ARCO DI TRENTO (TN), Località Laghel (100 m s.l.m.) Parcheggio del Castello – MONTE BAONE, parete Est – Arrampicata Classica
Via Guide Alpine – Difficoltà VI-, Sviluppo 160 m circa
Via della Metamorfosi – Difficoltà VI (V+/A0 obbl.), Sviluppo 160 m circa
E’ bizzarro, ma nella zona di Arco non avevamo mai esplorato le pareti del Monte Baone: è stata una bella scoperta trovare roccia più che buona in un ambiente davvero gradevole, con bellissimi uliveti che si estendono fin quasi sotto le pareti e che si attraversano per arrivare all’attacco.
L’avvicinamento breve e l’esposizione est l’hanno resa una meta perfetta per un paio di scorribande invernali: abbiamo fatto due vie, Guide Alpine e Metamorfosi, entrambe partono sul facile per poi verticalizzarsi e diventare più impegnative sul finale.
Abbiamo anche provato ad osare qualcosa di più con la Via Plasmata, l’ultima della parete… sarà che non era giornata ma il primo tiro (quello della foto qui sopra) ci è sembrato piuttosto cattivello, tale da farci desistere al suo termine e optare per qualcosa di più godereccio e senza pensieri 🙂 Questo assaggio però è stato interessante quindi l’intenzione è di tornare quando ci sarà maggiore volontà di sbattersi 😛
Per entrambe le vie i tiri più ingaggianti sono quelli finali, gli ultimi due nel caso di Guide Alpine e l’ultimo nel caso di Metamorfosi, tuttavia anche le placche sottostanti, ricche di buchi, fessure, clessidre, sono gradevoli e divertenti.
Avvicinamento
Da qualsiasi parte si provenga bisognerà attraversare Arco di Trento e raggiungere Via del Calvario, che corre ad ovest della rocca che domina il paese, fino a raggiungere il Parcheggio del Castello.
Qui si può parcheggiare oppure salire ulteriormente in auto imboccando la prima stradina asfaltata che si stacca sulla sinistra e chiamata sempre Via del Calvario, fino ad uno spiazzo poco sopra in corrispondenza di una sbarra ed una casa: qui i posti sono molto limitati e bisogna fare attenzione a non intralciare gli accessi ai terreni limitrofi. Queste accortezze sono fondamentali… pena ritrovarsi poi con intere pareti interdette perchè i climbers non sono graditi 😉
Raggiunta in auto o a piedi la casa con lo spiazzo si prosegue tra gli uliveti sempre su strada, che diventa sterrata, fino ad arrivare quasi sotto le pareti, in corrispondenza di una ulteriore piccola sbarra in ferro che si supera per poi svoltare subito a destra su sentiero che risale fino ad una villa, poi con alcuni tornanti a fianco delle pareti stesse (il sentiero che dalla piccola sbarra prosegue dritto sarà quello del ritorno).
Dal sentiero si staccano delle tracce che in pochi metri portano agli attacchi delle vie: la prima che si incontra è la Via Edera, seguono Guide Alpine, Via della Metamorfosi, Pilastro Centrale e da ultima Via Plasmata (circa 20 min. dal parcheggio basso).
