RANZO (TN) – CROZ DELLE MIRANDOLE 750 m s.l.m. – Arrampicata sportiva – Via Cobra – Difficoltà 5c (obbligatorio) – Sviluppo 150 m circa – Esposizione Sud
Altra piccola scoperta per noi, in un luogo inconsueto e molto particolare.
Questo posto ci è piaciuto molto ma va subito detto che non è per tutti: le vie, di cui Cobra è forse la più semplice, si raggiungono in calata partendo dalla soprastante strada provinciale e non sappiamo se una volta scesi con le doppie ci sia la possibilità, in caso di ritirata dalla via, di raggiungere la strada stessa in qualche altro modo se non arrampicando. Quindi… buttatevi (nel vero senso della parola!) solo se siete sicuri 🙂
Una volta giù la presenza della strada – comunque poco trafficata – non si avverte minimamente, se non fosse per l’orribile plastica che punteggia a tratti la falesia, frutto di qualche lancio clandestino dal guard rail, anzi la vista è davvero stupenda: lo sguardo abbraccia il sottostante Lago di Toblino con il suo castello, arrivando fino alla rocca di Arco con la sua inconfondibile sagoma disegnata sullo sfondo del Lago di Garda.
Dunque dicevamo, il posto è molto particolare: può piacere o non piacere.
Quello che sicuramente piacerà è la roccia, super. Questa via può apparire vegetata ma è un’impressione, in realtà è assai poco discontinua e si rimane sempre sul calcare, il percorso è molto logico pur restando sul facile (vedi giudizio per dettagli più puntuali).
Avvicinamento
Dal paese di Vezzano, raggiungibile in breve da Trento o da Arco/Riva, imboccare la strada provinciale 18 che porta verso il paese di Ranzo.
Dopo alcuni chilometri, si supera una piccola galleria scavata nella roccia e si passa nell’area delle pareti dove nei pressi di un angolo ottuso della strada troverete una scritta scritta blu “corde doppie” sul guard rail con catena e moschettone di calata.
Si consiglia di parcheggiare nello slargo della strada più ampio che si trova poche decine di metri dopo e di tornare indietro a piedi.
Da qui allestire due calate in doppia da 60 metri quasi esatti (la seconda è bella ripida) per raggiungere la base della parete, dove troverete un sasso indicatore con i nomi delle vie e relative frecce.
Scendere verso sinistra faccia a monte (bolli blu, ignorare quelli che scendono in verticale), superare gli attacchi di 3 vie e poi scendere ancora per pochi metri su corda fissa fino all’attacco di Cobra, indicato anch’esso da vernice blu su roccia.

Descrizione dei tiri
- L1: 5b (35 m) – Salire il facile diedro/spigolo appoggiato (4b), aggirare verso destra una placca nera verticale (5a) e proseguire dritti alcuni metri con qualche passo più tecnico (5b); traversare poi a destra (5b, allungare il rinvio) e salire un ultimo muretto fino alla sosta.
- L2: 5c (17 m) – Attaccare il muro verticale sopra alla sosta (5b), quindi passo più delicato in placca per superare una leggera spanciatura (5c) e poi più semplice fino in sosta.
- L3: 5b (20 m) – Passettino appena aggettante con buone mani dritto sopra la sosta (5b), quindi piegare a sinistra e attaccare una placca a buchi lavorata e divertente (5a) che porta in sosta. Concatenabile col precedente.
- L4: 5b (25 m) – Alzarsi per raggiungere un’evidente placca con primo passo con piedi a spalmo (5b) per raggiungere poi buone mani. Qui lo spit è abbastanza lontano, ma volendo è possibile proteggere su clessidra in mezzo alla placca (a dx) una volta alzati i piedi. Al termine della placca, seguire in diagonale sinistra e superare una pancetta in orizzontale; poi in un facile diedro a balzelli fino alla sosta (4b).
- L5: 5c (23 m) – Tiro chiave: si salgono in successione 4 piccole rimonte su buone prese. La terza, richiede un allungo verso destra per trovare una buona mano e poi passo di decisione per alzare i piedi (5c/5c+, volendo si può mettere un friend medio-piccolo nella fessura sopra al rinvio per maggiore protezione). Ultima rimonta ancora abbastanza impegnativa ma più ammanigliata (5b); quindi ci si sposta a sinistra e si sale facilmente in sosta.
- L6: 5a (25 m) – Piacevole tiro su placca a buchi molto lavorata (4c) che piega verso sinistra, quindi ultimo muretto verticale (5a) sempre su buone prese uscendo sulla strada.
Sosta da attrezzare su guard rail.
Discesa
Trattandosi di una via che si raggiunge con calate dall’alto, non c’è alcuna discesa 😉 e bastano 2 minuti a piedi lungo la strada per tornare alla macchina.
Giudizio
Via molto bella, divertente e goduriosa, con una vista spettacolare sul lago e su Castel Toblino e sulla valle del Sarca.
La roccia è un calcare quasi sempre di livello buono o ottimo, parecchio ruvido e la scalata è principalmente di placca appoggiata o verticale, con qualche passo in leggero strapiombo, spesso su buone prese e appoggi.
Il principale scoglio di questa via così come di tutte le altre vie presenti sulla parete del Croz delle Mirandole sta nel fatto che sono vie che si raggiungono calandosi dall’alto e che quindi necessitano di un grado obbligatorio sicuro e abbondante da parte del capo di cordata.
I gradi sono onesti, ma non regalati e sono sempre obbligatori e mai azzerabili, per questo richiedono il giusto livello di preparazione prima di decidere di buttarsi giù nel vuoto alla spera in Dio 😉 .
Pur essendo assolutamente una via sportiva ben chiodata, un paio di passi possono essere protetti meglio con cordini e friend medio-piccoli per chi volesse (nella relazione dei tiri segnaliamo i punti principali).
I cordini in ogni caso sono consigliabili anche per allungare qualche protezione sui cambi di direzione che ogni tanto ci sono, in particolare sul primo tiro.
L’esposizione in pieno sud e la bassa quota la rendono una via perfetta per l’inverno e le mezze stagioni con giornate fresche, mentre in estate non osate buttarvi giù su questa parete perché crediamo che possiate morire disidratati! 😀
L’unica nota negativa che segnaliamo, è il fatto che qualche incivile nel tempo ha pensato bene di buttare giù spazzatura dalla scarpata e quindi qua e là si trovano residui di plastiche, vetro o oggetti vari, tipo sedie (!) o cose così. Un vero peccato considerando l’ambiente da favola.
Ma la madre degli imbecilli a quanto pare è sempre incinta! 😉
Disclaimer
Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.




























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