Via Detassis / Vidi alla Corna Rossa – Dolomiti di Brenta

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MADONNA DI CAMPIGLIO (TN) – PARCH. VALLESINELLA (1.513 mt slm) – CORNA ROSSA PRIMO TORRIONE (2.350 mt slm) – Arrampicata – Via lunga di stampo classico – Difficoltà V (obbligatorio) – Grado Alpinistico D – Sviluppo 230mt

La Detassis / Vidi è forse la via più classica e più ripetuta dell’intero gruppo della Corna Rossa. Vince nel modo più facile possibile il primo torrione che è quello più verticale ed arcigno dell’intero gruppo, solcato anche da pareti gialle e da tetti quasi impossibili da superare in arrampicata.

Questo aspetto sicuramente gli dona fascino, ma è poi l’arrampicata in sé a rendere questa via una classica in quanto Bruno Detassis è riuscito ad individuare una linea sia logica sia molto varia e divertente che attraversa spigoli, placche, diedri e strapiombi, tutti con grande esposizione e verticalità: ce n’è per tutti i gusti.

Da parte mia ho un ricordo speciale di questa salita, in quanto è stata la mia prima via in ambiente quando avevo circa 16/17 anni e l’avevo affrontata ai tempi in modo molto ingenuo e spavaldo, senza alcuna protezione intermedia ed utilizzando solamente i pochi chiodi lasciati da Detassis. Una discreta follia a ripensarci ora, motivo per il quale ho voluto ripeterla a distanza di anni, giusto per vedere quanto ero matto da piccolo 😉

Rifacendola devo dire che probabilmente qualche chiodo è stato aggiunto nel tempo perché onestamente me la ricordavo ben più sprotetta di così (parlo del 1997 circa), ma forse mi sbaglio. E’ passato tanto tempo. Di certo, su questa via non troverete alcuno spit o chiodo resinato. Solo chiodi battuti a mano nei punti più duri e il nulla cosmico in tutte le parti più semplici.

Per gli amanti delle classiche, questa è sicuramente un gioiellino da ripetere!
E non sottovalutatela perché i gradi sono belli stretti!! 😉
Se voleste qualcosa di un pelo più facile vi consigliamo la via Nella Detassis che attacca subito accanto a questa, sul secondo torrione e che è altrettanto piacevole ma un po’ meno tosta.

Avvicinamento

Si può salire da Vallesinella (attenzione che il costo del parcheggio è salito a ben 8€ al giorno in questo ottobre 2019!) oppure prendere la funivia del Grosté fino al primo troncone. Decisamente più sensata la prima ad ogni modo, visto l’avvicinamento tutto sommato esiguo (1h e spiccioli).
A monte del parcheggio di Vallesinella si prende il sentiero 382 direzione Graffer e lo si segue fino ad incontrare a metà strada la malga di Vallesinella di Sopra (1680mt).
Proseguire poi per il sentiero che si imbocca a monte della malga, prima di raggiungerla, fino alla base della Corna Rossa dove in prossimità di un ometto (poco prima che il sentiero si impenni) si devia ripidamente per prati fino verso la base della parete, con traccia a tratti evidente e a tratti da trovare. Seguite i cespugli di stelle alpine che qui di certo non mancano 😉
La via attacca alla destra della parete gialla sovrastata da un evidente strapiombo. Si segue la parete nera alla base fino a quando non si incontra il solco che separa il primo torrione dal secondo torrione.
La Detassis/Vidi parte sullo spigolo, subito a sinistra della spaccatura tra il primo ed il secondo torrione.

