • Ma prima, una foto della bassa val d'Amola, vista dallo spallone sotto al rifugio

  • Ripercorriamo i nostri passi lungo nevaio sotto il Monte Nero, fino alla morena e al rifugio Segantini.

  • Incontriamo un gruppo di signori trentini che ci fanno una foto insieme. Io sono ancora un po' morto.....ma visto che l'altitudine sta calando, riprendo piano piano colore e forza fisica

  • Ultimo saluto al Segantini, e si scende verso la macchina!

  • Tornati in val d'Amola, appare di fronte a noi la bella cima di Cornisello, una delle possibili gite che avevamo in mente per questa vacanza. Sarà per la prossima volta!

  • Eccoci di fronte al muro di roccia della via normale che discende sulla vedretta di Nardis. Ancora qualche roccetta e potremo riposarci qualche minuto sulla vedretta

  • Ecco la croce di vetta di fronte a noi. Manca pochissimo.....mezz'ora circa e 150 metri di dislivello. Ma io non sto bene per niente: ho conati di vomito e mi gira la testa di brutto. Cerco di ripigliarmi per riuscire ad andare in cima con Erica, ma anche lasciando trascorrere del tempo, la situazione non migliora. Dev'essere proprio il famigerato "mal di montagna", che sperimenterò per la prima volta in vita mia. Dico ad Erica di andare in cima da sola, ma non acconsente. Quindi a quel punto.....non mi resta che girare mestamente i tacchi e cercare di tornare il più in fretta possibile ad una quota che mi faccia passare il malore, altrimenti sono cazzi amari!!

  • Erica dentro il bel bivacco Orobica, uno dei più alti bivacchi che ci siano in giro per le nostre montagne

  • Siamo al bivacco Orobica. Mentre io "evacuo" in un luogo appartato tra le rocce, Erica fa foto artistiche dall'interno del bivacco

  • la ferrata sarà molto semplice e non ghiacciata, quindi in pochi minuti arriveremo al passo. Qui Erica mentre affronta l'ultima scaletta verso il passo

  • Sono dispiaciuto e dolorante.......ma non posso fare altro che scendere. Accetto il verdetto e provo ad incamminarmi all'inverso sulla parte esposta e pericolosa che c'è prima del bivacco Orobica. I risultati non saranno dei migliori... 😉

  • Erica in mezzo al canale. Ormai non ci fa neanche più caso.....ste pendenze la fanno ridere!

  • Ecco il tratto più pericoloso che bisogna affrontare lungo il percorso. Si scende per qualche metro su roccette esposte per poi risalire dalla parte opposta, fino a raggiungere il bivacco Orobica, a 3384mt, pochi metri sotto la cima.

  • ecco l'imbocco del canale nevoso

  • Ecco invece il tratto che ci porterà verso l'anticima della Presanella. Qui inizio a stare male sul serio. Sono spossato.....ho un principio di mal di testa e sento che qualcosa non sta andando per il verso giusto. Decido di abbandonare lo zaino in modo da favorire la salita. Un po' aiuterà.....ma non basterà.

  • Eccoci sulla vedretta di Nardis! A questo punto abbiamo due possibilità: o seguiamo la via normale che sale con un'altro pezzo ferrato sulle rocce alla nostra destra, oppure saliamo dal canalino nevoso che si vede alla nostra sinistra. Decidiamo di fare un anello, salendo dal canale all'andata, per poi scendere dalle roccette al ritorno

  • A metà della discesa sul pezzo esposto, ho uno svarione serio che mi porta a sdraiarmi sulle rocce per qualche minuto. Ogni passo che faccio è una sofferenza e mi gira la testa di brutto. Anche il colore della mia pelle è parecchio cadaverico.............ma devo farmi forza e scendere più in basso. E' l'unico modo per farmi passare il malore.

  • Accanto a noi, diventa ben visibile la cima Adamello (la punta nevosa sullo sfondo a sinistra)

  • Siamo ormai nella parte alta del nevaio che conduce alla bocchetta di Monte Nero, da cui dovremo passare per entrare in val Nardis, punto di accesso verso la nostra cima. Ci aspetta a breve una ferratina per raggiungere il passo. Intanto ci gustiamo la luna che va a tramontare lentamente di fronte a noi

  • Erica all'uscita del canale. Percorrendo questa strada abbiamo sicuramente risparmiato un bel po' di tempo.

  • Usciti dal canalino, appare finalmente sullo sfondo la nostra cima....ma c'è ancora un bel tratto da percorrere!

  • Le fantastiche luci dell'alba guardando verso valle

  • Erica mi guida verso valle, scegliendo questa volta il percorso della via normale

  • Di fronte a noi, le rocce su cui si sviluppa la ferratina che conduce in val Nardis. Abbiamo già indossato l'imbrago al rifugio e quindi siamo pronti a salire

  • Prima di scendere (e mentre mi ripiglio), fotazza del gruppo dell'Adamello con Caré Alto (tutto a sx), pian di Neve e Adamello (tutto a dx). Meraviglia!!

