la bellissima placca del primo tiro

Via Aquilotti 74 + Morandi-Consiglio: cercando il facile sulla Seconda Spalla – Corno Piccolo

Valico del Laghetto, Prati di Tivo (TE) 1.650 m s.l.m. – Corno Piccolo – Arrampicata Trad – Via Aquilotti 74 + Morandi-Consiglio – Difficoltà V – Sviluppo 230 m circa – Esposizione Nord

Altro assaggio interessante e divertente dell’arrampicata sul Corno Piccolo (oltre ad Attenti alle clessidre ed Iskra fatte nei giorni precedenti) è stata questa via Aquilotti 74, tra le più facili di questa parete, ma che permette di iniziare a gustare il fantastico calcare della Seconda Spalla, senza però mai spingersi troppo oltre sulle difficoltà.

La nostra idea originale era di fare la via del Vecchiaccio, una sorta di mito, che ci era stata raccontata ai tempi in cui facevamo la trasmissione “Classics on the rocks” su Climbing Radio direttamente da Massimo Marcheggiani, co-apritore della via insieme a Pierluigi Bini e Vito Plumari, quest’ultimo detto appunto “il vecchiaccio”.

Ma la giornata non prometteva affatto bene per un vento di scirocco fortissimo con raffiche a 50 nodi e il Vecchiaccio stava proprio sulla parete esposta al vento, mentre l’Aquilotti era un pelino più protetta ed è stata sicuramente un’ottima scelta alla fine, in quanto varia e divertente.

La Seconda Spalla, pur essendo la più lontana dalla Madonnina, ha il vantaggio di essere molto facilmente raggiungibile dal sentiero Ventricini senza salire ripidi canali e questo probabilmente la rende più gettonata rispetto ad altre pareti con avvicinamenti più ardui. Difatti in cima abbiamo trovato una decina di persone che sono salite dalle varie vie, come noi, nonostante il ventaccio.

Per fortuna sulla nostra eravamo da soli, ma in infrasettimanale è sicuramente più probabile che accada rispetto al weekend! 😉

schema indicativo delle strutture sul Versante Nord del Corno Piccolo
schema indicativo delle strutture sul Versante Nord del Corno Piccolo

AVVICINAMENTO

Al valico del Laghetto (1.650 m) si può lasciare l’auto in un ampio spiazzo sterrato, da dove partono i sentieri. Si segue l’ampio sentiero che sale verso l’Albergo Diruto, che ci si lascia sulla sinistra poco più in alto, fino ad arrivare agli impianti di risalita e alla Madonnina (2.007 m).

In alternativa si possono prendere gli impianti da Prati di Tivo (20 € andata e ritorno dalle 8.00 alle 17.00 nel 2026) risparmiando così 40-45 minuti di salita.

Dagli impianti si sale fino al bivio del Sentiero Ventricini: andando verso sinistra si raggiunge il Rifugio Franchetti mentre verso destra il sentiero costeggia tutta la parete Nord del Corno Piccolo fino a raggiungere alla Prima e Seconda Spalla, costituendo l’accesso per tutte le numerose vie di arrampicata che qui si trovano.

Seguendo il sentiero si supera la maestosa mole della Prima Spalla e si raggiunge una specie di valico dal quale diventa subito visibile tutta la parete nord della Seconda Spalla, con la sua forma piramidale lavorata, e il limitrofo canale Bonacossa (a sinistra guardano la seconda spalla). Qui è possibile salire su un sentiero che taglia alto passando sotto il canale e costeggiando le pareti.

La via attacca al centro della parete, in corrispondenza di un grosso masso staccato (che da qui però sembra un tutt’uno con la parete, vi accorgerete dello spazio vuoto tra l’uno e l’altra una volta che sarete vicini).

DESCRIZIONE DEI TIRI

La via Aquilotti ’74 termina all’altezza del grande sasso a circa due terzi della parete. Per raggiungere la vetta della seconda spalla è possibile continuare la salita sulle vie Morandi – Consiglio (più facile) o sulla via delle Due Generazioni.

tracciato della via, in arancione l'uscita sulla Morandi Consiglio
tracciato della via, in arancione l’uscita sulla Morandi Consiglio

Aquilotti 74

L1 – V (45m) – Salire appena a destra del grande masso fino ad un rovescio proteggibile, poi a sinistra verso un vecchio spit.
Seguire quindi una fessura verticale (2-3 ch.) e infine uscire a sinistra entrando in un diedro marcato fino alla sosta non visibile fino all’ultimo.

