Scialpinismo e ciaspole sopra a Montgenevre

pubblicato in: Ciaspolate, Scialpinismo | 0
CLAVIERE (TO) –  scialpinismo/ciaspole

A sto giro, i coniugi Repossi/Montella hanno deciso per un weekend di montagna e così ci hanno invitati su a Claviere, in alta val di Susa, sul confine con la Francia, per stare un po’ insieme e per goderci il sole e la neve tutti insieme, oltre che per offrire un’altra occasione al Nano di fare un passetto in avanti nell’apprendimento dello sci.
Splendido weekend in tutto e per tutto!
Casa del Repo…oltre.
Posto….oltre.
Compagnia….oltre.
Neve….pochina, ma quella che c’era era molto molto godibile.

Io ed Erica siamo partiti con l’idea di salire fino in cima al Monte Chaberton, la cima massima della zona (3100 e rotti metri), ma purtroppo il vento ha completamente spazzolato la cima dalla neve e quindi abbiamo dovuto cambiare programma in corsa.
Siamo arrivati fino ad un bel colletto a 2580mt con neve a tratti fantastica e a tratti ventata, ma comunque con un paesaggio di livello e con una giornata godibilissima.
Poi vabbè…….inutile dire che ce la siamo spassata alla grande con gli altri, a suon di sciate del Nano, bombardini, scoponi scientifici, vino e pappa buona!!
Ci sarebbe stata un’altra settimanella lassù…. 😉

Skialp @ Col des 3 Freres Mineurs + we a Claviere!

  • Infine, la mia mano bella gonfia dopo la botta gigante che ho preso volando con gli sci da 6 metri e atterrando sul duro. Prego per il mio mignolino!!

  • Ecco il tragitto della nostra gita, anda e rianda. Un po' meno dislivello di quanto preventivato, ma comunque un bello sviluppo!

  • Dopo che un'enorme stalattite di ghiaccio ha sfiorato il Repo di qualche centimetro cadendo da un tetto, Erica non può resistere alla tentazione di rimanerci incollata a vita alla scemo&piùscemo! 😛

  • Ed infine, discesa veloce con mamma, con tanto di curve!

  • E' ora di provare da soli!

  • Mamma ride e rincuora il nano spiaggiato. Bisogna motivarlo per farlo innamorare dello sci....ma alla fine sarà mission accomplished!!!

  • Nano spiaggiato!! 😉

  • Ecco il nano pronto, con Cami che fa da trainer e il Repo in versione fotoreporter e skilift umano.. 😉

  • Ancora qualche bel pendio di frescone, con io che me la godo con gli sci...ed Erica che se la gode un po' meno visto che la pendenza non le permette di scivolare di culo dal pendio

  • Dopo essere tornati a valle, ci ricongiungiamo col gruppo. E' circa l'ora di pranzo. Dopo un bel pranzo, ecco il Conte Repoddddracula che riposa nella sua cripta.... 😛

  • Arriviamo ad una graziosa malga nella parte alta del rio Secco.

  • Eccoci in approccio del vallone del Rio Secco, che dovrebbe portarci verso Claviere

  • Nel pomeriggio, è ora di dedicare del tempo a far sciare il Nano. Camilla non ha dietro gli sci. Così le presto i miei, anche se è la prima volta che prova ad inforcare degli sci da scialpinismo. Dopo un po' di minuti di sbattimenti per farle indossare l'attrezzatura........mamma è finalmente pronta ad impartire al Nano lezioni di sci!

  • Superata la zona dei gobboni, si arriva su un bel tratto di discesa in fresca, con sprazzi di boschetto molto carino e con neve paura. Qui mi sono divertito un botto!!

  • raggiungo Erica che essendo a piedi, è scesa prima di me per portarsi avanti e che mi attendeva ad una piccola malga al termine del boschetto

  • tornando verso valle, l'idea è di tornare direttamente a Claviere (siamo partiti da Montgenevre), ma per far questo dobbiamo scovare un sentiero che non conosciamo. Iniziamo, buttandoci giù da questi splendidi pendii di neve fresca. Qui Erica sfrutta la sua tecnica CAI preferita!! 😛

  • Eccoci di nuvo vicini all'attacco del col du Chaberton, che abbiamo salito solo per un micro pezzettino ma poi abbandonato con lungimiranza

  • Parto con la discesa con gli sci. Prima parte molto tranquilla...seguo più o meno le mie stesse tracce e niente sorprese. Ad un certo punto però, la mia traccia si perde (probabilmente spazzata dal vento) ed io vado dritto. Mi accorgo che sto per affrontare un cambio di pendenza, ma lo penso più morbido e quindi prendo velocità apposta per fare un bel salto. Peccato solo che sotto di me ci fossero circa 6 metri di vuoto assoluto!! Quando mi accorgo dell'errore, è troppo tardi. Volo nel vuoto ed atterro dalla parte opposta della gobba, dove però ci sono solo 10 cm di neve che mi attendono. Atterraggio molto duro e botta violenta. Appoggio la mano destra in caduta e il mio mignolo non apprezza.......ora è gonfio da paura. Speriamo non sia nulla di grave. Domani se non migliora, vado a farmi una lastra. Comunque è stata una scena da cartone animato!! Mi è dispiaciuto che non ci fossero i miei soci Paolo Gallo e Il Negro perché avrebbero smesso di ridere fra 3 mesi!! 🙂

  • Gab al Clots des Fonds in attesa di capire cosa sarà di noi. Andiamo ancora avanti o torniamo verso valle? Valutiamo bene i cartelli e poi prenderemo una decisione.

