Rifugio Bartolomeo Gastaldi

Anello Rifugio Città di Ciriè – Rifugio Gastaldi: weekend in Valli di Lanzo

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Rifugio Città di Ciriè, Balme (TO) 1.850 m s.l.m. – Rifugio Bartolomeo Gastaldi 2.659 m s.l.m. – Trekking – difficoltà E, dislivello 880 m circa, sviluppo 8 km circa

Dato che il meteo per il weekend sembrava buono a ovest e incerto a est, prendiamo la palla al balzo per infilarci nelle Valli di Lanzo, spingendoci questa volta fino a Balme e Pian della Mussa, in Val d’Ala.

Le Valli di Lanzo sono tre: la Val Grande (che avevamo già scoperto andando ad arrampicare alla Rocca di Lities), la Val d’Ala e la Valle di Viù; spingendosi fino ai loro estremi, al confine con la Francia, si trovano parecchie montagne sopra i 3.000, tra cui la Uja di Ciamarella e la Uja di Bessanese che abbiamo avuto modo di ammirare con l’occhio a cuore proprio durante questa breve fuga.

(Uja = Guglia, da queste parti!)

Mentre sabato lo abbiamo dedicato alla via Giustetto Grassi alla Rocca di Tovo, una serie di coincidenze (una congestione imprevista, la messa degli alpini che ha bloccato la strada ecc ecc) ci hanno portato a scegliere di dedicare la domenica ad una più tranquilla camminata fino al Rifugio Gastaldi, situato su un altopiano fantastico proprio sotto l’Uja di Bessanese.

Sull’Uja di Bessanese abbiamo scoperto esistere anche una via di spigolo che potrebbe essere interessante per il futuro, nonostante si prosepetti come una bella mazzata (Spigolo Murari) mentre al Rifugio Città di Ciriè abbiamo trovato una via sulla Rocca Turo, che si trova proprio accanto al sentiero di salita per il Gastaldi (Spigolo Sud Est, 5c max, aperta dai gestori del Rifugio Ciriè stesso).
In generale da queste parti ci sono molte alternative, non moltissimo documentate… conviene chiedere!

A Pian della Mussa il punto d’appoggio è appunto il Rifugio Città di Ciriè, situato al termine della strada che risale tutta la valle: è possibile campeggiare praticamente ovunque, con la tenda, lungo il torrente sottostante, in ampi spazi pianeggianti ed erbosi, con alcuni wc chimici disponibili, tavolini sparsi e fuochi più che tollerati.

I costi giornalieri per lasciare l’auto negli spazi disponibili (molti, ampi) ammontano nel 2026 a 3€ per le auto e 5€ per i camper.

Linea telefonica assente per Wind e Vodafone praticamente fino a Ceres; Tim sembra prendere qualche tacca. Questo perchè è bellissimo stare senza telefono per un paio di giorni, ma è meglio avere tracce, relazioni, mappe ecc salvate PRIMA di arrivare.

Non ci aspettavamo tutta la gente che abbiamo trovato, ma in questo weekend si erano concentrati – crediamo – parecchi eventi, la commemorazione degli alpini, la serata a tema astronomico proposta dal Rifugio, forse un raduno di educatori cinofili 😀 insomma, di tutto e di più!

Per camminare ci sono diverse possibilità: dal Rifugio Gastaldi partono anche dei percorsi ad anello più o meno lunghi e vi sono sentieri interessanti anche sul versante dell’Uja di Ciamarella.

Noi domenica eravamo un po’ cotti, quindi ci siamo limitati all’anello Ciriè (1.850 m) – Gastaldi (2.659 m), breve, bello con possibilità di pappa in quota come bonus.

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Percorso ad anello

Lasciata l’auto in uno dei molti parcheggi disponibili prima del Rifugio Ciriè si comincia a camminare su ampia strada sterrata che si stacca a sinistra, attraversando i pascoli e il torrente con un comodo ponte fin quasi a raggiungere un immenso masso erratico con baita sottostante, che non potrete fare a meno di notare.

Da qui si segue il sentiero a destra che costeggia il torrente… come invitano a fare i cartelli, visto che il riparo sopracitato è evidentemente proprietà privata 😉

Successivamente il sentiero comincia a salire molto ripido accanto al Rio delle Capre – indovinate perchè si chiama così… – guadagnando quota rapidamente, con fitti zig zag. Superato il primo muro si sale più dolcemente traversando verso sinistra fino ad un grosso masso con retrostante rovina (che però è poco visibile) con paline indicatrici.

Noi qui abbiamo proseguito sul sentiero CAI 222, ovvero verso sinistra, traversando ancora e poi ricominciando a salire più ripidamente con numerosi tornanti accanto alla Rocca Turo (che resta alla nostra destra), con qualche tratto attrezzato con corde fisse.

Si raggiunge così il passo, dopo il quale è subito visibile il Rifugio Bartolomeo Gastaldi, uno dei più antichi della zona.
Si trova alle pendici di quello che fu il Ghiacciaio della Bessanese, di cui non v’è più traccia e sopra il quale si erge imponente il profilo della Uja di Bessanese, al confine con la Francia.

C’è un percorso ad anello che permette di fare un giro sulla piana glaciale alla scoperta dei suoi laghetti: per noi ha vinto la pigrizia e soprattutto era ora di pranzo quindi… traete voi le conclusioni 😛

Per tornare abbiamo seguito invece il sentiero che guardando la Uja di Bessanese prosegue a destra, in direzione della Uja di Ciamarella sotto la quale c’è ancora una sparuta lingua di ghiacciaio che fa capolino.

Il sentiero prosegue per un pezzo traversando verso nord, per poi scendere in corrispondenza di quelli che probabilmente sono i resti dell’edificio della vecchia teleferica. Nel nostro caso abbiamo dovuto fare forse 6 metri calpestando neve.

Superata la dorsale di Punta Adami, con il suo fianco roccioso, è possibile tagliare su traccia verso il sentiero sul lato opposto della valletta, già ben visibile, che scende da Nord e prosegue traversando in discesa verso la roccia con le paline incontrata all’andata.

Da qui c’è l’ultimo tratto ripido già percorso in salita, inevitabile 😉

lungo il sentiero 223

Giudizio

Un giro semplice, con un dislivello medio (poco meno di 900 metri), ma molto remunerativo per chi come noi approda in questi luoghi per la prima volta e non ha tutto il giorno a disposizione.

Gli ampi paesaggi verdi di pascoli e prati fanno da contraltare alla severità e maestosità delle montagne, che sono piuttosto massicce. Un vero peccato che dei ghiacciai sia rimasto pochissimo, e anche quel pochissimo è probabilmente destinato a scomparire, lasciando i fianchi delle bastionate nudi, a scaricare sassi e detriti.

Un paesaggio a cui ci dovremo abituare.

A proposito di pascoli, è facile trovare animali vari: noi ci siamo imbattuti in mucche, pecore e capre oltre a qualche stambecco nella parte alta.

I due Rifugi sono entrambi ospitali, molto belli e attrezzatissimi: la birra la troverete spesso artigianale, prodotta dal vicino Birrificio di Pian della Mussa e consigliamo vivamente di provare i formaggi, in queste zone ci sanno davvero fare!

Formaggi che potrete anche acquistare a ottimi prezzi al baracchino situato poco sotto il Rifugio Città di Ciriè, lungo la strada.

Per noi questa zona è un grande SI!

Disclaimer

Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.

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