Appenninismo: anello del Monte Nero + ferrata Mazzocchi + Dente delle Ali

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Passo dello Zovallo (al confine tra Parma e Piacenza) 1.405 m s.l.m. – Bivacco Sacchi – Dente delle Ali – Ferrata Mazzocchi – Monte Nero 1.752 m s.l.m – Passo dello Zovallo; trekking E-EE / Arrampicata III / ferrata EEA Disliv. compl. 800 mt circa, sviluppo 10 Km circa

L’eterna lotta tra il montagnino e il meteo: questo weekend le previsioni erano incerte su tutte le Alpi, quindi abbiamo ben pensato di puntare sugli Appennini! Per la precisione sull’appennino piacentino e su un giro ad anello che ci era stato consigliato da un amico del posto, rivelatosi davvero molto carino.
Certo, il dislivello complessivo è quello che è, ne siamo usciti affaticati solo perchè arrivare al Passo dello Zovallo da Milano è abbastanza estenuante, tuttavia cambiare ambiente è sempre gradevole e remunerativo.
Soprattutto se scopri qualcosa che non ti aspettavi, ovvero un grosso masso erratico completamente chiodato e con roccia ottima, che non ci siamo lasciati scappare!

Come arrivare

Per chi arriva da Milano trattasi di una discreta vasca: da Piacenza si percorre tuuuuuutta l’eterna Strada Statale 654 di Val Nure fino al Passo dello Zovallo, dove c’è un comodo parcheggio. La strada di per sè è anche paesaggisticamente interessante, ma difficilmente si riesce a “correre” vuoi perchè è letteralmente una curva unica ed è difficile il sorpasso, vuoi perchè ci sono i velox (occhio!), vuoi perchè frequentatissima dai motociclisti.
Da Piacenza considerate un’ora e mezza.

Percorso

Dal Passo dello Zovallo, volendo fare l’anello che abbiamo percorso noi, si seguono i segnavia 001 fino al Lago Nero: il sentiero, sempre ottimo, si snoda all’interno di una faggeta molto luminosa, sino in prossimità del bacino glaciale dove compaiono i primi pini mughi. Che ci fanno i mughi qui?! Ebbene, sono anch’essi il lascito dell’ultima glaciazione, in questa stagione sono in piena fioritura. Il Lago Nero poi non è nero ma verdissimo, ci sono aree pic nic attrezzate con tavoli in legno: per chi fa trekking con bambini piccoli questa potrebbe essere tranquillamente la meta finale dell’escursione.

Il bel Lago Nero che in questa stagione ha un colore completamente verde

Aggirato il lago, dopo poco, si abbandona il sentiero 001 per il sentiero 011 (c’è forse un punto incerto nel bosco: il nostro sentiero si tiene sulla destra e paradossalmente… scende!) che conduce alla località Fontana Gelata, dove scorre un piccolo torrentello. A questo punto si segue il segnavia 007 per il Bivacco Sacchi, senza superare il torrente ma mantenendosi alla sua destra idrografica.
Il bosco in questo punto nasconde grossi massi erratici, alcuni chiodati a spit: dopo un’ultima salita si giunge in vista del Bivacco Sacchi e del Dente delle Ali, bella formazione appuntita e completamente scalabile! (dal passo noi ci abbiamo messo circa 1.30′)

Il bivacco è stato inaugurato nel 1966, ed è abbastanza bizzarro: sembrerebbe servisse come punto di appoggio per i rocciatori impegnati nella chiodatura del Dente, lì a due passi. Abbiamo trovato poco, purtroppo, sulle vie presenti su questo massone. Sapevamo di una Via Normale sul III grado… e ci siamo portati le corde per ogni evenienza (anche per fare un po’ di allenamento!)

Dente delle Ali – Via Normale – III

Ebbene, la via consta di 2 tiri: brevi e facili. Ci sono addirittura degli spit e degli anelli di calata, uno in cima, accanto al quale è stata installata persino la croce di vetta (che dal basso non si vede!)
Attacca nella spaccatura-diedro che separa il Dente dal limitrofo gendarme sulla sua destra, risale tutta la spaccatura fino alla forcella e prosegue poi sullo spigolo del dente stesso fino alla cima.

L’incredibile formazione del Dente delle Ali

Ad aver avuto qualche informazione in più sulle altre vie presenti (sempre brevi, ma molto belle a vedersi e… incredibilmente su roccia ottima) sarebbe stato da fermarci a giocare un po’! Un gruppo di ragazzi del Soccorso Alpino, impegnati nella pulizia delle aree limitrofe al Bivacco, ci hanno riferito che per il futuro sono previste opere di richiodatura di alcune di queste viette, che secondo noi meritano sicuramente più attenzione.

Ferrata Mazzocchi

Dopo i nostri due tiri di corda sul Dente proseguiamo il percorso che stavamo seguendo, raggiungendo la Ferrata Mazzocchi che si trova a 5′ dal bivacco, sempre segnalata dai cartelli CAI.

Un tratto in traverso lungo la Ferrata Mazzocchi

Trattasi della ferrata più breve che abbiamo mai affrontato! Sono presenti scalette, staffe metalliche e catene, che servono soprattutto in caso di roccia bagnata, per il resto ben scalabile. Non ci sono punti particolarmente esposti e i tratti ferrati sono tutti molto brevi, quindi tutto sommato, non è per nulla faticosa.

Monte Nero e ritorno… con errore!

Terminata la ferrata-lampo si arriva su un pratone, in vista degli impianti di risalita del Monte Bue, che campeggiano sull’omonima elevazione poco distante. Sì, fa un po’ sorridere pensare a degli impianti di risalita qui… ma tant’è!

In compenso il paesaggio, con lo sguardo che spazia sulle colline verdeggianti dove occhieggiano i piccoli borghi delle valli piacentine, è davvero bello, impreziosito anche dalla fioritura coloratissima dei prati che in questo periodo da il suo meglio (milioni di violette!)

Il sentiero non raggiunge la sommità del Monte Bue, ma costeggia la montagna: noi abbiamo seguito le indicazioni per il Monte Nero che, dopo aver raggiunto un crocevia in un ampio prato, portano a percorrere tutta la cresta fino alla sua cima. Qui il sentiero viene segnalato come EE: forse per la presenza di un breve tratto attrezzato, forse perchè in alcuni punti è vagamente esposto. Questa parte del percorso offre una bella vista del Lago Nero dall’alto, snodandosi tra una vegetazione composta in prevalenza da pini mughi.

I bei pini mughi lungo la cresta del Monte Nero

Dalla croce di vetta del Monte Nero si scende ripidamente lungo il sentiero sul versante opposto, nel bosco…e qui, non sappiamo bene dove, abbiamo sbagliato. Probabilmente arrivati all’evidente bivio ormai a valle con il sentiero più ampio dovevamo andare a sinistra invece che a destra. Sta di fatto che siamo sbucati sulla Statale circa 2 Km più a monte del Passo dello Zovallo, garantendoci le ultime fatiche su una poco piacevole strada asfaltata!

Giudizio

Un bel giro, in ambiente molto rilassante, gradevolissimo perchè semplice e vario. Nella parte più bassa ci sono percorsi interessanti anche per le mountain bike.
Degna di nota è la formazione del Dente delle Ali: se non fosse così scomodo da Milano meriterebbe sicuramente di passarci un pomeriggio a provare le varie vie d’arrampicata.

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