Ghiacciaio dei Forni – Rilievo dei mulini glaciali

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da RIFUGIO BRANCA (SO) a GHIACCIAIO DEI FORNI

Oggi, grazie al Paolino, ho avuto l’opportunità di passare la giornata sul ghiacciaio dei Forni con lo staff dell’SGL (Servizio Glaciologico Lombardo) per rilevare i mulini glaciali e i loro cambiamenti rispetto al rilevamento che è stato fatto due anni fa.
Siamo saliti col mitico Defender fino al rifugio Branca, a 2500mt, e da lì siamo partiti verso le pendici del ghiacciaio portandoci dietro tutta l’attrezzatura fighissima che usano quelli dell’SGL per rilevare i cambiamenti glaciali con misure di precisione millimetrica.

Giornata eccezionale…sia per l’ambiente dei Forni che è davvero magico, sia per la quantità di cose che si imparano andando a spasso con persone che studiano e vivono a contatto con i ghiacciai da decine di anni e sanno raccontarti la rava e la fava di qualsiasi cosa (dalla roccia, alla conformazione glaciale, al tipo di ghiaccio, alla posizione dei ciotoli….etc…..etc…..).
Bellissima occasione per me che spero di trasformare in qualcosa di più concreto in futuro.

Ma si vedrà. Un passo alla volta.
Intanto oggi, me la sono goduta alla grande ed ho imparato un sacco di cose!
Alla prossima!! 😉

Sul ghiacciaio dei Forni col Servizio Glaciologico Lombardo

  • Terminati i rilevi, verso le 15 si torna alla jeeppa per lo stesso sentiero dell'andata

  • Arrivati al rifugio, abbiamo tutti una fame boia. Ci facciamo fare un paninetto 3 strati per sopravvivere al lungo viaggio di ritorno

  • Un ultimo saluto allo spettacolare ghiacciaio dei Forni, specchiato sul laghetto pieno zeppo di girini. Tanta vita in una sola foto!

  • E dopo panino e birrino, tutti di nuovo sul Defender ad affrontare la ripidissima discesa! 😉 Giornata magnifica!! Mille grazie a Paolo, Giovanni e Maurizio per la bella esperienza!

  • Nel laghetto sotto al rifugio Branca, vivono tanti di quei girini che potresti ripopolarci la terra!!

  • Paolino fa il cugghione con un "fungo glaciale"

  • il presidente dell'SGL ritrova un suo "residuato bellico" che negli anni '90 fu piantato nella parte alta del ghiacciaio e che ora è riapparso a poche decine di metri dal termine dello stesso.!

  • una placca perfettamente levigata dal ghiacciaio che riaffiora in forma rocciosa

  • Gab fa il pagliaccio sul ponte ghiacciato sospeso sul crepaccio

  • Paolino fa il pagliaccio sul ponte ghiacciato sospeso sul crepaccio

  • Ecco.....qui si comincia a fare sul serio! Questo mulino è grosso assai!!! 😉

  • Uno dei bellissimi mulini trovati poco più a valle. Tanta roba!!

  • Troviamo anche una mina inesplosa intera, anche se senza cappuccio. La lasciamo dove sta.........prima di saltare in aria pure noi

  • Scorcio del torrente glaciale che va ad alimentare il mulino

  • Siamo in discesa e seguiamo un percorso diverso e parallelo alla linea di salita, con l'obiettivo di individuare e rilevare tutti i mulini presenti

  • Paolino vuole portarsi a casa la cassetta di legno che conteneva le granate ma si ricorda immediatamente del fatto che Grazia Adamo non gliela lascerà mai tenere in casa.... 😛

  • il ghiacciaio principale, la seraccata centrale e la bella lingua liscia alla sua destra

  • Gab prende confidenza con l'attrezzatura

  • Paolino procede nei rilevamenti

  • laghetto glaciale, che probabilmente è un ex-mulino, con splendida vista sulla seraccata del ghiacciaio principale alle sue spalle

  • c'è dell'umidità nel mulino vaginottero! E menomale!!! 😉

  • il Gallo guarda dentro il mulino vaginottero

  • io nei tempi morti durante i quali il macchinario rileva i punti, vado a caccia di mine della prima guerra mondiale e porto a casa un bel bottino con svariati pezzi di granate del '15-'18

  • resti di una cassa di legno che un tempo probabilmente fungeva da porta granate

  • poco accanto, un mulino stretto ribattezzato immediatamente il mulino vaginottero

  • Oggi Paolino ha un bel da fare.....ha vinto lui l'onere di gestire l'apparecchio di rilevamento e quindi passerà tutto il giorno con il TELECOMANDONE in mano

  • Giovanni, Maurizio e Paolino durante uno dei primi rilevamenti, tutti con la divisa d'ordinanza dell'SGL in bella mostra 😉

  • crepacciate a go-go tutto attorno a noi

  • raggiunti i primi mulini, l'SGL si mette al lavoro

  • Anche Gab è POOOOCO contento di essere qui! Quale modo migliore di dimostrarlo? 😉

  • anche ai bordi dell'enorme lingua glaciale che stiamo risalendo, ci sono svariate seraccate che un tempo si collegavano al ghiacciaio basso, formando un'unico gigantesco ghiacciaio

  • Paolino POOOOOCO contento di essere qui! 😉

  • Paolino e Giovanni ripassano le procedure e leggono i dati di due anni fa, punto di partenza per i rilevamenti di oggi

  • siamo ormai in vista della lingua di partenza, che ogni anno si sposta più indietro

  • qualche passaggio su ponti sospesi per raggiungere l'inizio del ghiacciaio

  • seguiremo il sentiero glaciologico che ci porterà in pochi minuti fino alla base del ghiacciaio

  • il rifugio Branca nella sua bella location

  • Per prima cosa andiamo un po' a monte a posizionare un'antenna ricevente che fungerà da base dati e che servirà da appoggio alla stazione mobile che ci porteremo invece dietro per le varie rilevazioni

  • Dopo una salita con tornanti da brividi affrontati con le ridotte dal mitico Defender, eccoci al rifugio Branca, da cui partirà la nostra giornata di "lavoro"

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