Anello Malga Movlina da Massimeno – Val D’Algone, in inverno: enjoy the silence

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Massimeno TN (860 m s.l.m.) – Malga Plan (1.588 m s.l.m.) – Malga Movlina (1.800 m s.l.m.) – ciaspolata/escursione invernale, E – dislivello 1.000 m circa, sviluppo 16,5 km, esposizione OVEST

Malga Movlina e i suoi alpeggi appartengono alla categoria di posti che in estate, essendo raggiungibili con l’auto, vengono letteralmente presi d’assedio dal turismo montano. E, intendiamoci, restano meravigliosi nonostante questo, nonostante il chiasso, il via vai di gente rumorosa e incline al mordi e fuggi che così poco ha a che fare con i tempi della montagna.

Invece d’inverno tutto cambia.

Le strade che d’estate portano comodamente fino ai parcheggi alti d’inverno sono chiuse: il che significa che qui ci si arriva unicamente a piedi, percorrendo un bel po’ di chilometri in condizioni non sempre ottimali; sono luoghi che non hanno alcun interesse per gli alpinisti duri e puri, quelli che cercano la vetta, l’allenamento e/o la gita tecnica, quindi nemmeno loro ci vengono.
C’è una pace incredibile nella stagione invernale, eppure gli impianti di risalita di Pra Rodont sono ben vicini, tanto da essere visibili sulla collina limitrofa.

Siamo capitati qui proprio perchè d’estate non ci sognamo di metterci piede, nonostante il panorama sia strepitoso, con l’idea di salire la Pala dei Mughi a cui però abbiamo rinunciato perchè siamo partiti da una quota ben più bassa di quella che ci aspettavamo (e perchè siamo terribilmente pigri, a volte!)

Avvicinamento

Supponendo che la situazione che abbiamo trovato noi sia quella abituale in inverno, non c’è alternativa se non parcheggiare a Massimeno (860 m s.l.m.), piccolo comune sopra Pinzolo. Difatti, la strada che sale verso Malga Plan (1.588 m s.l.m.) è interdetta da ordinanza comunale a causa delle condizioni meteo stagionali, che tradotto significa che la strada non viene pulita da neve/ghiaccio.

A Massimeno vi sono dei piccoli parcheggi, l’ideale è quello situato poco dopo una grande fontana quadrangolare e coperta da tettoia collocata nell’omonima via (solo pochi posti auto, altrimenti lasciare la macchina nella piazza del paese poche decide di metri prima).
Dal parcheggio si segue una ripida strada asfaltata con indicazioni verso Malga Plan.

Percorso

Questo primo pezzo di strada (dove peraltro è apposto il divieto comunale) noi lo abbiamo trovato totalmente ghiacciato, e quando diciamo ghiacciato intendiamo proprio… una lastra di ghiaccio estesa su tutta la carreggiata, non percorribile se non con ramponi o ramponcini, bella spessa e aggirabile solo tagliando su per il bosco (cosa che abbiamo fatto, evitando il primo tornante).

Questa prima parte è abbastanza noiosa: si svolge tutta su strada forestale asfaltata: il bosco attorno però è davvero bello e se aguzzate la vista potrete vedere qualche scoiattolo.

La prima tappa è Malga Plan, che è già un notevole terrazzo panoramico sul versante opposto della Valle.

Da Malga Plan si hanno due alternative: si può seguire il sentiero che taglia decisamente verso Malga Movlina una volta superata la stalla oppure proseguire su un sentiero/stradello più marcato che prosegue in costa, andando a ricollegarsi alla strada forestale più avanti. La prima alternativa è quella più veloce e diretta, ma nel nostro caso la neve era troppo marcia e non portante, sarebbe stato troppo faticoso senza ciaspole o sci.
La seconda alternativa è decisamente più morbida e lunga: una volta seguita la traccia oltre la stalla di Malga Plan però bisogna riguadagnare la strada, prima di incunearsi in una valletta: noi qui abbiamo ravanato!
Una volta ripresa la strada forestale basta seguirla, sino al quadrivio con la strada della Val D’Algone (anch’essa interdetta in inverno) posto all’altezza di un passo dove si ritrovano le indicazioni per la Movlina.

