Pizzo Marona e ritorno ad anello dal Pizzo Pernice: trekking vista Val Grande

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Cappella Fina, Miazzina (VCO) 1.100 m s.l.m. – Croce di Pian Cavallone 1.564 m s.l.m. – Colle della Forcola 1.518 m s.l.m. – Cappella della Marona, Pizzo Marona 2.051 m s.l.m. – Pizzo Pernice 1.506 m s.l.m. – dislivello complessivo 1.400 m circa, sviluppo 15,5 Km

Un weekend dal meteo ballerino ci ha portato a valutare questa escursione, in un territorio in parte noto: che fosse un itinerario panoramico lo potevamo supporre, non sapevamo quanto! Davvero bellissimo percorso, a quota media, con una vista eccezionale sia sul Lago Maggiore (e anche il Lago d’Orta) sia sulla Val Grande e Val Pogallo.

Abbiamo inventato l’itinerario sul posto: l’idea era quella di concatenare ‘La Marona’ con il Monte Zeda, ma anche questa volta lo Zeda rimarrà nel cassetto (ci avevamo già provato una volta, vedete qui), non perchè non fosse possibile me perchè abbiamo ritenuto più interessante allungare il ritorno, passando per il Pizzo Pernice, facendo un piccolo anello che ci ha regalato una vista meravigliosa sulla amata Val Grande.

Se cercate sul blog scoprirete che la Val Grande è una delle nostre mete del cuore, impossibile citare tutte le escursioni: da Pian Cavallone e limitrofi però si scorgono luoghi che… hanno solleticato il nostro interesse e, speriamo, future ravanate!

Avvicinamento

La Cappella Fina (1.100 m s.l.m.) si raggiunge in auto salendo da Miazzina (VCO), superando l’Alpe Pala, attraverso una stradina a tornanti abbastanza stretta ma non impossibile: qui c’è un parcheggio abbondante per essere in montagna, dal quale partono svariati sentieri.

Descrizione dell’itinerario

Dalla Cappella Fina si seguono i cartelli che indicano Pian Cavallone, percorrendo per un po’ una strada sterrata che dopo aver superato alcuni bivi si restringe, diventando alla fine un comodo sentiero. Si raggiunge così la croce del Pian Cavallone, dopo aver superato un bivacco / rudere in pietra appena più basso: già da qui la vista è notevole, abbraccia il Lago Maggiore e, alle spalle, spazia fino all’inconfondibile profilo del Pedum (e oltre). Scendendo dalla croce si arriva ad una selletta erbosa, sulla quale si appoggia la Cappella di Pian Cavallone e poco oltre si vede il Rifugio (nel nostro caso chiuso, presumibilmente causa Covid). Sino a qui il sentiero è escursionistico e adatto a tutti.

Da qui si traversa (EE) puntando alla Marona: il sentiero presenta facili tratti attrezzati con catene. Si giunge al Colle della Forcola, dove la vista spazia nuovamente su ambo i lati, per poi proseguire, cambiando versante, in traverso ascendente; noi in questi punti abbiamo trovato neve marcia depositata su erba scivolosa e abbiamo ritenuto opportuno calzare i ramponi. Superato il traverso inizia la salita vera e propria, che supera la Scala Santa e il Passo del Diavolo attrezzati con catene sino ad arrivare alla Cappella della Marona (qui la sua storia).

Vista dalle cime del nostro giro

Dalla cappella si può salire brevemente alla cima vera e propria dalla quale si vede bene il sentiero che porta al Monte Zeda: altri 100 m di dislivello e si è arrivati. Dato che la vista da lì non sarebbe stata gran che diversa, abbiamo deciso di investire il nostro tempo in altro modo… facendo un piccolo anello al ritorno.

Fino a oltre il bivacco di Pian Cavallone il percorso ricalca quello dell’andata: dopo quest’ultimo, invece, si seguono le indicazioni per il Pizzo Pernice: bisogna risalire nuovamente, in comoda cresta erbosa, di un centinaio di metri sino ad arrivare alla croce di vetta. Da qui in avanti, proseguendo, si scoprirà via via la vista sulla Val Pogallo e su Cicogna, lato Val Grande, mentre rimarrà godibilissimo il panorama lato lago.

Dal Pizzo Pernice si prosegue in cresta, perdendo quota, sino ad incontrare un’altra croce e dopo un tratto più ripido un’area attrezzata con tavolo e panche. Qui, infisso ad un albero, c’è un piccolo cartello che riporta Alpe Cavallotti e che ci introduce ad un sentiero in traverso, in zona boschiva. Si arriva ad un quadrivio con evidente ometto, nelle cui indicazioni compare anche la Cappella Fina: quest’ultima traccia ci riporterà sulla sterrata dell’andata e fino al parcheggio.

Giudizio

Escursione facile e agevole – ovviamente da tararsi sulle proprie capacità e sul proprio stato di allenamento – ma non per questo poco remunerativa dal punto di vista del paesaggio e del divertimento. Questa zona offre sempre scorci pittoreschi, ma anche una natura selvaggia che non ti aspetti: superato il Pian Cavallone abbiamo avvistato due camosci intenti a farsi gli affari loro!

Volendo è possibile accorciare il giro, facendo un percorso più semplice ma sempre bello, evitando i sentieri attrezzati EE e la Marona: basta non proseguire oltre il Pian Cavallone, tornare brevemente sui proprio passi e puntare al Pizzo Pernice, facendo così un anello breve e assai piacevole (dislivello circa 500 m).

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