PIANI RESINELLI (LC) 1.250 m s.l.m. – PUNTA GIULIA 1.563 m s.l.m. – Arrampicata – Via Comune, difficoltà IV – Via Nuova Italia, difficoltà V – Sviluppo 60m circa (a via) – Esposizione NE e SO.
Quando abbiamo visto in foto questo pinnacolo ci siamo detti “Noooo, troppo bello! Bisogna assolutamente andarci!”. E così è stato!
I pinnacoli esercitano un fascino prettamente estetico, con le loro forme ardite e snelle che ti fanno venire voglia di arrivare in cima, una cima quasi sempre piccola e scomoda: è stato così per “Sinfonia del Mulino Bianco” sulla Guglia dei Miracoli in Sardegna, per il più noto Campanile di Val Montanaia, il Campanile Basso di Brenta o, per restare in Grignetta dove i pilastrini abbondano, per l’Ago Teresita e il Dito Dones, poco più in là.
Come tutte le cose belle, Punta Giulia va conquistata: l’avvicinamento pur essendo tra i più brevi della Grignetta è… repulsivo 😀
Scomodo, ripido, infido, infestato dalla vegetazione e dalle zecche. Ne abbiamo totalizzate 5 in tre persone, nonostante il repellente.
Poi finalmente il suo profilo si palesa: più piccolina della sorella grande Torre Costanza ma non così piccola come sembra dal basso, resta nascosta fino all’ultimo in questa zona della Grigna Meridionale dove – a parte la vaga traccia che si percorre per arrivare fin qui – non ci sono sentieri ed è tutto uno svettare di formazioni rocciose, come se un gigante si fosse divertito a costruire grossi ometti.
Peccato che sulla Giulia ci siano solo due vie! Dovremo diventare più bravi ed osare quelle sulla Torre Costanza 😉
Nota: la Via Comune o Via Normale è stata aperta da Gandini, Perego, Ponzini nel 1926 mentre La Nuova Italia da Dell’Oro (il famoso Boga), Riva, Villa nel 1930: a partire dal ’37 con la pubblicazione della guida Le Grigne il nome di quest’ultima – dedicata al Dopolavoro Nuova Italia, di Lecco – viene erroneamente riportato come Giovane Italia e così nelle successive pubblicazioni, fino ai giorni nostri. Se vi interessa approfondire, trovate articoli interessanti su LarioClimb e sul Blog di Alessandro Spinelli.
AVVICINAMENTO
Si parcheggia sulla strada sotto il Rifugio Alippi, Via del Ram/Via Pra Mulina ai Piani Resinelli (importante arrivare presto per trovare uno dei pochi posti disponibili. Noi siamo arrivati alle 6:40 ad esempio) e si imbocca la strada privata dalla quale parte il sentiero delle Foppe.
Superare il primo tratto di bosco, attraversare l’ex torrente e risalire nuovamente nel bosco fino ad incrociare lungo il sentiero il cartello che indica Punta Giulia, Torre Costanza e Mongolfiera.
Si imbocca quest’ultimo, che più che un sentiero è una traccia tra la vegetazione alta (portare antizecca!!!) che risale per ripidi prati fino a raggiungere il canale del Diavolo.
Si rimane nel canale per alcuni salti (passi di facile arrampicata), aggirandone altri appena a sinistra fino ad un secondo cartello segnaletico dove si prende il sentiero di destra verso Punta Giulia, che dopo un ultimo tratto di ripida salita per prati, appare dritta di fronte.
L’attacco della via comune è sulla selletta che si trova sul versante Nord (seguire il sentiero fino ad arrivarci). Per l’attacco della Nuova Italia, abbandonare il sentiero prima dell’ultimo ripido tratto che porta al colletto e traversare a destra sul versante ovest del pilastro, girandoci attorno fino a guadagnare un piccolo terrazzino a SO da cui attacca la via.
DESCRIZIONE DEI TIRI
Noi abbiamo fatto prima la via Comune e poi la Nuova Italia, ma si può fare anche l’inverso. Così facendo però (e partendo presto) siamo riusciti a stare quasi sempre all’ombra, cosa che in estate fa sicuramente piacere.
Nella relazione, abbiamo lasciato i gradi originali, ma a nostro avviso sono certamente piuttosto stretti ad oggi.
Per essere più onesti, considerate almeno IV+/V- per la salita della via Comune e V+ per un paio di passi della via Nuova Italia.