  • Visto che non siamo potuti arrivare fino alla croce di vetta, sfodero questo reperto archeologico in cui poso (all'età di 16 anni circa) di fronte alla croce della Presanella. Bei tempi!! Ma ricordo che avevo fatto una fatica porca pure a quell'età!! 😉

  • Attorno alle 7:05, inizia a vedersi la prima luce che appare alle spalle del gruppo del Brenta, regalandoci un'alba da paura!!

  • Gab con le prime luci dell'alba, a pochi centinaia di metri dall'attacco della ferrata

  • Erica si gode il rossore dell'alba sul coreografico Monte Nero

  • Pensavamo di partire verso le 5 - 5:30, ma vogliamo arrivare ad affrontare la ferrata con le prime luci dell'alba, quindi decidiamo di posticipare la partenza alle 6 - 6:15 per essere sicuri di avere luce nella parte che rischia di essere ghiacciata. Qui Erica in partenza dal bivacco verso le 6:15

  • Appena cala il sole, la temperatura scende di parecchio. Siamo a 2300 metri circa e ci saranno -5° o giù di lì dentro al bivacco. Per fortuna siamo solo in 4 nel bivacco e quindi potremo usare ben 4 coperte per il nostro letto. Nel frattempo, nonna Abelarda, attende l'ora della nanna.....sulla sedia.....con la copertina di ordinanza.... 😀 😀

  • Erica fa stretching sulla staccionata del rifugio, gustandosi i colori che cambiano sul Brenta

  • Torniamo al rifugio e la vista sul Brenta inizia a diventare conturbante con l'avvicinarsi del tramonto

  • Siamo ormai nel punto centrale del tramonto, con le dolomiti che si colorano di rosso/rosa. Una meraviglia!

  • Erica e l'ultima bella luce sul Brenta

  • E' calato il sole ed inizia a fare freddo. Sbaracchiamo le quattro balle che abbiamo lasciato fuori e ci chiudiamo nel bivacco invernale, lasciando trascorrere il tempo

  • Un ometto costruito da Erica per segnarci meglio la strada qui nella zona delle pozze, dove il sentiero è poco visibile

  • Partiamo quindi in direzione della morena del ghiacciaio attraversando questi splendidi slarghi ghiacciati del torrente

  • Ci alziamo quindi lungo la morena e godiamo alle nostre spalle del bellissimo paesaggio offerto dalle dolomiti di Brenta

  • Arrivati sul fondo della morena, diventa ben visibile la cresta Nord-Ovest della Presanella e notiamo quel bel canale che risale poco a sinistra del passo e che dev'essere carino da risalire! Ma ci penseremo in un'altra occasione. Domani ci aspetta l'itinerario che segue il versante Est-Sud-Est.

  • Io osservo il percorso che risale fino alla bocchetta di Monte Nero e che dovremo seguire la mattina successiva.....intanto pregusto e ho l'acquolina in bocca... 😛

  • Erica sull'ultimo tratto della morena

  • verso la fine della morena, c'è questo sassone appuntito che sembra messo lì apposta come un menhir a riproduzione del Monte Nero, ben visibile sullo sfondo, e di cui sembra condividere la forma per buona parte. Non so se sia casuale o meno.....ma è un dettaglio interessante! 😉

  • Torniamo alla zona del torrente ghiacciato ed Erica si diverte a sgommare sul ghiaccio come i pazzi 😉

  • Ecco Erica nella parte finale della morena. Arriveremo fino in fondo alla parte non innevata, anche perché non ci siamo portati dietro ramponi o altra attrezzatura

  • ecco il punto di attraversamento del torrente, con ghiaccio bello solido e azzurro

  • arriviamo al rifugio attorno all'ora di pranzo e ci pappiamo un panino di "riscaldamento", facendoci fotografare da qualche passante

  • Da qui partono vari itinerari che portano, oltre che in Presanella e Monte Nero, anche verso le valli accanto (val Nardis e val Piana). Posto magnifico e con una vista......niente male... 😉

  • Dopo un'oretta di relax al rifugio, decidiamo di affrontare un pezzettino della strada che ci aspetterà il giorno dopo, giusto per portarci avanti e per verificare cosa ci aspetta. Tenuto conto che dovremo partire col buio, sapere già la strada può essere sicuramente utile.

  • la cappelletta del rifugio Segantini con dietro il Monte Nero

  • Erica in risalita dello spallone che porta verso il Segantini

  • Dopo una 50ina di minuti eccoci in vista del bivacco invernale del Segantini, che ci ospiterà per la notte. E' dotato di due ampie stanze con letti a castello, per un totale di 16 posti letto.

  • Partiamo martedì 29 mattina senza correre, svegliandoci con calma e facendo una buona colazione. Parcheggiamo in alta val Nambrone, a poche centinaia di metri dalla teleferica del rifugio Segantini che ci attende questa sera per la nostra prima bivaccata invernale insieme

  • La bella skyline dell'alta val d'Amola, con il Monte Nero bello in vista (la cima a punta) e dietro di lui, la Presanella

  • La strada della val d'Amola che conduce verso la teleferica e il sentiero per il rifugio Segantini

  • Il torrente che scende dalla val d'Amola è a tratti ghiacciato e a tratti scorrevole.....e qui siamo attorno ai 2000mt.

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