Anello rifugio Chabod – rifugio Vittorio Emanuele – Gran Paradiso – Valsavarenche

Anello rifugio Chabod – rifugio Vittorio Emanuele – Gran Paradiso – Valsavarenche

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da PONT, Valsavarenche (AO) al rifugio Chabod – Traversata fino al rifugio Vittorio Emanuele e ritorno – disl. positivo 1300 mt circa – sviluppo 18 Km – trekking semplice e panoramico. Solo un po’ lunghetto

Non avevo organizzato nulla per questo sabato e così all’ultimo minuto ho sentito un po’ in giro per sapere cosa facevano gli altri.
Luca ed Eliana mi hanno proposto questo bel giro in Valsavarenche che ancora non avevo fatto (a parte la tratta da Pont al Vittorio Emanuele) e così ho deciso di unirmi a loro.

Partenza da Milano ad orario indecente per questa stagione (ore 5) e saremo pronti a camminare per le 8:15 dal parcheggio che si trova ad un paio di km da Pont, sul fondo della Valsavarenche, da cui parte il sentiero nel bosco che si dirige verso il rifugio Chabod.

La giornata è bellissima. Non c’è una nuvola in cielo e vista l’afa mortale del periodo, ci riteniamo dei privilegiati ad essere ad oltre 1800mt con circa 15° di temperatura.

Appena partiti, ci accoglie subito una marmotta che stava facendosi i fatti suoi accanto al sentiero e che si lascia fotografare incuriosita.
Procediamo poi per tornanti nel bosco per circa 400 metri di dislivello, fino ad arrivare ad un vecchio alpeggio attorno ai 2200mt dove riposiamo 3 minuti e beviamo un po’ d’acqua dalla fontanella lì presente.

Poco dopo l’alpeggio, il paesaggio si apre in tutte le direzioni ed iniziano a vedersi di fronte i Giganti del gruppo del Gran Paradiso.
Lì nella radura, un cucciolo di camoscio saltella in solitaria e diverse marmotte corrono a destra e sinistra indaffaratissime.

Dopo un paio d’ore, arriviamo al bivio dal quale parte il sentiero che si distacca in direzione del rifugio Vittorio Emanuele, a pochi passi dal rifugio Chabod.
Decidiamo di non salire gli ultimi 50 metri che distano dal rifugio e di fare pausa lì al bivio, giusto il tempo di una paglia e di un po’ di riposo.

Per proseguire, dovremo poi guadare il torrente, che in questa stagione è bello pieno d’acqua ed ancora non è stato allestito il ponticello di legno che in genere lo supera (lo vediamo smontato accanto al guado).
Troviamo quindi un punto con qualche roccia “saltellabile” e con qualche numero riusciamo a passare dall’altra parte, in direzione della morena del Gran Paradiso.

Da qui, la vista sulla nord del GranPa è di altissimo livello. A vederla così sembra ancora in condizione. Forse già un po’ secca e ghiacciata. Ma siamo troppo lontani per capirlo bene.
In compenso la teminale sembra abbastanza chiusa, o quantomeno superabile

Il sentiero poi, costeggia la montagna scendendo un po’ verso valle e con continui sali-scendi, aggira il costone montuoso che ci separa dal rifugio Vittorio Emanuele.

Verso la fine della morena, si trova un secondo guado, che però si supera molto più agilmente del primo.
Da qui in poi, il sentiero sale (più che scendere….) facendoci macinare altri 250-300mt di dislivello oltre a quelli già percorsi per giungere al rifugio Chabod.

Quando in lontananza appare il rifugio Vittorio Emanuele, sembra di essere ormai arrivati.
In realtà manca circa mezz’ora di cammino, che sembra ovviamente più lunga visto che abbiamo l’obiettivo proprio di fronte.

Attorno a mezzogiorno e qualcosa, giungiamo finalmente al rifugio, dove terminano le nostre fatiche (almeno per quanto riguarda la salita) e possiamo fermarci a riposare e a mangiare qualcosa.
Visto che ho portato con me solo 50gr di bresaola, mi concedo anche un piatto di pasta aglio, olio e peperoncino, giusto per arrotondare (si….per arrotondare la panza! 😛 ) e anche una birretta di festeggiamento che ci godiamo sotto il bellissimo sole, che a 2700 e rotti metri è quasi godibile senza farti stramazzare al suolo dal caldo.

Dopo un’oretta di pausa, partiamo verso valle seguendo questa volta il sentiero classico del Vittorio Emanuele, che porta esattamente fino al parcheggione della località Pont.
La nostra macchina però, si trova quasi 2km più a valle e quindi dopo i lunghi tornanti della discesa, ci spettano anche sti 2km di strada asfaltata per tornare alla macchina.

Arrivati al nostro parcheggio, ci concediamo una pucciata di piedi nel torrente prima di andare via, giusto per ripristinare la circolazione dopo la bella sfacchinata di oggi.
Al ritorno, ci porterà a casa Eliana, mentre io e Luca dormiremo in modo alternato in macchina per la stanchezza…….vergogna!! 😉

Che dire……menomale che ci sono le signore, altrimenti la montagna sarebbe durissima!!! 😉

 

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