Grange della Mussa, Balme (TO) – 1.761 m s.l.m. – Rocca Tovo 2.300 m s.l.m. – Arrampicata: Via Giustetto-Grassi – Difficoltà 5c max (5a obbl.) – Sviluppo 200 m – Esposizione E-SE
Dato che il meteo per il weekend sembrava buono a ovest e incerto a est, prendiamo la palla al balzo per infilarci nelle Valli di Lanzo, spingendoci questa volta fino a Balme e Pian della Mussa, in Val d’Ala.
Le Valli di Lanzo sono tre: la Val Grande (che avevamo già scoperto andando ad arrampicare alla Rocca di Lities), la Val d’Ala e la Valle di Viù; spingendosi fino ai loro estremi, al confine con la Francia, si trovano parecchie montagne sopra i 3.000, tra cui la Uja di Ciamarella e la Uja di Bessanese che abbiamo avuto modo di ammirare con l’occhio a cuore proprio durante questa breve fuga.
(Uja = Guglia, da queste parti!)
Sabato ci siamo dedicati all’arrampicata, scegliendo un po’ a caso una delle vie sulla Rocca Tovo che domina questo punto della valle, consigliataci anche da alcuni amici che erano stati da queste parti qualche settimana fa. Vi sono molte alternative, anche sul versante opposto un po’ più in basso, nei pressi del Labirinto Verticale.

In teoria avremmo dovuto arrampicare tutti e due i giorni, ma una serie di coincidenze (una congestione imprevista, la messa degli alpini che ha bloccato la strada ecc ecc) ci hanno poi portato a dedicare la domenica ad una camminata fino al Rifugio Gastaldi, che trovate nell’apposito articolo.
Avvicinamento
Una volta raggiunto Pian della Mussa percorrendo la lunga strada della Val d’Ala è possibile parcheggiare nell’ampio spazio di fronte al Bar Ristorante Bricco, (ottimo punto di appoggio per colazione e/o birretta finale), al costo di 3 € al giorno in questo 2026.
Dal parcheggio parte il ponticello che attraversa il vicino torrente, dopodichè si segue il sentiero con indicazioni Pian Saulera fino ad un bivio dove si può scegliere da che parte salire; noi abbiamo fatto all’andata il sentiero 218a (ripido e vegetatissimo) e al ritorno il 218b (ripiderrimo ma meno vegetato)… scegliete voi il male migliore 😉
Raggiunto il Pian di Saulera si cammina in falsopiano fino a reperire un sentiero poco visibile che traversa a sinistra verso la Rocca e il colletto che la separa dalla dorsale della Punta delle Serene: vi sono diverse tracce che si perdono nella vegetazione, noi siamo arrivati fino in corrispondenza di un ricovero/stalla (Alpe Saulera) e da qui abbiamo puntato al colletto, dove il sentiero diventa di nuovo visibile anche se ancora vegetato.
Si risale quindi al Colletto di Tovo, raggiunto il quale si scende sul versante opposto in mezzo alla vegetazione fino a raggiungere e superare dei ruderi; subito dopo deviando a sinistra in corrispondenza di un larice con freccia a sinistra, si seguono i molti segni blu e qualche ometto, portandosi fino all’attacco della via in corrispondenza di una placca appoggiata.
Tra un’incertezza e l’altra e facendoci largo tra arbusti vari ci abbiamo messo più o meno 1 ora e 30”: avvicinamento faticoso non tanto per il dislivello, quanto per le condizioni.
Descrizione dei tiri
N.B. Abbiamo riportato i gradi originali anche se onestamente, ci sono sembrati spesso generosi.
- L1 – 5a – 30 m circa: si sale la placca appoggiata prima dritti poi sul suo limite sinistro, si supera un primo larice e si sosta su quello immediatamente dopo;
- L2 – 5b – 30 m circa: si sale su erba fino allo spigolo roccioso a sinistra, si risale lo spigolo fino a rintracciare la sosta, da collegare, sul muro successivo;
- L3 – 5b – 25 m circa: si percorre la cresta orizzontale per poi risalire sul pilastrino. Al suo termine, sosta da collegare;
- L4 – III – 30 m circa: per placche appoggiate ed erba fino ad un muretto verticale leggermente a destra su cui si trova la sosta, da collegare;
- L5 – 5c – 30 m circa: si sale sopra la sosta seguendo la lama/fessura che punta a sinistra, si supera un primo breve risalto proseguendo poi fino ad un secondo muretto verticale ben ammanigliato, che si rimonta; breve tratto in placca appoggiata poi sosta da collegare;
- L6 – 5c – 30 m circa: a sinistra della sosta c’è uno spit alla base di una placca liscia che va risalita fin sotto al diedro camino inclinato che punta verso destra: i passi per superare il diedro sono divertenti e mai fisici se ben ragionati; sosta sopra il diedro, da collegare;
- L7 – III – 25 m circa: salire sullo spigolo in mezzo alla vegetazione fino a che la cresta non diventa camminabile; sosta da attrezzare su spuntoni e/o fessure
Spostarsi a sinistra e aggirare la punta rocciosa di sommità, risalendola dal lato opposto a quello di arrampicata per facili roccette. Sulla cima è presente una piccola croce di vetta con una targa, che qualche imbecille ha pensato bene di imbrattare: ultimamente capita spesso che si voglia lasciar traccia della propria pochezza.
Discesa
Si segue la traccia di sentiero con qualche ometto che scende verso il colletto di Tovo, subito sotto, per poi ripercorrere il sentiero dell’andata.
Giudizio
La via, aperta nel 2021 da Renato Giustetto e Gian Maria Grassi, è sicuramente carina e decisamente mai difficile: sarà che ci siamo abituati, ultimamente, ai gradi dell’alpinismo d’annata, ma qui i gradi proposti ci sono sembrati davvero generosi.
Le protezioni sono miste, spit e chiodi, tuttavia può essere utile qualche friend e qualche cordino per una maggiore sicurezza soprattutto nei punti più facili (i terzi gradi sono sprotetti).
Necessari cordini per collegare le soste.
La roccia è un bel granito, solido e ruvido: sarebbe da percorrere con gli scarponi!
Per noi è stato un bel modo per scoprire dall’alto e divertendoci nuove prospettive su questa valle, ampia, bucolica, ma con rilievi severi e massici che la chiudono verso il confine. Le montagne qui sono … belle verticali! anche se non “aguzze”.
Il Pian di Saulera poi è un luogo fiabesco: torrentelli, mucche e fiori – tantissimi fiori!- coloratissimi e un numero impressionante di farfalle.
Attenzione!!! Linea telefonica assente per Wind e Vodafone praticamente fino a Ceres; Tim sembra prendere qualche tacca. Questo perchè è bellissimo stare senza telefono per un paio di giorni, ma è meglio avere tracce, relazioni, mappe ecc salvate PRIMA di arrivare
Disclaimer
Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.

























Lascia un commento