L2 – V- (35m) – salire direttamente l’ampia fessura a forma di Z appena sopra la sosta cercando di stare all’esterno e frontali il più possibile per semplificarsi la vita.
Al termine della Z, abbassarsi leggermente verso a destra passando dietro una roccia triangolare e salire poi nel diedro alla sua destra. Quando il diedro si stringe, uscire a sinistra su placca lavorata fino alla sosta (oppure proseguire qualche metro fino alla sosta successiva, ben visibile).

L3 – IV (35m) – seguire la placca appoggiata in leggera sinistra, poi puntare e salire il diedro verticale (chiodo a metà un po’ nascosto), spostarsi a destra ed entrare in un facile canalino meglio scalabile in placca sulla sinistra fino alla comoda sosta su terrazzino.

L4 – III (25m) – dritti o appena a sinistra della sosta per placca verticale con grossi buchi, seguendo poi il facile su una bella placca più appoggiata che porta sul lato sinistro dell’evidente massone sovrastante. Sosta proprio dietro al masso sulla parete.
Qui termina la via Aquilotti 74.

Morandi – Consiglio

L5 – III+ (20m) – in verticale sopra alla sosta fino a raggiungere l’evidente rampa che sale verso destra.
Sostare sui due chiodi (e non sulla sosta di calata in caso di traffico).

L6 – II (20m) – seguire la facile rampa verso destra fino ad un diedrino che si risale per due/tre metri fino alla sosta.

L7 – III (35m) – salire il diedrino a destra, poi spostarsi ancora a destra su terrazzo fino al punto più agevole di attacco della placca sovrastante che si risale per alcuni metri lavorati per poi entrare in un facile canalino verso sinistra che porta sulla cima. Sosta su spuntone.

DISCESA

Vi sono diverse possibilità: calarsi sulla parete, prima sfruttando le soste di Due Generazioni e poi quelle della via salita, che però significa rompere le scatole ad eventuali scalatori in arrivo.

Meglio allora sfruttare le calate riattrezzate che portano – due doppie con corde da 60 oppure 4 doppie con corda singola – ai piedi del canalone Bonacossa: per trovarle, dall’ultima sosta della via, si salgono facilmente i grossi massi di sommità traversando poi in cresta verso il canalone stesso, trovando subito una sosta di calata in direzione del canale, su un masso.

Noi come al solito abbiamo deciso di scendere a piedi 😀 dal Canale Bonacossa: ormai avevamo fatto il callo su quello della Normale da Nord, vuoi non sperimentare anche questa linea di discesa 😀 😀 😀 soprattutto siamo stati vivamente consigliati dai ragazzi del soccorso alpino che abbiamo incontrato in vetta al termine della loro via.
Effettivamente il Canale Bonacossa è veloce da scendere, a patto di saper disarrampicare sul II – III grado 😉 C’è qualche corda fissa, ma nel nostro caso molte erano state rimosse.

Una volta raggiunti i piedi del canale, in un modo o nell’altro, in pochi metri ci si ritrova all’attacco delle vie; da qui come per l’andata.

GIUDIZIO

Forse la via tecnicamente più interessante che abbiamo fatto nella nostra permanenza ai piedi del Corno Piccolo, con un primo tiro bellissimo che – forse – fa dimenticare un secondo tiro invece “storto” e ostico 🙂

La roccia è come sempre bellissima, qui super compatta, e rispetto a Clesside e Iskra ci sono anche una manciata di chiodi in più.
Bisogna fare un po’ di attenzione e studiarsela bene prima perchè interseca numerose altre via, tendenzialmente più dure.

Piccolo rimpianto: non aver fatto l’uscita sugli ultimi due tiri di Due Generazioni e aver invece percorso la Morandi-Consiglio, stando sul facile. Possiamo giustificarci ricordando il vento assurdo in parete, che ci ha letteralmente ubriacati oltre a spostarci fisicamente… però a guardare la placca da sotto dall’ultima sosta della nostra via, placca che sembrava anche ben protetta oltre che bellissima, forse abbiamo perso un’occasione.

Pazienza… vorrà dire che bisognerà tornare! Anche perchè qui c’è davvero il mondo stando su questi gradi, sempre ricordando che si tratta di salite alpinistiche, erroneamente spesso riportate con gradi francesi ovvero sportivi: questa cosa secondo noi non ha davvero senso, anzi crea confusione in chi non conosce questo tipo di ambiente e le sue peculiarità.


Disclaimer

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