Canale Comera – Una linea diretta alla cima del Resegone

PARCHEGGIO FUNIVIA PIANI D’ERNA (LC) 620 m s.l.m. – CIMA DEL RESEGONE 1.875 m s.l.m. – Alpinismo Invernale – Canale Comera – Difficoltà PD – Dislivello 1.340 m – Sviluppo 13.4 km – Esposizione Ovest

Erano ormai un po’ di anni che non salivamo sul Resegone, per la precisione dal periodo del Covid, periodo nel quale avevamo trovato e ripetuto il Canale Pesciola Settentrionale, un percorso molto poco battuto e in disuso, quindi perfetto per quel momento storico 😛

Da allora però, abbiamo un po’ abbandonato questa bella montagna. I 1.300-1.400 metri di dislivello che richiede, a quote così basse, ci hanno fatto un po’ desistere nel tempo.

Ora però siamo in un momento in cui abbiamo voglia di mettere su gamba per l’estate e quindi quale posto migliore di una delle montagne di casa, magari facendo qualcosa che ancora ci manca?

Il Canale Comera in realtà – ce ne siamo ricordati giusto quando stavamo salendo! – lo avevamo già percorso in passato, ma era stata una salita estiva: la versione invernale mancava all’appello e valeva sicuramente un giro di giostra.

Non si tratta di un canale difficile, però rimane divertente ed è sicuramente più piacevole rispetto alla salita dalla via normale, che comunque si seguirà in discesa.
Poi oggi abbiamo trovato i saltini di roccia scoperti e abbiamo anche optato per la variante di uscita di destra, che regala qualche passaggio più piccantino.

Per ulteriori dettagli vedete il giudizio in fondo!

Visto che contro ogni aspettativa siamo stati veloci non è mancato lo stinco con polenta al Rifugio Azzoni 😉 Prima il dovere, poi il piacere.

Avvicinamento

Si parcheggia al piazzale della funivia dei Piani d’Erna. Poi si imbocca il sentiero n°1, punto di riferimento per tutta la salita, sul lato destro del parcheggio.

Seguire le indicazioni per il rifugio Stoppani che si raggiunge in circa 45 minuti.
Poi da lì continuare per il sentiero 1 con direzione “vetta del Resegone”, che così non si sbaglia mai.

Dopo una bella salita nel bosco, si raggiunge il Pian delle Bedulette, proprio a ridosso delle pareti.
Si prende quindi verso destra aggirando l’evidente spallone roccioso che si nota anche a distanza, sempre su sentiero.

Si incontra una croce e da lì, a seconda delle condizioni della neve, bisogna capire come comportarsi.
Nel nostro caso di neve ce n’era poca o nulla a questa quota, quindi abbiamo continuato per il sentiero 1 che si incunea in una valle rocciosa.

Si incontra dapprima il bivio per la ferrata Gamma 2, poi l’attacco del canale Cermenati (evidente scritta gigante su roccia) e pochi minuti dopo si arriva ad un cartello che segna l’attacco del canale Comera (circa 1h e 45 dal parcheggio).

Discesa

Per tornare al Parcheggio della Funivia bisogna comunque scendere fino all’Azzoni, dove in prossimità della terrazza bassa lato lago si trova il sentiero della via normale. La prima parte in discesa ha qualche saltino con roccette e qualche breve traverso, da affrontare con attenzione e lucidità in caso di neve.

Lungamente si percorre il sentiero fino a riportarsi sul versante del Comera e da qui come per l’andata.

Descrizione del percorso

Salire i primi metri nel canale fino quasi all’evidente balza rocciosa “insormontabile”, qui seguire il pendio verso destra, abbastanza ripido, che consente di aggirarla.
Si risale con qualche saltino fino ad un punto dove si traversa nuovamente a sinistra per rientrare nel canale. Qui noi abbiamo inforcato i ramponi: la parte precedente era quasi del tutto senza neve.

La prima parte del canale è decisamente morbida, con pendenze sui 20-25.
Si incontra un primo salto (nel nostro caso roccioso) che conduce in direzione di una strettoia che rende evidente che da lì non si passa.

Si segue invece verso destra, aggirando uno spigolo roccioso ed immettendosi nuovamente in un ampio canale con pendenze moderate fino a raggiungere un secondo salto (anche qui, scoperto da neve nel nostro caso), un po’ più ostico del primo.

Da qui in avanti il canale procede in modo verticale e lineare e le pendenze aumentano progressivamente, arrivando ad un massimo di 40-45°.
Si incontrano altri 2 saltini rocciosi (con poca neve, altrimenti saranno coperti) in corrispondenza di due strettoie del canale.

Giunti sul fondo, l’uscita ufficiale si trova dritta di fronte con un salto un po’ più verticale ma breve (valutare eventuali cornici).

Noi invece abbiamo salito la variante di destra, che offre un percorso un pochino più lungo, con pendenze più interessanti (si arriva anche a 55-60°) e con dei passi in uno stretto canale tra le rocce, per poi uscire con un ultimo passo verticale sulla cresta, praticamente a ridosso del pendio che porta sulla croce del Resegone.

Da lì seguire brevemente verso destra, sia per arrivare al rifugio Azzoni sia per salire verso la croce, che merita una visita per il bel panorama sui laghi sottostanti.

Giudizio

Trattandosi di un canale le difficoltà possono variare al variare delle condizioni della neve: il Comera resta comunque un percorso non difficile, salvo complicarselo a piacere come abbiamo fatto noi sul finale, per via delle pendenze moderate (di media non superano i 45°).

Per questa ragione è anche un canale abbastanza frequentato quando è in condizioni ottimali.

Nel nostro caso la parte più bassa era praticamente secca, mentre oltre abbiamo trovato neve bella compatta e portante; solo in uscita, negli ultimi metri, è diventata più inconsistente e sfondosa.

Tutto il percorso è comunque abbastanza impegnativo fisicamente, sia per la lunghezza sia per il dislivello, che vanno valutati in base al proprio allenamento, così da poter affrontare sia il canale sia la discesa in condizioni fisiche e mentali adeguate (leggi: non stravolti dalla stanchezza).

Il Resegone, con il suo inconfondibile profilo seghettato e i suoi 1.875 metri, è una bella montagna, che offre un panorama superbo oltre ad un Rifugio quasi sempre aperto in vetta. Consigliabile salirlo non in piena estate, stagione in cui diventa davvero – troppo – caldo!

Disclaimer

Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.

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