Via Quindicesima Legione (Spigolo Nord) – Monte Oddeu – Sardegna

Via Quindicesima Legione (Spigolo Nord) – Monte Oddeu – Sardegna

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sviluppo 180 m – 4 tiri secondo la guida “Pietra di Luna – Trad e Multipitches”, Maurizio Oviglia – ed. 2014 (noi ne abbiamo fatti 7) – IV ° – via lunga di montagna

Abbiamo approfittato del ponte primaverile per gustarci 4 meravigliosi giorni in Sardegna in una delle zone dove avevo lasciato il cuore anni or sono: il Supramonte.
Ci siamo dedicati all’arrampicata, al trekking e al primo mare di stagione, sfruttando al massimo il tempo a nostra disposizione.
Per i trekking verso Cala Goloritzé e il Canyon Gorropu vedete articolo qui.
La via invece è descritta di seguito.

Si tratta di una delle poche vie classiche con gradi modesti di tutta la zona.
Abbiamo appena ripreso a scalare dopo la stagione scialpinistica e volevamo qualcosa di non troppo impegnativo tecnicamente per togliere la ruggine dell’inverno e per riprendere un po’ la testa con la chiodatura lunga (o meglio….inesistente! :P)

Premessa: lungo la Via si trovano tutte le soste, eccetto la prima che noi abbiamo attrezzato su uno sperone, forse anche perchè non abbiamo capito esattamente dove fosse l’attacco (vedi sotto), e un unico chiodo per ogni tiro, quindi decisamente è necessario integrare. Per quanto riguarda il grado, quello dato nella sopracitata guida è senz’altro corretto, anche se la chiodatura sarda e qualche passaggino più delicato fanno sì che sia una via facile sì, ma da non prendere sottogamba: ad ogni modo rimane una delle più abbordabili del Supramonte, e della zona in generale.

La roccia è un calcare magnifico, ruvidissimo, l’arrampicata varia e la vista sulla Valle dell’Oddeone eccezionale. Sulle ultime lunghezze il vento è una costante, possono essere utili le radioline per comunicare (anche perchè la via non è sempre lineare).

Accesso

Dalla S.S. 125 poco dopo la galleria per Cala Gonone venendo da Nuoro/Olbia si prende un bivio sulla destra con indicazioni Tiscali – Gorropu che scende nella Valle dell’Oddeone. Seguendo la strada lungo la valle per qualche Km, si arriva ad un punto di ristoro da dove partono le visite guidate per il Canyon Gorropu e i sentieri per Tiscali: si può parcheggiare qui, oppure – meglio – proseguire superando il ponticello sul Rio Flumineddu, seguire la strada sterrata verso destra e parcheggiare in uno degli spiazzi presenti. Lo spigolo Nord dell’Oddeu è subito visibile.

Avvicinamento

Seguendo le indicazioni per Tiscali, si risale la Scala ‘e Surtana, un sentiero che si inerpica in un avvallamento piuttosto evidente tra lo spigolo nord dell’Oddeu e le pareti di Surtana. Appena superato questo dislivello il sentiero ufficiale prosegue verso Tiscali in falsopiano, ed è proprio qui che bisogna cercare degli ometti che segnano una traccia poco evidente sulla sinistra, che punta verso lo spigolo nord dell’Oddeu.

Qui la lettura, se non si conosce la zona, non è facilissima (infatti noi ci siamo persi, come da tradizione!): seguendo gli ometti, infatti, si rischia di imboccare quella che sarà la traccia per la discesa, a destra rispetto allo spigolo. Cercando di raggiungere quest’ultimo, dopo svariati tentativi dentro la macchia di vegetazione mediterranea, siamo andati troppo a sinistra, trovando l’attacco della via Codina di Topo… da qui spostandoci nuovamente verso lo spigolo abbiamo deciso per un attacco di via dove ci sembrava più logico (ad cazzum), non avendo avvistato soste ne indicazioni di nessun tipo.
In linea generale, la via è quella che attacca lo spigolo centrale. Ne troverete uno alla vostra sinistra e uno alla vostra destra.

Descrizione dei tiri

1° tiro – III Ancora in parte nella boscaglia su facili roccette, non sappiamo se sia o meno un tiro ufficiale… Abbiamo fatto sosta con fettucce su uno sperone calcareo tra due alberi abbarbicati sulla parete (qui ovviamente nessun chiodo, peraltro era impossibile capire se fossimo sullo sperone giusto dello spigolo o meno).
E’ possibile e forse consigliabile procedere ancora qualche metro fino a raggiungere una sosta fatta con un cordone abbandonato attorno ad un albero, almeno per evitare di fare troppi tiri.

2° tiro – IV Non ricordo esattamente i passi ma mi sembra ci fosse un bel muretto verticale su grosse prese. Molto divertente la progressione, al termine della quale troverete una sosta su due fix da collegare. Nessuna particolare difficoltà.

3° tiro – IV Si risale verticalmente su placca, meno appigliata nel primo tratto, più facile nel secondo tratto, verso la fine della quale si trova un chiodo. Da qui si prosegue leggermente a sinistra su un muretto di roccia scura verticale, ma con ottime mani e piedi.
La sosta si trova a sinistra su un ampio terrazzino (un po’ rognoso da raggiungere) ed è attrezzata con due fix da collegare.

4° tiro – IV+ Dal terrazzino bisogna riguadagnare lo spigolo alla propria sinistra. C’è da superare un piccolo strapiombino con passaggio delicato, un chiodo a proteggere, volendo integrabile con friends. Si procede poi su un diedro diagonale fino ad uscire sulla cresta orizzontale ed esposta. La sosta si trova poco oltre. Sempre a fix. Sempre da collegare.

5° tiro – V- Si risale dritti. Giunti alla base di uno strapiombo con prese taglienti bisogna obliquare verso destra (la corda fa un giro antipatico, il recupero sarà faticoso) e attaccare una placca più appoggiata a metà della quale c’è un chiodo. Volendo, si può ulteriormente integrare sulla fessura di destra con un friend grosso. Poco sopra si trova la sosta.

6° tiro – III+ Si prosegue seguendo lo spigolo, con un po’ di esposizione e vento forte, salendo su grosse roccie fino al punto in cui la pendenza decresce notevolmente: in questo terrazzino si trova la sosta della via Compagni di Viaggio, forse comune con Codina di Topo e utilizzabile anche per la nostra Via.
Consigliabile mettere qualche protezione lungo il tragitto, più che altro per evitare che il secondo si ritrovi la corda che va a spasso a destra e sinistra dello spigolo.

Discesa

Sulla destra del terrazzino si trova un primo ometto, seguendolo si aggira la formazione rocciosa che ci sovrasta. Si risale un pezzettino fino a che gli ometti non piegano verso destra in un canale roccioso. Nella prima parte gli ometti sono sempre ben visibili, nella seconda meno, ma conviene cercarli e seguirli per evitare di trovarsi davanti a salti rocciosi: si riguadagna così la traccia alla base dello spigolo, percorsa all’andata.

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