Ferrata Gamma 2 in solitaria

Ferrata Gamma 2 in solitaria

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E anche la famigerata Gamma 2 l’abbiamo portata a casa.
Molto bella, tutta da scalare dall’inizio alla fine, con difficoltà che vanno dal I-II grado fino oltre il V grado se si utilizza solo la roccia per progredire.
In alcuni punti comunque è del tutto impossibile non aiutarsi con le catene, anche perché la roccia è completamente lisa dal passaggio della gente, mentre in altri punti non c’è proprio un cazzo a cui tenersi se non la catena! 😉
Ad ogni modo, un buon 95% della ferrata è venuta via pulita senza toccare ferro e quindi sono molto contento e soddisfatto.

Consigliata perché molto divertente, ma richiede comunque un buon allenamento fisico e una discreta tecnica di arrampicata, altrimenti si fa una fatica della madonna!! (è tutta su verticale o strapiombo, quindi se si inizia a tirare le catene si stramazza al suolo dopo 10 metri….e le parti più difficili stanno in fondo!).

 

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  • Ferrata Gamma 2 in solitaria

    Ecco il Resegone visto dai Piani d'Erna, il mio punto di partenza della gita.

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    Il primo muretto verticale all'attacco della via. Piuttosto semplice. Ci si illude facilmente che sia tutta così 😉

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    La ferrata è composta da 3 muri verticali. Il primo sarà alto 150mt, il secondo almeno 200mt e l'ultimo (il camino maledetto), circa una cinquantina. Qui mi trovo verso la fine del primo muro

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    Dopo mezz'oretta di avvicinamento, eccomi pronto ad attaccare la via, bello imbragato di tutto punto e stavolta anche col kit da ferrata serio

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    Poco dopo, spunta da dietro il secondo torrione che dovrò affrontare, quello alto circa 200 metri. A guardarlo sembra più tosto del primo.....e in effetti sarà così

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    Guardo alla mia destra e vedo in lontananza la croce di vetta, che però.....è ancora bella in là

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    Dopo circa mezz'ora di scalata, arrivo sulla crestina che collega il primo con il secondo muro. Qui si può procedere a piedi e senza sicura per qualche metro

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    Ecco finalmente il secondo muro. Mi chiedo solo da dove cavolo si salirà!

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    Diedro, diedro e ancora diedro. Divertente, ma bello lungo!!

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    Il secondo muro è quasi tutto in diedro (e in ombra), con difficoltà che iniziano a farsi interessanti. Per buona parte si scala su III grado, anche III+. Fino al gran finale che regala un bella placca decisamente più impegnativa

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    Dopo qualche minuto trovo un segnavia che mi fa capire dove andare per arrivare all'attacco

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    Sotto di me, Lecco e la leggera foschia che ricopre la pianura

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    Un omaggio a Carlo Mauri, alpinista Lecchese

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    Eccomi bello divertito alla fine del pezzo dei diedri, attorno alla 3/4 del secondo muro

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    La vista dall'alto della cresta di collegamento tra il primo e il secondo muro. Almeno 150mt li avrò fatti.

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    Ecco il torrione che devo risalire. Visto che sembra tosto, decido di fermarmi 5 minuti a riposare e a fumare una sigarettina.

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    Questo sembra essere l'ultimo muro, stavolta verticale, prima di arrivare in cima. Errore..... 😉

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    Al termine del muretto, sbuca uno dei punti chiave della via. Una bella placca esposta da affrontare prima in traverso e poi in verticale e strapiombante, fino alla cima del torrione (saranno 25-30 metri).

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    Intanto caccio fuori le fidate 5.10 che in questo pezzo sembra saranno utili.

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    il pezzo di traverso è ben appigliato e viene via semplice. La parte verticale / strapiombante invece, è un po' più tostarella e dovrò fare molta attenzione, anche per l'esposizione notevole

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    Al termine del torrione, pensavo di aver terminato le difficoltà, e invece bisogna prima risalire questo muretto verticale alto circa 10-15 metri, per nulla banale.

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    Bene, il secondo muro è andato. Ora bisogna attraversare per un breve tratto fino all'attacco del terzo muro......il camino finale.

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    Ecco la vista verso il basso nel punto esposto

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    Dopo i primi metri del muretto, c'è questa graziosa "finestra" che fa vedere dall'altra parte

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    Vista verso il basso nel punto esposto bis

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    Eccolo che spunta in lontananza! Dal vivo fa la sua porca figura. E' un caminone di 50 metri con difficoltà sul V grado che si rivelerà la parte più divertente di tutta la ferrata.

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    I primi 15-20 metri di camino saranno molto divertenti, con arrampicata in spaccata per fare meno fatica e sfruttando le opposizioni per alzare i piedi.

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    Ecco l'attacco del camino visto da sotto. Capisco subito che non sarà semplice, e quindi caccio di nuovo fuori le scarpette dallo zaino. Scelta azzeccatissima.

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    Mancano ancora parecchi metri però....

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    Eccomi in cima al camino! Davvero molto molto figo!!

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    Eccomi in cima al terzo muro finalmente!! Di fronte, l'ultimo "piolo" e Lecco sullo sfondo.

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    La ferrata purtroppo termina 2 cime più in là rispetto alla cima principale, quindi adesso mi toccano un po' di saliscendi per raggiungere la vetta e il rifugio Azzoni

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    Ma prima un bel panorama verso il versante bergamasco dalla cima appena raggiunta

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    Questo l'omino che segna la cima su cui mi trovo, una delle tante punte del Resegone

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    Dopo circa mezz'ora di attraversamento in cresta, con anche qualche brivido per passaggi su neve residua (senza ramponi, picca e bastoncini.....stronzo io....), ecco finalmente la croce di vetta e il rifugio!

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    L'immancabile selfie di vetta! 😉

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    E l'immancabile foto del rifugio Azzoni dalla cima, con ancora qualche residuo nevoso sul versante nord.

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    La croce gigante del Resegone

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    Eccomi nei pressi dell'attacco della mia via, con una bella vista delle prime due pareti verticali che ho risalito

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    Dopo una ventina di minuti di riposo al rifugio, si scende, anche perché me la ricordavo lunga la discesa......e in effetti ci metto circa 1 ora e 15, andando anche piuttosto spedito. Un ultimo saluto al rifugio dalla mia via di discesa

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    Alla fine, bello stanco, mi godo mezz'oretta al rifugio del parcheggio con birretta, toast, patatine e un paio di paglie rinvigorenti. Bella gita!!

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    cerco di buttarmi giù in tutti i canaloni e le scorciatoie. Non vedo l'ora di arrivare a valle e bermi una sana birra. Oggi fa veramente un caldo boia!!

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    Ma non è finita.....per uscire bisogna salire quest'ultimo muro di 10 metri circa su placca verticale. Capisco perché l'abbiano attrezzato con tutti quegli anelli di ferro perché in effetti c'è pochissimo sia per le mani che per i piedi, e quel poco che c'è, è totalmente liso dal passaggio delle persone. Qui ho dovuto usare più di una volta gli anelli di ferro per aiutarmi. Altrimenti ero ancora lì a cercare prese 😉

Posted from Piani D'erna, Lombardy, Italy.

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