panorama dalla cima del Corno Occidentale

Anello dei Corni di Canzo, le tre iconiche cime del Triangolo Lariano

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Fonti di Gajum, Canzo (CO) 483 m s.l.m. – Corno Occidentale 1.373 m s.l.m. – Corno Centrale 1.368 m s.l.m. – Corno Orientale 1.232 m s.l.m. – Fonti di Gajum – trekking difficoltà max EE (solo per la parte di cresta), E per il resto – disliv. 1.000 m circa – sviluppo 11 km circa – Esposizione: Varie

Di necessità virtù, visti i costi improponibili del carburante, decidiamo di stare vicini a casa e fare un giro in una zona del Triangolo Lariano che abbiamo sempre trascurato ma che ha la sua bellezza, come tutti i monti di quest’area dove paesaggio, storia e architettura vanno a braccetto.

Partiamo con l’idea di fare poco più di una passeggiata e ne uscirà questa escursione non estrema ma interessante: come spesso si dice, l’appetito vien mangiando! Vale per la montagna, ma vale anche in senso letterale perchè in queste valli di certo non mancano alternative anche in ambito culinario, possibilità di cui OVVIAMENTE approfitteremo.

Vi raccontiamo il nostro giro completo, sottolineando che parti di esso sono davvero adatte a tutti (come il sentiero Spirito del Bosco che percorreremo scendendo, ma non solo) mentre altre sono più selettive: sta a voi quindi decidere se ripetere l’anello come qui descritto oppure prendere semplicemente spunto, modificandone delle parti o tagliandone altre, dato che i sentieri alternativi non mancano.

Gabri avvista un'aquila

Avvicinamento automobilistico

Lasciamo l’auto a monte di Canzo (CO), precisamente alle Fonti di Gajum, presso l’Albergo: dal centro di Canzo bisogna seguire le indicazioni stradali e NON il navigatore, onde evitare di entrare in zone ZTL. I parcheggi disponibili a questa quota sono diversi ma l’affluenza è decisamente maggiore, conviene arrivare presto la mattina; proseguendo lungo la strada acciottolata pianeggiante accanto al torrente, poco dopo questo parcheggio, si trova un altro spiazzo altrettanto grande sulla destra, poco prima di una sbarra.

Percorso

E’ possibile percorrere l’anello anche in senso opposto, ma per le caratteristiche del percorso… non lo consigliamo!

Dal parcheggio si segue l’ampia strada acciottolata che prosegue in falsopiano accanto al torrente Ravella, superando una sbarra.

Il percorso è anche un sentiero geologico, dove vari cartelli illustrativi ci consentiranno di approfondire sedimenti marini, tipologie di rocce particolari ecc visibili camminando. Ci accompagnerà a lungo anche il bel torrentello, con la sua frescura e le sue pozze.

Dopo 15 minuti è possibile fare una deviazione di 5 minuti per raggiungere il Santuario di San Miro al Monte, un piccolo eremo seicentesco il cui santo è legato al culto dell’acqua. Dal santuario bisogna ridiscendere fino al bivio e proseguire a destra, attraversando un primo ponticello e seguendo il torrente, ora su sentiero, ignorando le varie deviazioni.

Dopo vari altri ponticelli si arriva a Terz’Alpe, un grosso alpeggio che è anche agriturismo (segnatevelo!).

Si prosegue risalendo la scalinata accanto all’edificio fino a raggiungere un bivio, dove si prosegue in salita, ora ripida, verso il Rifugio S.E.V., indicato dalle paline (sentiero n°1). Si ignorano i vari sentieri che si intersecano salendo, compresa la deviazione per la Ferrata del Venticinquennale CAI, subito dopo la quale si esce dal bosco al cospetto delle pareti del Corno di Canzo Occidentale, il più alto dei tre.

Poco dopo un evidente crocefisso posto in mezzo al prato si stacca il percorso che, invece di proseguire verso il Rifugio S.E.V., risalendo a destra, conduce sulla cima del Corno: si devono superare alcuni tratti di roccette e da qui in avanti, fino al superamento del Corno Centrale, il sentiero è classificato come EE.