Da qui le orme di ungulati grandi e piccoli diventano numerosissime: questo versante è decisamente poco battuto e probabilmente i selvatici lo eleggono come dimora invernale.
Infatti… avvistato capriolo nel bosco 🙂

La strada, nel nostro caso ormai coperta costantemente dalla neve, prosegue con pendenza costante e morbida fino al parcheggio poco prima di Malga Movlina, dove si perde del tutto nel manto nevoso. Siamo su un pianoro caratterizzato dalla presenza di una lunghissima stalla, con vista superba su tutto il versante dell’Adamello: ben distinguibili il Carè Alto, il Corno di Cavento, tutto il Pian di Neve, la Val Nambrone, e ovviamente la valle sottostante con l’abitato di Pinzolo e il piccolo eremo di San Martino a mezzacosta.

Dopo una pausa bella lunga, in cui abbiamo contemplato il panorama e il silenzio valutando la possibilità di continuare a salire sulla Pala dei Mughi, abbiamo optato per un ritorno alternativo.

Proseguendo fino a poco prima del passo del Gotro, subito dopo la Movlina andando verso nord/est è possibile scendere su traccia deviando decisamente a sinistra, verso ovest, superando i prati e rientrando nel bosco: il sentiero è segnato, si incontrano anche numerosi ponticelli in legno che superano piccoli corsi d’acqua. Una volta persa quota si incontrerà la strada, in corrispondenza di un ponte, proprio sotto Pra Rodont: si segue la forestale in discesa in direzione opposta a quella del sentiero, direzione Giustino (possibili tagli nel bosco).

Si incontra un gruppo di baite piuttosto pittoresco (loc. Mizul) subito dopo il quale è possibile tagliare un bel pezzo di forestale seguendo il sentiero per Giustino. Una volta ripresa la strada si continua a scendere: o si arriva fino a Giustino, per poi tornare a Massimeno, oppure vi è un sentiero che risalendo qualche decina di metri e traversando un torrentello, restando per il resto in costa, riporta alla strada forestale sopra Massimeno percorsa all’andata. Noi abbiamo scelto questa alternativa ma… abbiamo sbagliato qualcosa perchè ci siamo ritrovati dentro la Ex Cava Armani 😀

Niente paura, l’arte del ravanage insegna a cavarsi fuori anche dalle recinzioni, oltre che dalle situazioni 😉

In un modo o nell’altro, comunque, alla macchina bisogna tornare, e una volta che sarete a questa quota di certo non sarà un problema.

Giudizio

Con le giuste condizioni di innevamento questa può essere una bella ciaspolata (scialpinistica magari no… troppo poca soddisfazione!).

Per noi è stata una escursione pseudo invernale: pseudo perchè il rialzo termico ha fatto sparire tutta la neve a bassa quota, e anche perchè il clima è stato davvero mite.


Per questo, a parte ramponi e una picozza d’ordinanza (pensavamo di salire la Pala dei Mughi, che non sapevamo come fosse) non ci siamo portati nulla, nè avevamo sci o ciaspole. Nonostante il ghiaccio anche i ramponi sono rimasti al loro posto nello zaino: troppo pochi i punti delicati per sbattersi a tirarli fuori! Nelle condizioni che abbiamo trovato noi e che vedrete nelle foto dei buoni scarponi sono stati più che bastanti. Per gli incerti forse potrebbero servire i famigerati ramponcini 😛

L’escursione, nonostante i molti km su strada, è piacevole proprio perchè non c’è anima viva; poi una volta arrivati almeno alla Malga Movlina acquisisce tutto il suo significato, grazie all’atmosfera incantata che la neve dona all’alpeggio e grazie al panorama incredibile che da qui si può ammirare, in un silenzio surreale.

La gita è semplice, ma comporta un minimo di impegno fisico, visti sviluppo e dislivello che in parte si concentrano su terreno innevato (nonostante il rialzo termico, nel nostro caso): per una persona con un minimo di allenamento è una passeggiata, al contrario per chi non fosse avvezzo può risultare faticosa.

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Disclaimer

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