VIA COMUNE
L1 – III / IV (25 m) – Dalla selletta, evitare sulla destra per roccette ed erba (sprotetto) l’avancorpo roccioso fino al punto in cui la roccia diventa verticale e si trova un fittone. Salire quindi un diedro verticale verso sinistra con un passo un po’ aggettante (vecchio chiodo nascosto alla base), spostarsi a sinistra per roccia ottima e appoggiata fino al terrazzino di sosta su anellone gigante.
L2 – IV (40 m) – Dritti sopra alla sosta su placca appoggiata che poi si verticalizza con un passo delicato sul quale ci si sposta verso sinistra doppiando poi lo spigolo fino a raggiungere un terrazzo dove si trova la sosta intermedia; la via si sposta ancora a sinistra girando dietro la guglia in un diedro di roccia lavorata per poi uscire verso destra con un ultimo passo più verticale per raggiungere la sommità. In alternativa, è possibile salire la fessura sopra alla sosta intermedia (variante, da proteggere a friend) arrivando nello stesso punto. Sosta di vetta su cordoni con anello di calata.
Discesa lungo la linea di salita: noi abbiamo fatto due calate da 25m circa, dalla cima fino alla sosta di L1 e poi una seconda fino a terra. Porre massima attenzione al possibile incastro della corda in una fessura poco sotto la vetta (meglio calarsi con una sola corda per evitare il nodo di giunzione).
VIA NUOVA ITALIA (o Giovane Italia o Via Boga)
L1 – III / V (25 m) – Salire la placca vegetata per alcuni metri fino ad un risalto che si aggira a sinistra (oltre al fittone, presente un vecchio chiodo in fessura) con un passo strapiombante che immette in un diedro verticale. Uscire a destra al termine del diedro per roccia lavorata fino alla sosta su due fittoni da collegare.
L2 – V (15 m) – Ignorare il fittone sopra alla sosta e traversa decisamente a sinistra (fittone) stando bassi con i piedi fino a prendere la lama vicino allo spigolo (cordone) che si risale in verticale con ottime mani e passi atletici. Uscire quindi a sinistra dello spigolo su piccolo terrazzo dove si trova la sosta da collegare.
L3 – IV / V- (30 m) – Leggermente a sinistra della sosta sfruttando una lama e degli ottimi buchi per le mani fino allo spigolo. Aggirarlo a destra entrando poi in un diedro (passo ostico in ingresso) che si risale fino al suo termine con arrampicata atletica ma roccia generosa (poco protetto). La via prosegue poi su placca appoggiata e senza percorso obbligato (roccia da antologia, ma nessuna protezione) fino alla cima secondaria dove si trova la sosta su cordoni.
Discesa sul lato ovest con un’unica calata da 45 metri che atterra sul sentierino che aggira il pilastro percorso all’andata. Attenzione alle piante nella parte finale.
GIUDIZIO
Due vie davvero molto belle, anche se brevi: salirle entrambe è praticamente un obbligo se si viene a scalare in questo angolo fatato della Grignetta.
La roccia è stupenda, su un calcare ruvido, generoso e pieno di lame, buchi e manigliette varie che fanno godere ogni volta che ci si mette le mani sopra.
Lo stile di arrampicata è di tipo atletico, spesso su muri verticali e a tratti strapiombanti, resi non troppo difficili proprio dall’ottima qualità della roccia e dalla sua generosità.
L’ambiente è magnifico, isolato, con una vista incantevole e privilegiata sulla Torre Costanza, sulla Mongolfiera, sulla Piramide Casati e sul Torrione Palma che troneggiano a non troppa distanza. Ma anche sul lago di Como guardando verso sud!
Per quanto riguarda la chiodatura, è quella tipica delle vie classiche della Grignetta, con qualche chiodo e qualche fittone resinato inserito a posteriori per rendere sicure le vie classiche, ma posizionato sempre in modo che i passi rimangano obbligati e non siano azzerabili. Sicuramente è consigliabile integrare la salita con friend medio/piccoli e con cordini nelle clessidre e sugli speroni.
Le soste sono a fittoni da collegare sulla via Nuova Italia, mentre sulla via Comune sono su grosse catene di ferro con un unico chiodo.
Per salirle d’estate, è decisamente consigliabile partire presto in modo da trovare le pareti all’ombra e non morire di caldo lungo il breve ma mortale avvicinamento 😉
Nell’insieme, tra le vie con la roccia migliore che ci sia capitato di scalare qui in Grignetta, quindi assolutamente da mettere nel curriculum alpinistico!!!
Ideale magari in quelle giornate nelle quali danno brutto nel tardo pomeriggio e si vuole massimizzare la scalata facendo nel contempo un po’ di gamba! 😉
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