  • scopriamo di essere in un posto chiamato Clots des Fonds, a 2430mt. Il vento va e viene. Quando va......si sta da dio e c'è un sole della madonna, caldo e gradevolissimo. Quando viene......sono cazzi, con pezzi di ghiaccio che ti arrivano in faccia a 50km l'ora e che fanno anche male. E' ancora presto (10:30 circa) e quindi decidiamo di andare avanti ancora un po' verso una delle mete indicate dai cartelli. Erica ha qualche dolorino dovuto dalle scomode ciaspole e per di più deve valutare il fatto che le toccherà scendere a piedi. Io sono con gli sci, e quindi posso osare un po' di più.

  • Il versante opposto sembra molto meglio innevato, e anche con delle salite interessanti. Decidiamo per quello, anche se non sappiamo dove andremo a finire. Dopo aver risalito un bel boschetto e una serie di gobbe, ci ritroviamo in prossimità di un cartello che ci dirà dove cavolo siamo finiti. Qui il vento batte con raffiche improvvise di 50km/h che ti spostano!! Vediamo Erica, all'approccio del cartello che ci indicherà dove siamo finiti e dove stiamo andando.

  • guardando invece verso valle, spicca tra tutte le cime il Pic de Rochebrune (3.320mt). A guardarlo così, sembra alpinisticamente interessante. Segno nel taccuino, e poi si vedrà! 😉

  • Ecco la casetta che si trova a pochi metri dal col des 3 freres mineurs. E' una vecchia costruzione, quasi distrutta, ma con dei lavori di ristrutturazione all'interno.

  • A un certo punto ci guardiamo indietro in direzione dello Chaberton, ed in particolare, da questa prospettiva, vediamo bene cosa ci avrebbe atteso se avessimo deciso di andare lassù. Ovvero.........neve spazzata via dal vento e terra affiorante ovunque lungo tutto il pendio di salita. Per una volta, abbiamo scelto bene!!

  • Erica in cammino verso la meta decisa

  • Decidiamo per il Col des 3 Freres Mineurs. Manca solo 1,5 km e non sembra ci sia ancora molto dislivello.

  • Ecco la cima dello Chaberton, battutissima dal vento che oggi è veramente forte e ci crea non pochi problemi. Anche dal basso, capiamo subito che se mai riusciremo ad arrivare su, non sarà sicuramente una passeggiata

  • Saliamo un pezzetto del pendio iniziale ma guardandomi attorno la situazione non mi piace. Intanto, non c'è una singola traccia. Il che mi fa pensare. Seconda cosa, vedo il colle du Chaberton che è tutto spelato e battuto dal vento.....e anche questo non mi ispira. Infine, e non meno importante, ci sono tracce di piccole slavine sul pendio che abbiamo iniziato a salire. Difatti, è tutta neve di accumulo portata dal vento e questo sicuramente non garantisce per nulla la stabilità del pendio. Facciamo qualche curva di prova, ma poi confermiamo l'ipotesi. Si scende. E si cambia gita.

  • Eccoci dopo quasi 4 km all'attacco della salita vera e propria. Troviamo questo cartello subito a valle di un pendente dirupo che dovremo risalire. Io lo interpreto così: "eh ho capito che siete francesi e saputelli, ma lo so da me che devo fare le S per salire in scialpinismo su ste pendenze! mica pensavo di salire su dritto come un ciula!!". In realtà......quella che si vede è la colla del cartello, da cui è stata staccata la parte superiore con la scritta...................eh vabbè......... 😀 😀 😀 😛

  • Erica appena partita lungo il sentiero di avvicinamento che si svolge per buona parte su strada innevata e battuta. Le sue ciaspole restano sullo zaino

  • Alla partenza, c'è un bel cartellone che racconta la storia del monte Chaberton. Monte interessantissimo anche dal punto di vista storico e pieno zeppo di costruzioni di guerra che purtroppo oggi non avremo l'occasione di vedere a causa del poco innevamento.

  • Dopo qualche km, comincia un po' di dislivello. Ci avviciniamo a quello che dovrebbe essere l'attacco ufficiale della nostra gita, ovvero la salita di un canalone verso il colle di Chaberton.

  • io ed Erica alle 7:20 all'attacco della nostra gita, scortati dal Repo che gentilmente si è alzato con noi alle 6:30 e ci ha accompagnati in macchina fino all'attacco

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