Via Guide Alpine
- L1 – IV+ (30 m) – si sale un avancorpo verso sinistra, si supera un muretto verticale con abbondanza di appigli e appoggi , poi in leggera diagonale sinistra più appoggiato, infine dritto: sosta da attrezzare su albero isolato che resta sulla destra;
- L2 – IV (35 m) – bella placca lavorata sopra la sosta, segue serie di risalti, infine ultimo bel muretto su una specie di pilastrino/avancorpo che conduce a un comodo terrazzo ove si sosta;
- L3 – IV- (20 m) – si prosegue su terreno più facile e un poco vegetato, segue breve placca appoggiata dopo la quale si trova la sosta;
- L4 – IV+ (20 m) – salire a sinistra della sosta per poi obliquare subito a destra su placca questa volta compatta, a risalti, fino ad uscire su ampio terrazzo con alberello ove si sosta;
- L5 – V+ (15 m) – salire a destra della sosta, su placca verticale incisa da una larga fessura in leggera diagonale sinistra fino al tetto, sotto al tetto traversare decisamente a destra usando i piedi bassi sulla placca (alcuni già leggermente lisi); sosta scomoda alla base di un evidentissimo diedro;
- L6 – VI- (35 m) – si prosegue nel diedro diagonale, alzandosi in verticale per il primo metro per poi spostarsi due o tre metri a sinistra e prendere una tasca con la quale si riesce a spittare; si rientra poi nel diedro con passi in aderenza e mani buone ma obbligate (tasche), si prosegue per placca con fessura verticale proteggibile a friend fino ad uscire dal diedro per rocce più facili.
Via della Metamorfosi
- L1 – IV (30 m) – a sinistra della sosta prima su terreno facile (III) poi su bella placca ruvida e generosa fino alla sosta;
- L2 – IV (25 m) – sempre su belle placche generose fino alla sosta;
- L3 – IV (40 m) – prima su placca simile alle precedenti, poi su terreno più facile e vegetato della cengia alberata fin sotto ad una paretina dove si sosta;
- L4 – IV+ (30 m) – traversare all’altezza della sosta verso destra, in orizzontale, su terreno facile (III), aggirando lo spigolo, poi risalire la parete a risalti verticali fino alla sosta;
- L5 – VI oppure V+ A0 (35 m) – salire a destra della sosta con passo delicato, poi affrontare una bella sezione verticale/strapiombante con buone mani ma faticosa e continua (abbondanti protezioni) verso destra, fino ad uscire su parete più appoggiata e via via più facile fino alla sosta finale.
Discesa
Per entrambe le vie si seguono gli ometti subito a sinistra dell’uscita (faccia a monte) – a meno che non si voglia proseguire per la cima del Monte Baone.
Seguendo gli ometti e bolli rossi/azzurri si percorrono in discesa delle appoggiatissime placconate calcaree, fino a imboccare un sentiero che scende ulteriormente e che, seguito verso sinistra, conduce tra gli ulivi sotto all’impressionante falesia delle Placche di Baone. Proseguendo si raggiunge la piccola sbarra dell’andata.
Giudizio
Entrambe le vie sono brevi e piacevoli, con roccia davvero bella e un super panorama sulla valle e su Arco, con la sua rocca in primo piano. Vista la rapidità della discesa si può anche pensare di farne due in un giorno, magari non in pieno inverno quando le giornate sono brevi e le pareti hanno poche ore di sole a scaldarle.
L’esposizione est rende invece questa zona valida alternativa per le fredde giornate invernali: nonostante le temperature altrove piuttosto basse noi siamo stati benone.
Le vie sono state aperte recentemente (2022 Via Metamorfosi e 2021 Via Guide Alpine, 2024 per la Via Plasmata) quindi per il momento il grip della roccia è una garanzia. Sono attrezzate con cordoni in clessidra / spit in modo più che confortevole e soste con anello di calata (ma spesso da collegare), cosa che rende minima la necessità di integrazione con protezioni veloci, che comunque è sempre saggio avere.
Come detto, in entrambi i casi il pepe lo troverete sul finale 😀 con tiri belli e che garantiscono l’ingaggio necessario.
Tra le due, proprio e solo per l’ultimo tiro, la Via Metamorfosi risulta forse più ostica, mentre i due ultimi tiri di Guide Alpine li abbiamo percepiti un filo più semplici.
Visto che le foto delle Vie le abbiamo messe sopra vi lasciamo qui sotto qualcosa di bello, che non ha direttamente a che fare con l’arrampicata ma molto con l’ambiente in cui questo “sport” si pratica.





Disclaimer
Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.


















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