Seconda Cascata dell’Oro – Val Masino: giornata dedicata alla formazione!

SAN MARTINO (SO), FRAZ. BAGNI DI MASINO (1.172 m s.l.m.) – SECONDA CASCATA DELL’ORO (1.480 m s.l.m. circa) – Avvicinamento: 30-40 minuti – Esposizione: E – Difficoltà minima II/2+

Consci delle nostre debolezze e delle nostre lacune (innumerevoli :P) ci siamo fatti un regalo, investendo in formazione a tema “alpinismo invernale”: si comincia con tecnica di arrampicata su ghiaccio e dunque… cascate!
Nonostante non si tratti proprio del nostro vero Tao, in questa giornata ci siamo divertiti molto ma soprattutto abbiamo imparato molto.

Il fine era appunto l’apprendimento, l’impostazione, e in questi casi – per sperimentare in sicurezza – non c’è modo migliore che rivolgersi ad una guida alpina e alla sua santa pazienza.

La Seconda Cascata della Valle dell’Oro in Val Masino, è adatta alla bisogna perché di base è semplice, ma complicabile a piacere. L’ambiente è tranquillo (non sappiamo però nel weekend), l’avvicinamento comporta una piacevole mezz’oretta di cammino nel bosco.

Un grazie sincero a Luca Biagini e In Cordata Guide Alpine per la giornata odierna, davvero preziosa sotto ogni punto di vista. Starà a noi mettere a frutto tutti gli insegnamenti ricevuti!!!

Io ed Erica con Luca Biagini, la nostra guida. Prima di oggi Luca è stato il mio istruttore di arrampicata (si parla di vent’anni fa!) e recentemente è diventato anche insegnante di arrampicata di Erica

Avvicinamento

Se fosse possibile si parcheggia ai Bagni di Masino.
A noi è stata preclusa la possibilità perché erano in atto operazioni di taglio legname con elicottero e la strada dopo i tornanti era chiusa, quindi abbiamo lasciato la macchina allo spiazzo dell’ultimo tornante.

Non lasciatela in posti non dedicati perché da queste parti non si fanno scrupoli con le multe….sapevatelo.

Superate a piedi i Bagni e il ponticello che sulla sinistra conduce verso la val Merdarola e senza salire in direzione della Val Porcellizzo, seguite invece il torrente fino ad incontrare il sentiero per la valle dell’Oro.

Si sale brevemente sul sentiero costeggiando il fiume fino ad incontrare la deviazione che indica il rifugio Omio verso destra.
Deviazione che si ignora, proseguendo dritti per circa 25 minuti fino a quando il sentiero si perde un po’ tra gli arbusti in prossimità della cascata.

Ci si abbassa un pelo verso il torrente ghiacciato che poi si segue per circa 5 minuti (direzione destra) fino alla base dell’evidente cascata (riconoscibile dalle foto).

Descrizione del luogo

La seconda cascata dell’Oro si presenta subito con un bel muro di circa 50 metri a partire dal quale è possibile fare almeno 3-4 linee diverse con gradi che vanno dal 2 al 3+.

Questo muro è molto didattico e difatti viene spesso utilizzato dalle guide per i corsi di arrampicata su ghiaccio, così come è accaduto a noi oggi.
Detto questo, sarà che era venerdì, ma oggi c’eravamo solo noi.
Nel weekend non sappiamo se la situazione sia diversa ma immaginiamo non molto.

La cascata però non termina qui e ci è stato detto che possibile procedere oltre con circa 7-8 tiri fino a monte, con difficoltà più o meno omogenee sui gradi indicati prima e qualche breve traverso a piedi.

Sul primo muro, la linea più facile è quella che procede verso sinistra e aggira il salto verticale di circa 4-5 metri che può essere gradato attorno al 3/3+ (85° circa).
Noi abbiamo avuto la fortuna di sperimentare anche il tratto verticale grazie alle viti e alla sosta attrezzata da Luca, senza la quale non ce la saremmo sentita di salire dritto per dritto.

Per il resto le pendenze vanno dai 70° agli 80° per brevi tratti, intervallati da comodi terrazzini dove si può riposare.
Sopra invece non sappiamo, quindi vedete voi.

Discesa

Accanto alla cascata ci sono degli alberi, quindi volendo crediamo sia possibile calarsi da quelli.
Noi dal primo muro con la guida ci siamo calati in Abalakov, anche perché dovevamo imparare la tecnica ma immaginiamo che sia evitabile, senza potervelo garantire.

Erica in calata dalla sommità del primo muro, dopo diverse risalite fatte in vari modi per apprendere la tecnica di arrampicata su ghiaccio e le manovre necessarie.

Giudizio

In questo caso c’è poco da giudicare 😉

Per noi è stata una bellissima esperienza perché finalmente abbiamo appreso un po’ di tecnica su ghiaccio invece di procedere alla “brutta madonna” come abbiamo fatto in passato e sicuramente questa cosa ci sarà utile anche per le nord e per la sicurezza in generale nel muoversi su questo elemento.

Inutile dire che consiglieremmo caldamente a tutti gli autodidatti di fare un’esperienza come la nostra perché le guide possono trasmettervi davvero tanto in poco tempo.
Sta a voi chiedere e avere volontà di imparare, mettendo in discussione il vostro modo di scalare (spesso appreso in autonomia o da amici).

Qualora foste interessati ad approfondire il discorso, potete contattare Luca e Valentina attraverso i link inseriti nel box grigio ad inizio articolo oppure qualsiasi altra guida alpina della quale abbiate fiducia.
Vi possiamo garantire che non ve ne pentirete!

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