Descrizione della via

  1. IV (25mt) – Si attacca proprio sullo spigolo che va seguito per circa 15 metri. Poi si traversa a sinistra superando in spaccata un piccolo “gap” e giunti dalla parte opposta si rimonta in verticale per altri 3-4 metri fino alla sosta.
  2. IV (30mt) – Seguire la rampa alla sinistra della sosta che sale obliquando in direzione destra fino a riguadagnare lo spigolo. Ignorare una sosta intermedia subito oltre lo spigolo (a destra) e proseguire fino sotto un evidente tetto dove si trova la sosta.
    Se si vuole complicarsi un minimo la vita (come abbiamo fatto noi), salire verticalmente a destra della sosta e raggiungere lo spigolo con un traverso un po’ più delicato. In questo secondo caso ci sta anche un IV+ come difficoltà.
  3. V o VI+/A0, poi IV+ (35mt) – E’ possibile rimontare verticalmente il tetto con passo atletico grazie ad un chiodo subito dopo l’uscita (VI+) oppure aggirare la difficoltà qualche metro a destra su placca (V) molto esposta.
    Noi dopo lungo studio abbiamo preferito il tetto onde evitare possibili pendole. La cordata dopo di noi ha invece salito la placca. Volendo subito dopo il tetto c’è possibilità di fare una sosta intermedia (raggiungibile anche dalla placca).
    Proseguire poi in diagonale sinistra (chiodo) fino ad una placca tecnica molto verticale ed esposta ma protetta con un paio di chiodi (ed eventualmente integrabile in fessura con friend) fino alla sosta su terrazzino.
  4. III (50mt) – Salire lo spigolo per facili roccette, molto piacevoli dopo il tiro precedente ;). La sosta è su cordone all’altezza di un terrazzo abbastanza ampio una ventina di metri prima di arrivare ad un evidente diedro nero.
  5. III+ (20mt) – Proseguire ancora sullo spigolo con facile arrampicata fino alla base del diedro nero dove la via riprende verticalità.
  6. IV+ (20mt) – Salire il diedro con facile arrampicata fino a quando diventa più verticale e si possono afferrare delle belle prese rovesce. A quel punto spostarsi a destra su terreno più strapiombante (chiodo) e rimontare verticalmente lo spigolo fino ad un primo balconcino. Salire poi un’altra rimonta e traversare a sinistra per alcuni metri fino alla base di un diedro giallo ben evidente dove si trova la sosta.
  7. V (35mt) – Tiro chiave a mio parere: si rimonta il diedro giallo su buone prese fino a quando lo strapiombo non inizia ad accentuarsi. A quel punto individuare dei buoni piedi mezzo metro più a destra del diedro e proseguire in verticale fino ad un secondo chiodo.
    Attraversare poi a sinistra con passo lungo ed esposto fino a guadagnare una micro-cengia alla base di una placca nera. Volendo si può sostare un metro più a sinistra su chiodi. Se proseguite, ci sono un paio di chiodi sulla placca che va rimontata verticalmente (passi non banali) fino all’uscita con delle zappe da urlo.
    Proseguire poi qualche metro su prato e fare sosta su roccette.
  8. II+ (15mt) – Dritti fino in vetta con facili passi. Sosta su spuntone.

Discesa

Dalla vetta del 1° torrione si seguono gli ometti che conducono con facili passi in discesa fino alla selletta che traversa verso il 2° torrione. Poi in costa in direzione del Rifugio Graffer che si riguadagna con tracce di sentiero e un po’ a muzzo tra le gobbe erbose e rocciose.
Dal Graffer, individuare il sentiero 382 che poco più a valle riporta in direzione sud a lato della Corna Rossa, direzione Vallesinella (sentiero segnato e bollato in bianco e rosso, non scendete ad cazzum).
Si segue prima per gobbe e poi con lunghi tornanti con vista spettacolare sul Brenta fino a ritrovarsi all’ometto dell’andata. Da lì, seguire il sentiero della mattina fino al parcheggio.

Giudizio

Via bellissima con arrampicata molto varia e a tratti tecnica, protetta il giusto e con alcuni passaggi per nulla banali. Sempre molto verticale.
Sicuramente una classica da ripetere.
Immaginarsi Bruno Detassis che la chioda dal basso con gli scarponi e protetto da un bel canapone girato in vita fa venire i brividi…ma tant’è! 😉
Tenete conto che è molto famosa e di conseguenza troverete spesso altre cordate in via. Può andarvi bene di trovare gente molto simpatica e in gamba (come è successo a noi) oppure anche no. Quindi valutate. Magari non è da fare nei weekend in stagione, ecco… 😉

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