Dopo la prima cima si prosegue sul lato opposto a quello di salita, scendendo verso la Forcella dei Corni in un canalino ripido ed esposto con roccia scivolosa… ahhhh il calcare, gioie e dolori! Si prosegue sulla cresta ovest del Corno Centrale (volendo è possibile abbandonare la cresta per dirigersi verso il Rifugio S.E.V.) per poi ridiscendere dalla cresta est con qualche tratto attrezzato con catene e un calcare molto migliore 😉

Anche qui è possibile abbandonare la cresta per dirigersi verso il Rifugio S.E.V.; noi invece abbiamo proseguito fino alla successiva Bocchetta di Luera per poi fare gli ultimi metri fino alla cima del Corno di Canzo Orientale, che è invece raggiungibile attraverso un normale sentiero.

mappa
in rosso il nostro percorso, in blu la deviazione che si può seguire per evitare la parte più impegnativa di cresta

Dalla cima, si ridiscende al bivio della Bocchetta di Luera e poi si seguono le indicazioni per Acqua del Fo (Fo = Faggio) e Colma di Ravella, reimmergendosi nuovamente nel bosco con un primo tratto di sentiero piuttosto ripido. Qui si trovano diversi grossissimi e vecchissimi faggi.

Superato il Sass del la Funtana il sentiero prosegue più dolcemente a mezza costa riportandoci al Terz’Alpe. Questa volta per scendere imbocchiamo il Sentiero Spirito del Bosco, pensato per una fruizione da parte dei più piccoli (o dei grandi ancora dotati di leggerezza e immaginazione): lungo il percorso vi sono diverse sculture lignee, alcune evidenti, altre da trovare, oltre che capanne di tronchi sparse qua e là… ovviamente ci sono anche molti ragazzini 😉
Si può anche discendere su strada acciottolata, se volete evitare sculture e ragazzini 😀

Il sentiero arriva fino a Prim’Alpe, altro posto dove SE MAGNA! Ma c’è anche un centro di Educazione Ambientale e un breve percorso botanico.

Da Prim’Alpe purtroppo bisogna cominciare a scendere lungamente su ampio acciottolato e con diversi eterni tornanti (e altri agriturismi), fino al parcheggio: questa è la ragione per cui vi suggeriamo di non invertire il senso di marcia del percorso!

Giudizio

Con uno sviluppo e un dislivello più che accettabili per chi è abituato a camminare in montagna questo giro permette di attraversare paesaggi diversi ed ha molti spunti di interesse, sia naturalistico sia storico-artistico, soprattutto per chi non è mai stato da queste parti: la sezione che percorre le creste è quella più impegnativa, classificata EE per il Corno Occidentale e Centrale, con punti abbastanza esposti, sezioni attrezzate e roccette fino al II grado. Niente di trascendentale, ma è bene sottolinearlo!

Questa parte può essere aggirata attraverso i sentieri che passano ai piedi dei tre corni, sul versante settentrionale: non dovrete nemmeno rinunciare al panorama di vetta con vista sui laghi, dato che il Corno Orientale, contrariamente agli altri due, è facilmente raggiungibile attraverso un normale sentiero.

In una giornata di cielo sereno la vista si apre sui laghi di Como di Annone, di Garlate che circondano il Triangolo Lariano, un tappeto blu definito dal profilo delle montagne tra cui le cime delle Grigne, ben evidenti a Nord Est.

San Miro al Monte

Ma la bellezza di questo giro non si trova solo “in alto”: i boschi della valle nascondono castagni e faggi antichi, ma anche una storia geologica interessante – e spiegata in alcuni punti dai cartelli illustrativi per chi fosse curioso – alpeggi, eremi, sculture lignee in alcuni tratti (trovate indicazione più precise sopra, nella descrizione del percorso).

E last but not least soprattutto in basso non mancano agriturismi dove mangiare qualcosa, senza dimenticare il Rifugio S.E.V. proprio sotto i Corni: visto che la zona è assai frequentata, grazie anche alla facilità di accesso, è consigliabile prenotare per non rimanere con l’acquolina in bocca e lo stomaco vuoto.


Sempre in zona, per chi ama camminare godendo della bassa montagna, si può puntare al Palanzone + Bolettone e ovviamente il Monte San Primo, che avremo salito innumerevoli volte ma al quale – poveretto – non abbiamo mai dedicato nemmeno un articolo: eppure è il più panoramico di tutti! Non abbiamo menzionato le falesie che ci sono qui perchè nonostante per noi siano comode… hanno gradi non potabili per questi due scarsoni 😉

Disclaimer

Attenzione: Le attività che si svolgono in montagna quali alpinismo, arrampicata, scialpinismo, ma anche il semplice escursionismo possono essere potenzialmente pericolose: la valutazione del rischio spetta alla responsabilità di ognuno singolarmente, in base alle proprie condizioni psico-fisiche e alle condizioni ambientali. Relazioni e descrizioni all'interno del blog sono frutto della nostra personale esperienza, possono contenere imprecisioni nonostante la nostra attenzione; le foto e i video possono essere utilizzati esternamente solo a fronte di richiesta e autorizzazione scritta.

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