Donnas (AO), Albard di Bard 500 m s.l.m. – disliv. avvicinamento 150 m; Arrampicata: Via multipitch, difficoltà 5c (5c obbl) – sviluppo 180 m – esposizione S
In questo weekend valdaostano che ci siamo regalati avevamo l’idea di percorrere la nuova nata sul Truc de Chaveran, ad Albard, ovvero Paranoid; poi la sera prima, mentre godevamo degli ultimi raggi di sole prima di cena, abbiamo realizzato che Paranoid segue un percorso molto vicino e condivide alcuni tiri con Rolling Stone, una via che ci aveva lasciato abbastanza indifferenti.
Al che Gabri tira fuori dal cilindro la Via Antica, che invece è la prima nata della parete: rimandiamo l’ultima decisione al giorno dopo, quando, una volta sotto le pareti, ci leviamo ogni dubbio: Paranoid è presa d’assalto, mentre sulla Antica non c’è nessuna cordata quindi… Vada per l’Antica!
Ad oggi, ci sono diverse vie su questa parete: in alcuni casi gli spit sono parecchio vicini tra loro e si può fare confusione rispetto alla linea da seguire.
La via Antica, è la seconda da sinistra in questo blocco e tende più o meno sempre in quella direzione.
In un paio di occasioni (primo, secondo e penultimo tiro in particolare) è possibile fare confusione.
Il nostro consiglio è quello di stare attenti nel seguire sempre la seconda linea di spit partendo da sinistra. In questo modo non si sbaglia.
Avvicinamento
Dallo spiazzo dove avrete parcheggiato (posizione GPS qui), due curve prima del cartello bianco Albard, prendere il segnavia n°6 all’imbocco di una rampa di scale in pietra. Si sale in pochi metri sino ad uno spiazzo che si apre sulla valle sottostante, dove c’è una sorta di croce in ferro; da qui non bisogna continuare a salire lungo il sentiero (è quello che percorreremo in discesa e che porta in cima alle placche), bensì scendere verso valle, sempre su sentiero segnato.
Si incontra una casetta in pietra addossata alle rocce, piuttosto pittoresca, per poi scendere ancora ripidamente fino quasi al fondovalle dove si segue il sentiero che va verso destra (faccia a valle).
Si traversa nel bosco, su sentierini costeggiati da muretti a secco, sino ad incontrare un bivio segnato da una targhetta nera (scritte Paranoid e Ozzy) e segni di vernice gialla fosforescente sulle rocce (destra), che seguiti attraverso un percorso breve ma tortuoso tra massi e alberi caduti, conducono alla base della parete.
Descrizione dei tiri
- L1 – 5a / 5b / 4b (25m) – Salire su placchetta iniziale appoggiata, spostarsi quindi a sinistra per “rimontare” un piccolo tetto seguito da una fessura (nel nostro caso abitata da un simpatico rovo😅) che immette in un breve diedro; uscire poi a destra e proseguire dritti qualche metro su terreno più facile a balze.
La sosta su due spit si trova sulla sinistra, alcuni metri prima di raggiungere un evidente terrazzo vegetato. - L2 – 4b (20m) – Dritti sopra alla sosta su terreno facile, poi seguire una lavorata placca più verticale in diagonale sinistra (occhio a un masso che suona vuoto!), uscire quindi su mini terrazzino dove si sosta, sotto una placca.
- L3 – 5a (15m) – Salire in verticale la placca fino al primo spit (un po’ alto), poi iniziare a piegare in diagonale destra con bei passi e seguendo gli appoggi migliori fino ad un evidente diedro, dal quale si esce poi a destra ed infine verticalmente si guadagna la sosta, appena sopra.
- L4 – 5a / 5b / 4b (20m) – Alzarsi leggermente e traversare verso sinistra per circa 6-7 metri, quindi vincere una paretina verticale ben ammanigliata ma con un paio di passi più delicati. Poi ancora qualche metro facile fino alla sosta.
- L5 – 5c (15m) – Dritti per qualche metro in placca sopra alla sosta, salire quindi un bel diedro verticale, uscire alla sua destra e proseguire ancora un paio di metri in placca fino alla sosta.
- L6 – 5a (30m) – Seguire in diagonale sinistra fino al secondo spit, poi in verticale fino alla placca successiva (ignorare la sosta limitrofa) dove si segue un’evidente lama diagonale verso sinistra fino ad un terrazzino dove la via si congiunge con la linea di spit della via Nouvelle.
- L7 – 4b (20m) – Alzarsi in verticale, quindi superare lo spigolo a destra su ottime mani e piedi, proseguire quindi per placca molto lavorata fino ad uscire sul terrazzo sommitale.
Ad oggi (maggio 2026), è rimasta solo una sosta disponibile in vetta per tutte le vie che terminano qui.

Discesa
Dalla sosta sommitale, salire ancora qualche metro, seguire una labile traccia verso sinistra fino a raggiungere una casetta poco sotto, con legnaia e altalena.
Da lì, basta seguire il sentiero verso destra (faccia a monte) che in 10-15 minuti riporta al parcheggio.
Giudizio
Bella via, con arrampicata varia e divertente, che sembra seguire una linea pensata proprio allo scopo di godere la bellezza di questa parete, senza spingere troppo sulle difficoltà (pur non risultando mai banale!).
La chiodatura è sicura e ravvicinata sui passi più difficili e un pochino più lasca dove ci sono ottimi appoggi ed appigli per la progressione.
Un paio di friend misura medio-piccola li abbiamo messi (primo e ultimo tiro), ma sono assolutamente evitabili.
Tra le vie fatte in questo settore, ad oggi ci è sembrata la più bella e vanno sicuramente ringraziati Gianni Lanza e Gabry Guglielmetti (apertura il 2 dicembre 2015) per l’ottima intuizione che hanno avuto e per il regalo che ci hanno lasciato.
In primavera potreste trovare un po’ di vegetazione qua e là, ma la via risulta generalmente ben pulita e sempre su roccia solida.
Esposizione sud, quindi sole garantito (meteo permettendo!).
Il problema è sempre lo stesso che caratterizza questa zona, ovvero il vento!
Che quando è forte, come oggi ad esempio, rovina un pochino l’esperienza degli ultimi tiri. Fino a metà parete invece, non si sente proprio (ma vale per tutte le vie del settore).
Periodo ideale nelle mezze stagioni, ma anche in inverno se si tratta di una giornata poco ventosa (anche se qua il “poco vento” è davvero raro!😅).
Nell’insieme, molto consigliata e tra le più belle che abbiamo avuto l’occasione di ripetere qui ad Albard!
Disclaimer
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