Spigolo della Paletta integrale, Gallivaggio – Via plaisir su ottimo granito

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GALLIVAGGIO (SO) 800 m slm – Spigolo della Paletta – Arrampicata, Via Lunga sportiva – 5C max – 10 tiri – sviluppo 220 m

Tutto perfetto per una mezza giornata di arrampicata in ambiente… peccato che anche qui ormai faccia un caldo fotonico! E’ l’unica pecca di questo bel posto, con avvicinamento prossimo allo zero, un granitone bellissimo, vie divertenti e anche monotiri: ma la stagione è decisamente troppo avanzata per scalarci 🙂

Avvicinamento

Si lascia l’auto nel piccolo spiazzo che si incontra salendo lungo la strada dello Spluga sulla sinistra, superati due tornanti, prima di arrivare a Lirone e dopo aver superato il Santuario di Gallivaggio.

Si attraversa la strada cercando di non fare la fine del gatto 😛 e dopo poco, seguendo un sentiero in questa stagione piuttosto vegetato, si arriva sotto le pareti; a seconda di dove si trova l’attacco della via che volete percorrere si rintracciano una serie di sentierini, il nostro termina contro lo spigolo (5 minuti dal parcheggio).

Descrizione dei tiri:

– 4c, 20 m: tiro un po’ vegetato, dove la corda rischia di non scorrere bene; la sosta si trova subito dopo delle roccette, a sinistra, non immediatamente visibile;

– 5b, 20 m: si risale la placca davanti alla sosta poi si obliqua a sinistra, dove c’è un risalto da superare (ben protetto), salendo poi ancora su placca; anche qui consigliato allungare le protezioni sui cambi di direzione per fare meno fatica nel recupero della corda e del secondo;

– 3c, 20 m: facile rimontina, poi qualche passo “aereo” su placche appoggiate e grossi massi, fino alla base di una parete più verticale;

– 5b, 25 m: tiro molto bello e verticale, sempre ottimamente appigliato: divertente;

– 5a, 25 m: si risale uno spigolo esposto, spostandosi a destra e sinistra di esso;

– 4c, 20 m: su placca fessurata e gradonata, molto bella da arrampicare;

– tiro di trasferimento, un passo di terzo grado: i tiri di trasferimento sarebbero due (sosta intermedia), ma allungando le protezioni si possono unire, anche perché praticamente si cammina;

– 5c, 25 m: si segue la fessura spostandosi poi più a destra, l’uscita è il passo di 5c, anche perché al di sopra è poco appigliata e con grossi massi smossi/terra – un po’ atletica;

– 5c, 25 m: tiro chiave, piuttosto continuo; la chiodatura tra l’altro, è un po’ più lunga della media della via; ciò nonostante gli spit sono sempre nei posti giusti. Si sale sfruttando la fessura per le mani e il diedro per i piedi, rimanendo ovviamente all’esterno; superata una rimontina si esce in placca sulla destra salendo con ottimo grip per rinviare, poi ci si sposta sulla placca dello spit per uscire infine sullo spigolo di sinistra, ben appigliato;

10° – 4b, 25 m: si sale una prima breve placca per poi traversare su grossi massi e risalire la sommità dello spigolo, sopra la quale si trova la sosta.

Discesa

Dalla sosta bisogna disarrampicare qualche metro, scendendo dove è più facile, sino ad arrivare al colletto sottostante (ci sembra di aver visto anche uno spit con maglia rapida); da qui per traccia seminascosta dalla vegetazione si ridiscende rapidamente e scomodamente sino al sottostante canale detritico, dove si trova qualche ometto, e zampettando tra i massi ci si riporta velocemente sino alla base della parete.

Giudizio

Mentre noi salivamo lo spigolo gli amici hanno affrontato una variante di attacco di 6A (Intossicazione alcolica) che consente di raggiungere con un po’ più di ingaggio la parte superiore dello spigolo stesso, confermando la nostra impressione: bella roccia, arrampicata divertente e vie ben spittate.

Per questo ci è sembrata una soluzione adatta anche ai principianti, in questo posto si può “rischiare” qualcosina! Senza contare che la presenza di un settore baby e di parecchi monotiri facili lo rende perfetto un po’ per tutti.

Alla fine noi siamo scappati per non trovare coda… ma anche il sottostante torrente sembra invitante, per un bagnetto post scalata!

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