Loc Paluac, Pinzolo (TN) 1.355 m s.l.m. – Malga Valchestria 1.858 m s.l.m. – Passo della Falculotta 2.295 m s.l.m. – Lago Ritorto 2.055 m s.l.m. – Malga Ritorto 1.750 m s.l.m. – Escursione invernale / Ciaspolata: dislivello + 900 m circa, sviluppo 12 km circa – Esposizione: Varie
In questo inverno particolarmente secco e povero di neve (almeno qui nel Parco Naturale Adamello-Brenta, visto che negli ultimi anni gli Appennini sono invece belli imbiancati) ci siamo inventati questo giro invernale che doveva essere poco impegnativo… Peccato che la poca neve presente, per nulla portante e concentrata in accumuli, ci abbia costretto a tracciare per buona parte del percorso 😀
Siamo saliti un po’ alla spera in Dio partendo da Mavignola alta senza ciaspole e ovviamente senza sci, con l’intenzione di guadagnare la cima del Monte Ritorto, che alla fine – vista la fatica fatta per raggiungere il Passo della Falculotta – ci siamo limitati a guardare: arrivati al passo abbiamo deciso di scendere dalla parte opposta, verso il Lago Ritorto.

Essendo scesi troppo 😛 sul lago ghiacciato ci abbiamo anche camminato – cosa che assolutamente sconsigliamo di fare!!!
Ne è uscita una bella gita che ha il grandissimo pregio di essere fuori dai circuiti battuti e lontana dal caos delle piste da sci: per noi solo silenzio e la magnifica vista sulle Dolomiti di Brenta, una veduta a mo’ di quadro che si gode da questo versante in una fredda giornata di sole.
E’ molto più sensato affrontare questo giro ad anello con le ciaspole o eventualmente – in caso di buon innevamento – con gli sci d’alpinismo.
Percorso
Si può lasciare l’auto nello spiazzo presente sulla strada SS239 che da Pinzolo sale verso Madonna di Campiglio, dopo aver superato Sant’Antonio da Mavignola e i quattro tornanti successivi (loc. Paluac 1.355 m).
Di fronte allo spiazzo parte una strada cementata che conduce alle baite superiori, che però non è percorribile in auto se non con apposito permesso (divieto a pochi metri dall’imbocco, sulla destra).
Si prende dunque la sopra descritta strada forestale e si prosegue a piedi fino al quinto tornante, dove c’è uno slargo ed un bivio: proseguendo lungo la strada a destra si arriva in breve al Rifugio Malga Ritorto, mentre prendendo a sinistra il lungo sentiero, dopo qualche ponticello in legno che aiuta a superare una zona acquitrinosa, si entra nel bosco.
Al primo bivio si svolta a destra in salita con direzione Malga Ritorto, quindi dopo poche decine di metri, appena si esce su un prato, si trova un secondo bivio dove invece bisogna prendere verso sinistra con indicazioni per Malga Valchestria (1.858 m), dalla quale si può già godere di un notevole scorcio verso il gruppo delle Dolomiti di Brenta, con tutte le cime in bella evidenza. Da qui abbiamo iniziato a trovare neve, sempre più abbondante e sfondosa 🙂

Proseguendo verso Nord Ovest ci si inoltra nella valletta alle spalle della malga, salendo in costa lungo il versante orientale del Dos dai Fo (2.315 m), seguendo le indicazioni per il Passo della Falculotta (2.295 m). Il sentiero sale abbastanza dolcemente guadagnando quota per poi piegare verso destra e raggiungere il passo, dopo un tratto di leggera discesa.
Arrivati qui, dopo aver fatto una fatica bestia tracciando su neve inconsistente e accumuli nei quali sprofondavamo fino alla vita, abbiamo deciso di provare a scendere dal versante opposto, puntando al Lago Ritorto a 2.055 m (almeno dal lago in giù eravamo abbastanza certi che il sentiero sarebbe stato ben battuto).

La discesa è stata effettivamente se non agile quantomeno veloce: peccato che nella foga di toglierci dalla neve siamo scesi troppo e ci è toccato attraversare camminando sul lago ghiacciato per aggirare lo spallone di roccia che ne delimita il lato sud… non è una soluzione auspicabile perché rischiosa, il sentiero ufficiale risale a destra sullo spallone.
Ad ogni modo – con un sospiro di sollievo – raggiungiamo la sponda est del lago da dove effettivamente, come previsto, le tracce sono ben battute dal passaggio degli escursionisti e finalmente possiamo mettere all’asciutto i piedi! Da qui si prende il sentiero seguendo le indicazioni per la Malga Ritorto, attraversando di nuovo il bosco e arrivando molto comodamente al superbo belvedere che caratterizza questo rifugio, che però, ovviamente, è anche preso d’assalto da una folla di persone.
Per tornare all’auto basta seguire la strada che prosegue in discesa sotto la malga verso destra (faccia a valle), fino a incrociare la forestale dell’andata che percorsa in discesa arriva allo spiazzo sulla SS239.
Giudizio
Un bel giro, d’estate semplicissimo e sicuramente assai battuto, che invece d’inverno regala la soddisfazione di trovarsi immersi nel paesaggio naturale e in totale solitudine per la maggior parte del tempo, pur non avendo nulla di alpinistico e svolgendosi a quote relativamente basse.
In presenza di neve occorre un minimo di capacità di lettura della montagna per orientarsi e scegliere il percorso meno faticoso, al di là dei sentieri estivi che magari sono coperti. Utile una app per orientarsi e conservare la traccia.
Da questo lato le Dolomiti di Brenta sono come un dipinto, in una giornata tersa come spesso capita in inverno sono distinguibili tutte le cime, ognuna con la propria forma caratteristica. A voi scegliere se accontentarvi di vederle in mezzo al casino 😀 facendo poca strada e poca fatica, oppure se averle come compagne e testimoni durante un giro un po’ più lungo e – crediamo – sicuramente più appagante.
Ribadiamo che le ciaspole sicuramente in queste condizioni aiutano la progressione.
Disclaimer
Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.
















Lascia un commento