Pizzo Arera – Canalino Nord da Valcanale

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VALCANALE (BG) (1.000 m slm) – Passo di Corna Piana (2.130 m slm) – Pizzo Arera (2.512 m slm) – CANALINO NORD – PD Max 50° – disliv. positivo 1.512 mt – sviluppo 13 Km circa

Ed eccoci di nuovo a Valcanale, dove un paio d’anni fa in una ventosa e gelida giornata d’autunno eravamo partiti per la Quasi Cima del Fop. A uno dei due con il Pizzo Arera non andrà meglio nemmeno questa volta: colpa dello scarso allenamento invernale e di una condizione fisica non proprio al top, alla quota rosa del blog toccherà desistere al Passo di Corna Piana dopo poco più di 1100 metri di dislivello su neve; la cima e il bel canalino che si affronta per raggiungerla da questo versante spetteranno di diritto al Gabri, anche se poi subirà anche lui la fatica a causa della lunga discesa 😉

La giornata nonostante sia ancora inverno è caldissima, cosa che ci costringerà ad esaurire troppo presto le scorte d’acqua: almeno però la neve terrà per buona parte del percorso, anche grazie al rigelo notturno occasionale che c’è stato in questo weekend.

Descrizione della salita

Da Valcanale, dopo aver parcheggiato in fondo al paese, si supera la sbarra di sinistra e si segue per un primo tratto la strada innevata che con alcuni tornanti e passando di fronte ai relitti dei vecchi impianti sciistici, conduce fino alla Baita Bassa di Vaghetto (fino a qui il percorso è identico a quello della gita sopra menzionata, se andate a curiosare troverete anche la storia dei vecchi impianti da sci).

Dalla Baita, dopo qualche altra decina di metri di strada, si iniziano a risalire i pendii vallivi che, a suon di rampette e muri innevati, portano sino al Passo di Corna Piana, che sembra sempre essere dietro l’angolo, e invece… 🙂
Superato un traverso, finalmente, si arriva al Passo, dove si trovano alcuni ometti e una roccia con diverse indicazioni; piegando a sinistra ci si immette nel Vallone del Mandrone dal quale si può ammirare il versante Nord dell’Arera.

Si punta alla rampa nevosa che sale, sempre più ripida, sino al canale, nascosto da una formazione rocciosa che ne copre l’ingresso (bisogna passarci dietro aggirandola sulla destra faccia a monte).
Qui il canale si impenna un po’ di più regalando in questo caso neve dura e ben battuta nel tratto iniziale ma purtroppo un po’ sfondosa e poco portante nel tratto centrale dove bisogna anche superare delle rocce affioranti che di certo non offrono sicurezza (tutta roccia orribile e sfasciumosa).
L’uscita in cresta è forse il tratto più dritto ma in questa occasione non troviamo la cornice sommitale in quanto ormai non nevica da tempo ed è tutto già crollato.
Giunti in cresta, si segue verso destra aggirando uno sperone roccioso fino alla grande croce di vetta che si raggiunge in pochi minuti.

Per la discesa si ripercorrono le tracce dell’andata. Con la neve un po’ sfondosa, la parte centrale della discesa nel canalino richiederà attenzione e avere dietro una sola picca e non avere nemmeno i bastoncini sicuramente non ha aiutato, ma comunque è venuta via abbastanza in fretta prestando la giusta attenzione a dove mettere i piedi.

Come sempre: nelle foto e relative didascalie troverete altre utili indicazioni, oltre alle nostre facce da schiaffi 😀

Giudizio

Il canalino è molto breve: saranno si e no 70 metri, però è gradevole e dalla cima la vista è davvero mozzafiato. Inoltre, per raggiungerla bisogna comunque macinare un bel dislivello (1500mt) e farsi circa 150mt di parete nord sui 40-45°. Il modo migliore di affrontare questa gita è sicuramente con gli sci da alpinismo (almeno fino all’ingresso del canalino), anche viste le pendenze perfette dei pendii che riportano giù a Valcanale.
Oggi non pensavamo di trovare tutta questa neve e quindi siamo venuti su a piedi, ad ogni modo rifaremo senz’altro questa cima sci ai piedi perché ne vale sicuramente la pena!

 

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